Eva vs Lilith: intervista a Patrizia Bove

a cura di Emma Fenu

 

 

lilith eva

Eva vs Lilith. La donna. Tra mito, storia e simboli è un saggio di Patrizia Bove edito da Kinetés nel 2024.

Ci siamo incontrate attraverso Cultura al Femminile, io e Patrizia.

Patrizia Bove è una donna in gamba, colta e generosa.
Scrittrice e poetessa pluripremiata, è nata a Napoli, ma vive in Valle Telesina dove si dedica al volontariato culturale: è membro di numerose associazioni culturali, socia fondatrice del Rotary Club Valle Telesina, di cui è stata Presidente nell’anno rotariano 2007-2008.
Attualmente è Presidente dell’Associazione Massimo Rao- ETS che si occupa della promozione e divulgazione dell’arte del pittore sannita. Ha una pagina social dal titolo “Una stanza tutta per me”, sulla quale pubblica anche racconti inediti e poesie.
C’è stata subito una grande intesa fra noi, sia nella comune intentio di dare voce a quelle che, in una sua rubrica per tale portale, ha definito le “indimenticabili”, ossia donne straordinarie condannate alla damnatio memoriae per il fatto di essere figlie di Eva, colei che introdusse la morte nel mondo con la sua disobbedienza, e, soprattutto, di Lilith, colei che non accettò di essere sottoposta e assoggettata ad Adamo. E volò via, da vera strega.
Ma non solo in Eva e Lilith, comein  Eva, Maria di Narareth e Maria Maddalena, tutte figure archetipiche della Donna che è falce di luna, pienezza e eclissi, ma anche nella ricerca dell’unicità e della complessita del femminile, che esula da etichette incollate da una storia scritta da maschi, io e Patrizia ci siamo ritrovate.

Perchè le donne sono un enigma che neppure Freud definì decifrabile, perchè aspetti di ombra e luce si muovono in loro che furono e noi che siamo, libere da modelli e stereotipi figli del patriarcato.

Perchè le Donne hanno fatto la storia e non sempre come consigliere invisibili, ma spesso come protagoniste, coraggiose, indomite, ribelli. La Storia le ha (volutamente?) dimenticate, però.

 

 

Benvenuta a casa, Patrizia. Ho visto nascere il tuo saggio meraviglioso, Eva vs Lilith. La donna. Tra mito, storia e simboli,  e di necessaria lettura e ho creduto, con entusiasmo e ammirazione, nel progetto.

Chi sono Lilith e Eva? E quale tipologia femminile rappresentano?

Grazie Emma, sono felice di essere qui.

Lilith e Eva sono i due volti della donna. Due archetipi che contengono i vari aspetti della femminilità, un bagaglio di simboli che si sono trasferiti alle donne future.

Lilith fu creata prima di Eva, come descritto nel Primo libro della Genesi, versetto 27. Dio la impastò contemporaneamente all’uomo e la fece, come lui, dalla terra e dalla polvere. Li creò, dunque, uguali.

Ma Adamo era prepotente e lei non tollerava i suoi modi di fare per cui se ne andò lontano, lasciandolo solo.

Così Dio creò Eva e la plasmò togliendo una costola ad Adamo, come riportato nel Libro Secondo della Genesi, versetto 22.

Le due donne, dunque, rappresentano due facce del femminile: Lilith è la donna ribelle, quella che si rifiuta di essere dominata. In lei convivono la sconfitta, il dolore della condanna, la frustrazione, il senso di impotenza, la rabbia e la solitudine.

Eva, invece, è la donna compiacente, quella che si conforma alla volontà del maschio, è guida dell’uomo ma sottomessa ad esso.

In realtà i due archetipi sono entrambi presenti nel genere femminile, anche se in ogni donna si propongono in proporzioni diverse. La loro fusione costituisce l’unicità e la complessità dell’essere donna.

 

 

La storia ufficiale è declinata al maschile. Da cosa nasce la tua dedizione nel dar voce a donne indimenticabili ma spesso dimenticate?

