Svegliami a mezzanotte di Fuani Marino

Voce alle Donne

Recensione di Emma Fenu

 

 

 

svegliami mezzanotte

Svegliami a mezzanotte è un libro di Fuani Marino edito da Einaudi nel 2019.

 

Di cosa tratta Svegliami a mezzanotte?

La vera storia di Fuani Marino, una donna che, pur essendosi gettata dal quarto piano, è sopravvissuta e ha affrontato una riabilitazione lunga e dolorosa.

Non è spoiler: dall’incipit il lettore apprende il fatto, il tentato suicidio, diversamente dalla scelta narrativa dell’omonimo film, in cui le tessere del mosaico vengono inserite diversamente.

Appreso il fatto, resta da capire il perché. Perché la protagonista definisce il suo gesto come annunciato e prevedibile?

Fuani è sempre stata una bambina diversa, troppo intelligente, troppo ribelle. Diventata un’adolescente libera, fa uso di canne e si relaziona con la madre depressa della sua migliore amica. Ma la sua, di madre, la ha sempre posta al centro del mondo, mentre il padre è morto senza aver mai costruito un rapporto con la figlia.

I primi segni di ansia e depressione compaiono negli anni giovanili e inizia il rapporto con uno psichiatra, il primo dei tre che la avranno in cura, e la sequenza di pillole da ingoiare senza ancora  conoscere la diagnosi: sindrome bipolare di II livello e di disturbo narcisistico della personalità.

Fuani, dunque, vive in un andamento ciclotimico e alterna momenti di euforia, in cui è molto attiva e concludente, con altri di disforia, in cui è depressa e non trova senso all’esistere.

A raccontarci la propria vita è donna sui trent’anni, laureata in psicologia,  cresciuta fra i libri e che si occupa di arte e cultura per testate giornalistiche: alla vicenda, infatti, si alternano riflessioni, riferimenti intertestuali a saggi, memoir e film, senza nessun intento didascalico. Fuani è precisa, sviscera gli argomenti, entra in empatia con tutti e tutto. Non è semplice studio, è un atteggiamento di accoglienza totale verso la vita.

Nel frattempo la protagonista si innamora, si sposa e, dopo tanta attesam resta incinta, con somma felicità. Ma dalla fine della gravidanza riprendono i disagi psichici.

Greta, la bimba, nasce prematura e Fuani non è preparata al suo tardivo ritorno a casa, con i bisogni di una neonata nata con dei disturbi.

Lo scampato pericolo della piccola, tuttavia, non mette fine al pensiero ossessivo di suicidio della madre, che si sente inadeguata e invoca il ricovero perché sente che non può essere in grado di occuparsi di Greta.

E sono queste le premesse che la portano al salto, nel senso letterale del termine.

 

Perchè leggere Svegliami a mezzanotte?

 

Svegliami a mezzanotte è un libro coraggioso che infrange il tabù della malattia mentale.

Fuani vuole liberare la sua bambina dalle ombre del passato delle sue ave.

Un atto politico e sociale, ma anche un immenso gesto d’amore sono le spinte che portano la giornalista a un memoir intenso e ricco di spunti di riflessione.

Perché a Fuani non è stato detto che in caso di ansia materna il parto prematuro è comune?
Perché sono stati sospesi i farmaci durante l’allattamento, nonostante la paziente manifestasse apertamente tendenze suicide?Perché non solo la famiglia, che non sempre può adottare misure adeguate, ma i professionisti non hanno accolto un grido d’aiuto?

Questa non è la storia di una pazza. Di una donna fra migliaia. Di una donna che non incroceremo mai.

Questa è la storia di una donna, di una professionista e di una madre che deve convivere con una patologia in cui la normale imprecisione delle cure è più marcata, dato l’ambito psichiatrico.
Questa è la storia di tutti noi, diversi, unici: anche se non abbiamo la stessa diagnosi, abbiamo provato, chi più chi meno, la stessa fragilità e trovato la stessa forza, lo stesso senso di isolamento, la stessa difficoltà nel comunicare le nostre emozioni, la stessa paura nel condividere i nostri demoni.

Non ci siamo lanciati dal quarto piano di uno stabile, ma quante volte abbiamo conosciuto la vertigine del vuoto sotto i piedi, il senso di impotenza, il desiderio di voltare pagina, per sempre?

Quanti di noi si sono sentiti in bilico davanti all’abisso almeno una volta, un minuto? Basta quel minuto per comprendere e ci vuole una vita per prenderne coscienza.

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Sinossi

Un tardo pomeriggio di luglio in un’anonima località di villeggiatura, dopo una giornata passata al mare, una giovane donna, da poco diventata madre, sale all’ultimo piano di una palazzina.

Non guarda giú. Si appoggia al davanzale e si getta nel vuoto.

Perché l’ha fatto, perché ha voluto suicidarsi? Non lo sappiamo. E forse, in quel momento, non lo sa nemmeno lei. Ma quel tentativo di suicidio non ha avuto successo e oggi, quella giovane donna, vuole capire.

Fuani Marino è sopravvissuta a quel gesto e alle cicatrici che ha lasciato sul suo corpo e nella sua vita. Ma le cicatrici possono anche essere una traccia da ripercorrere, un sentiero per trasformare la memoria in scrittura.

 

Marino decide cosí di usare gli strumenti della letteratura per ricostruire una storia vera, la propria.

In parte memoir, in parte racconto della depressione dal di dentro e storia di una guarigione, anamnesi familiare e storia culturale di come la poesia e l’arte hanno raccontato il disturbo bipolare dell’umore, riflessione sulla solitudine in cui vengono lasciate le donne (e le madri in particolare) e ancora studio di come neuroscienze, chimica e psichiatria definiscano quel labile confine tra salute e sofferenza: Svegliami a mezzanotte è un testo incandescente nel guardare senza autoindulgenza, anzi a tratti con affilata autoironia, in fondo al buio.

Disturbante come a volte è la vita, ma luminoso nella speranza che sa regalare.

 

 

Titolo: Svegliami a mezzanotte 
Autrice: Fuani Marino
Edizione: Einaudi, 2019.