Il fuoco di Pandora – Matteo Strukul
Recensione a cura di Francesca Re

Il fuoco di Pandora è un libro scritto da Matteo Strukul e edito da Solferino nel 2021.
Il fuoco è origine e fine, morte e nuova rinascita, spada forgiata e ali di fenice, luce nell’oscurità e terrore nella luce, ardente passione e brace silenziosa sotto la cenere. Il fuoco è sacro, il fuoco è femmina e attorno a lui si tengono per mano una spirale di donne in grado di domarlo, scatenarlo, onorarlo; sono Pandora, Pentesilea, Didone, Medea, Ipazia, le Erbarie, le streghe, sono io, sei tu; sotto lo sguardo della grande Ecate
e di Estia.
Di cosa tratta Il fuoco di Pandora?
Di una grande sensibilità sono intrise queste pagine, un nuovo punto di vista: quello femminile nel mito, viene questa volta portato alla luce da un autore che sceglie volutamente di essere “una forma meticcia fra narrazione e finzione”.
Le grandi donne del mito raccontano davanti al fuoco e si fanno fuoco poiché da lui stesso hanno origine.
La prima donna fu forgiata da Efesto per l’inganno e cresciuta come l’inconsapevole strumento di un gioco divino.
Colei che poteva portare ogni uomo alla pazzia, si rivela invece come contenitore non soltanto di seduzione ed inganno, ma di grande senso della giustizia, forza e dedizione per raggiungere un solo obbiettivo: far tornare ogni demone sfuggito dal vaso nel suo luogo d’origine.
Penelope madre, guerriera ed insegnante, detentrice dei segreti del fuoco che condivide con gli umani attraverso le sue figlie.
Penelope colpevole delle sofferenze del mondo che non si arrende al suo destino e, come la fenice brucia se stessa per rinascere a nuova vita.
Penelope che insegna l’arte del plasmare i metalli col fuoco e il culto dello stesso che scalda il focolare, le sue figlie sono le custodi della sacra fiamma, sacerdotesse di Estia.
Lei che fu la prima a erigere templi e altari in suo onore, ma che non scordò mai di insegnare ad onorare anche il lato oscuro e mutevole insito nella natura stessa del fuoco, attraverso i racconti della signora delle fiaccole:
Ecate la trivia, la triforme, in grado di viaggiare attraverso il mondo degli uomini, degli dei e dei morti; la più temuta. La prima fra tutte le donne, la maestra del culto e del potere del fuoco, nel Fuoco di Pandora stringe la mano a Pentesilea e a tutte le sorelle Amazzoni.
Il cuore sussulta ancora per il racconto precedente, ma, senza riprendere fiato, vengo catapultata all’interno di una società matriarcale in cui due grandi regine dominano: la pace e la guerra.
La giovane figlia di una regina Amazzone, distrutta dal rimorso per aver erroneamente ucciso la sorella Ippolita, cercherà di espiare il suo dolore nella violenza e nella guerra.
Perseguitata fino alla fine dalle Erinni, le verrà negata persino la sepoltura del guerriero da Achille e i suoi compagni. Costretta nell’Ade, divorata dal suo stesso rancore e da un desiderio di vendetta e riscatto che non le darà mai pace.
Dal fuoco dell’eterno dolore Pentesilea volge lo sguardo verso Didone, colei che bruciò nel fuoco della passione e dell’amore, che ebbe il coraggio di mostrare i propri desideri e di rivendicare ciò che il proprio cuore e la propria carne desiderava.
Didone tradita e abbandonata che trasforma il suo fuoco in distruzione per se stessa, preferendo gli inferi all’onta dell’abbandono. Donne, regine, creature forti e fragili, passionali e indomite, in grado di scegliere se guarire o lasciarsi bruciare dentro le loro storie oltre ogni tempo.
Non poteva mancare Medea, passionale e pronta a tutto per Giasone, che nel Fuoco di Pandora, non fu colei che uccise i suoi figli.
Lo fecero i Corinti per vendetta e a lei, che sovvertì le regole, detentrice del sapere e del potere, vennero date le colpe. Medea, signora della conoscenza, che manifesta indomita il proprio potere nella passione, nella conoscenza delle erbe,ribelle alle regole della casa e di conseguenza ritenuta avvelenatrice e manipolatrice.
Diviene il primo simbolo di donna lamia, solo perché colpevole di essere viva nelle sue passioni, colta e intelligente. Dalla voce di Medea hanno origine i racconti di altre donne vittime del proprio sapere: Ipazia, le Erbarie, le streghe e di conseguenza tutte coloro che hanno remato contro la corrente dei patriarchi e dei detentori del potere, manifestando le loro conoscenze sacre e usandole, diventando creature da temere e distruggere nel fuoco stesso che le ha originate.
Perchè leggere Il fuoco di Pandora?
Il Fuoco di Pandora divora il lettore e lo immerge dentro un importante cambio di prospettiva, lasciando a lui la scelta di bruciare e condannare o di essere bruciato di passione viscerale per la tormentata vita di questi miti/ donna troppo spesso messi in secondo piano o trasformati in creature mostruose.
Il libro si conclude con un meraviglioso inno ad Ecate, affinché la Signora delle Fiaccole protegga le donne rendendole forti, indistruttibili,splendenti come l’elemento che le contraddistingue.
Un libro che emoziona in ogni pagina, ad iniziare dalla magistrale prefazione scritta da Maria Grazia Ciani che ci accompagna tra le fiamme indicandoci la strada da percorrere, seguendo il punto di vista delle donne e preparandoci ad un cammino di guarigione e rivelazione profonda di un mondo femminile e mitologico che, finalmente, veste le piume rosse della Fenice.
Link d’acquisto
https://www.amazon.it/fuoco-Pandora-Matteo-Strukul/dp/8828206497
Sinossi
Nella notte che regna sui villaggi degli uomini, Pandora ricorda.
Si è esiliata dall’Olimpo per rimediare al dolore scatenato sul mondo dall’apertura del vaso a lei affidato, la trappola di Zeus. Si è data una missione:
portare agli umani il fuoco, i suoi usi e le sue storie, dalla magia della Fenice alla sfortunata corsa di Fetonte sul carro del sole, alla battaglia di Ecate, Signora delle Fiaccole, contro il gigante Clizio.
Ma quello tra le donne e il fuoco è un legame che non finisce con Pandora.
Continua con Pentesilea, amazzone guerriera, forgiata nelle fiamme, perseguitata da una maledizione e destinata ad affrontare Achille sotto le mura di Troia.
Con la pira funebre che conclude la vicenda di Didone, regina orgogliosa e abbandonata che si dà la morte dopo la partenza di Enea.
Con il diadema e la veste intrisi di fiamme che consumano Glauce, la nuova moglie di Giasone, doni mortali di Medea ripudiata.
Generose e vendicatrici, sagge e impetuose, Matteo Strukul costruisce in questo libro un vero e proprio pantheon di capostipiti femminili, a cui dà voce di volta in volta per ricostruire i miti fondativi della nostra cultura da una prospettiva insolita e coinvolgente.
Un racconto storico che fa rivivere il mondo antico e le sue protagoniste con la potenza di una narrazione senza tempo eppure moderna, capace di accendere gli animi come il fuoco illumina il buio.