Nella storia, come nella letteratura e nell’arte, le donne sono spesso trattate come eccezioni. La voce delle donne, soprattutto di quelle vissute secoli addietro, è assente o marginale.

Ancora oggi la presenza femminile nella letteratura, nella storia e nell’arte è poca cosa rispetto al contraltare maschile.

Eppure, le donne hanno contribuito all’evoluzione politica e sociale e il loro apporto è stato fondamentale in tutti i campi.

Il problema è che esse si sono evolute in un contesto sostanzialmente misogino, oppresso dalle convenzioni sociali.
I pregiudizi nei loro confronti hanno origini lontane e sono stati influenzati persino dal pensiero dei classici.

Basti pensare alla rappresentazione delle donne in letteratura dove esse sono state raccontate o come angeli, o come demoni: donne fatali o madri accoglienti. Insomma, fino agli albori del Novecento, tutti i “topos” emergenti nella letteratura d’epoca ( scritta principalmente da uomini) appiattiscono l’immagine della donna su quelle categorie.

Bisogna arrivare al Novecento (da Sibilla Aleramo in poi) per trovare una presenza femminile significativa nelle opere letterarie. In particolare, il “secolo breve” ci regala scrittrici di talento (tra le quali spicca il Premio Nobel Grazia Deledda) che, con le loro opere, raccontano finalmente la complessità dell’universo femminile, le loro istanze sociali e personali e la loro visione del mondo.
Eppure, di donne colte ce ne sono state tante, anche nell’antichità.

Addirittura, nel periodo medievale, che immaginiamo oscurantista e misogino, c’è stato un vero e proprio esercito di donne pensatrici, filosofe e scrittrici, del tutto dimenticate.

Un esercito a lungo “silenziato” di cui non avevamo contezza e che solo la ricerca storica (condotta- of course- da donne) ci ha
restituito, attraverso la pubblicazione di un’“Antologia delle scrittrici del Medioevo” che comprende addirittura 45 voci di donne, molte di loro completamente sconosciute. E questo ci dà la dimensione di quanto vasto sia stato il fenomeno dell’invisibilità femminile.
Le cose non cambiano, come sappiamo, nei secoli successivi e per una buona parte del Novecento, quando – in Italia- la cultura fascista della “buona madre di famiglia”, ha impedito alle donne di far sentire la loro voce.

Una “voce” che
risuona forte solo a partire dai movimenti femministi degli anni Settanta.

Ma, nel frattempo, quante donne meritevoli di essere conosciute, sono state lasciate nel dimenticatoio?
Sicuramente tantissime. Nel mio libro ne recupero alcune, scelte per le loro vite importanti, poco note alla maggior parte delle persone. Altre, invece, hoscelto di raccontarle attraverso il sentimento della “sorellanza”, un punto di vista che approccia alle storie di vita femminili con compenetrazione e rispetto, modalità spesso estranea al racconto giunto a noi attraverso la storia ufficiale, quella scritta dagli uomini.

 

 

L’Italia è oggi un paese per donne? Le tue eroine vogliono risvegliare l’attenzione verso questioni di genere?

Le donne in Italia, come nella maggior parte del mondo, escluso chiaramente i paesi islamici, oggi hanno conquistato molti ruoli e molti diritti da cui erano state escluse per secoli. Molta strada è stata fatta, dunque, ma tanta ancora deve essere percorsa affinché si giunga ad una società “uguale”, nella quale uomini e donne siano valutati per le loro capacità individuali e non per il loro genere.

Le donne che ho scelto per il mio saggio sono “eroine” ma anche vittime di uomini violenti e prevaricatori. Tra loro ci sono storie di femminicidi cruenti, come quello di Maria d’Avalos e di Giulia Trigona, perpetrati in epoche lontane tra loro, eppure così uguali nella logica patriarcale con la quale sono stati messi in atto.

Nel raccontare le loro vite, e quelle di donne che invece si sono imposte per le loro caratteristiche personali e per l’impegno politico e sociale, ho inteso sottolineare la complessità del mondo femminile, continuamente in bilico tra il bisogno di affermazione e visibilità e i pregiudizi secolari legati al genere.

