Donne e dee nel Mediterraneo antico di Paola Angeli Bernardini
Voce alle Donne
recensione di Emma Fenu
Donne e dee nel Mediterraneo antico è un saggio di Paola Angeli Bernardini edito da Il Mulino nel 2022.
Di cosa tratta Donne e dee nel Mediterraneo antico?
Si tende a pensare che nell’antica Grecia le donne vivessero solo all’interno della casa: Odisseo viaggia e Penelope aspetta al telaio.
Questa dicotomia è ascrivibile all’indole dei due sessi o ragioni antropologiche, culturali, sociali, etniche e economiche?
Sveliamo qualche pregiudizio.
Ci sono miti e storie che raccontano di viaggi per mare, anche se la condizione della donna custodita nella dimora non è certo un falso storico.
Il mito ci narra di eroine che attraversano il Mediterraneo, spesso inseguite e stuprate da dei o uomini, quali Europa, Io, Etra, Auge e Ifimidea; talvolta, invece, dalle medesime acque protette.
Ma ci sono anche storie di amori intensi, che si trascinano fra le onde, con tradimenti, suicidi e vendette, dove le protagoniste hanno un ruolo attivo e salgono su una nave di propria sponte, per amore, come Elena, Arianna, Medea e Fedra.
Ci sono addirittura dee che possiano definire itineranti che si spostano fino all’Adriatico dando origine a interessanti sincretismi relgiosi: Iside ne è l’esponente più celebre, ma pensiamo a Afrodite che si identifica con l’Astarte semitica.
Oltre a dee e ninfe, ci sono donne, citate nel Catalogo delle Donne pseudoesiodeo, tra il VII e VI a.C, che spesso fondano.colonie. Si tratta di figure eponime.
Non tutte salgono su una barca, ad alcune spetta una cassa, larnax: è una specia di tomba galleggiante sigillata; le fortunate si salvano con il proprio bambino, frutto del peccato, o salvano almeno il bambino, destinato ad diventare eroe, come Perseo, figlio di Danae, o dio, come Dionisio, figlio di Semele.
Varie umane salgono su navi come regine e nocchiere, altre come commercianti, altre cine nutrici, altre come artiste in poesia e musica, altre come prostitute.
Nella vastità del saggio Donne e dee nel Mediterraneo antico, mi soffermo, in questa recensione, su Elena, Medea e Arianna, che l’autrice stessa definisce exempla.
Elena
Nell’Odissea Elena, dopo la guerra di Troia, torna a Sparta con Menelao, il marito: pur consapevole della propria deplorevole condotta, è bella e tranquilla.
Nel poema Cypria, attribuito a Esegino nel VI secolo a.C., Menelao parte lasciando Elena in balia delle avance di Paride, anche se la colpa ricade, ovviamente, maggiormente sulla donna.
Secondo una seconda versione, Elena non si reca a Troia, ma ci va il suo eidolon, ossia un’immagine fittizia. Erodoto scrive che la vera Elena fu ospite del re Proteo in Egitto.
Nella tragedia di Euripide, viene ribadito lo stratagemma dell’eidolon e Elena viene celebrata come buona moglie e madre.
Arianna
Arianna è figlia di Minosse e Parsifae, quest’ultima rapita da Zeus e che, giunta a Creta, dà alla luce un figlio che diventa re dell’isola.
Dall’accoppiamento di Parsifae con un toro, nasce il Minotauro, il mostro del labirinto che verrà ucciso da Teseo grazie ad Arianna che fuggirà per mare con l’eroe raggiungendo Nasso, dove, mentre, dorme, Teseo la abbandonerà e la fanciulla verrà insidiata da Dionisio, che la condurrà fino a Lemno, dove, secondo una versione, fu uccisa.
Bisogna evidenziare che il viaggio di Arianna segue le rotte dei marinai e commercianti: non a caso le fanciulle, Arianna e sua sorella Fedra, morte in modo violento, diventano costellazioni che guidano i naviganti.
Medea
Di Medea vi ho molto narrato, qui ci soffermeremo sul suo navigare dalla Colchide a Iolco, alla Tessaglia, alla Corcira, a Corinto, ad Atene e, infine, di nuovo nella terra natia..
Per approfondimenti:
https://culturalfemminile.com/recensioni/medea-di-christa-wolf/
Perchè leggere Donne e dee nel Mediterraneo antico?
Donne e dee nel Mediterraneo antico è un saggio meraviglioso: un tripudio di figure femminili, miti e varianti di essi; la storia di ciascuna eroina è divisa, nella trattazione, in modo logico e chiaro, coniugando lo studio e la documentazione con un accattivante approccio narrativo.
Un intinerario fra il mare nostro che ci conduce dal mito all’oggi, nei dilemmi irrisolti e nelle nuove prospettive di approccio storico.
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Sinossi
Il Mare nostrum come antico crocevia di incontri tra persone e culture, come deposito di racconti, luogo di scoperte, violenze, prodigi, che vede le donne non escluse, ma presenti e partecipi.
Che si tratti di dee o regine, di nutrici, schiave o prostitute, la tradizione ci consegna le immagini di eroine che percorrono il mare e vivono storie intense, spesso amorose, donne concupite dagli dèi e dagli uomini, vittime di rapimenti e di soprusi.
A nuoto o in groppa ad animali fuggono attraverso le acque, inseguite, stuprate, ma anche a volte protette e difese.
Vanno incontro a un destino movimentato, come quello di Io o di Europa, progenitrici di discendenze illustri.
Oppure sono costrette con la forza a salire su un’imbarcazione – nave, barca, cassa – e ad affrontare una sorte carica di rischi e di incognite. Un viaggio nel mito, nella religione, nelle credenze, ma anche nella realtà quotidiana, tra luoghi a noi noti o che restano ancora oggi misteriosi.
Titolo: Donne e dee nel Mediterraneo antico
Autore: Paola Angeli Bernardini
Edizione: Il Mulino, 2022