 

Definisci con un aggettivo ciascuna delle donne che hai raccontato in Eva vs Lilith.

Iside → Magnifica, mitologica
Adelperga → Colta, determinata
Isabella d’Este→ audace, anticonformista
Bellezza Orsini → vittima, perseguitata
Rosalie Montmasson→ coraggiosa, spregiudicata
Eusapia Palladino→ scaltra, ignara
Charlotte Bronte→ pragmatica, consapevole
Giulia Trigona→ infelice, avventata
Guerriera Guerrieri→ appassionata, dedita
Modesta→ inquieta, mutevole
Cerula→ conformista, padrona di sé
Patrizia di Costantinopoli → consacrata, illuminata, ispirata
Giovanna di Castiglia→ illusa, vittima
Maria d’Avalos→ innocente, sognatrice
Maria Sofia di Baviera→ concreta, forte
Omm Seti→ misteriosa, indefinibile
Emily Dickinson→ impalpabile, visionaria
Franca Florio→ bellissima, sognante, malinconica
Matilde Bassani→ positiva, determinata
Jo March→ poliedrica, resiliente

 

Quale fra queste ti ha richiesto più impegno nella documentazione e nell’elaborazione narrativa per mancanza di fonti?

Cerula e Patrizia di Costantinopoli sono state le figure femminili più difficili da tratteggiare, per la carenza di documentazione.

Si tratta di due donne legate strettamente alla storia della città di Napoli. La prima si trova in un’immagine all’interno di un arcosolio nelle Catacombe di San Gennaro, mentre Patrizia di Costantinopoli è la Santa co-Patrona della città, insieme al più noto San Gennaro.
Le loro storie sono affascianti ma si perdono nella notte dei tempi.
Cerula, per secoli, ci è stata sconosciuta e solo negli anni Settanta del Novecento (era il 1977) il suo monumento funebre venne alla luce, presentando una “domina” riccamente vestita secondo la moda del tempo, nell’atto della preghiera.

Patrizia di Costantinopoli, invece, è nel mito di Napoli, come la sirena Partenope, a cui spesso viene associata, perché- come la figura mitologica- spiaggiò anch’ella sull’isolotto di Megaride, dove ha origine la città.

Due donne incredibili, che meritano di essere ricordate per la forza ed il coraggio delle loro azioni e per la modernità delle loro personalità.

 

Link d’acquisto

https://www.ibs.it/lilith-vs-eva-donna-tra-libro-patrizia-bove/e/9791280910301?srsltid=AfmBOorqxuJ2J7pqR0fH9eHc8uqxyQXmYaZk3SBbN-sFSY2jFLtqvhU2

 

Sinossi

 

Lilith ed Eva sono i due volti della donna, due archetipi che incarnano i vari aspetti della femminilità. Lilith – la Strega – ed Eva – la Madonna – convivono entrambe nella figura femminile, anche se la loro è una convivenza difficile, un antagonismo ancestrale. In questo libro, i due archetipi del femminile si incontrano, attraverso le biografie di venti donne, tra storia e mito.

Dalla dea Iside alla diaconessa Cerula, dalla principessa longobarda Adelperga alla regina Maria Sofia di Baviera, dalla poetessa-Mito Emily Dickinson alla bibliotecaria Guerriera Guerrieri, dalla “signora di Palermo” Franca Florio alla partigiana Matilde Bassani, fino a protagoniste della scena letteraria come Modesta de “L’arte della gioia” e Jo March di “Piccole donne”, viene raccontato il tortuoso e sofferto percorso di donne che, con le loro azioni, hanno contribuito al cambiamento e all’evoluzione della società.

Venti donne, simbolicamente suddivise in Lilith ed Eva, che si rispecchiano l’una nell’altra, le cui storie diventano uno spunto di riflessione per chiunque, uomo o donna, voglia conoscere e comprendere la complessità dell’universo femminile.

 

 

Titolo: Eva vs Lilith. La donna. Tra mito, storia e simboli
Autore:  Patrizia Bove
Edizione: Kinetés, 2024.