Tutto il bene, tutto il male di Carola Carulli

 

Voce alle Donne

recensione di Emma Fenu

tutto bene tutto male

 

Tutto bene, tutto il male è un romanzo di Carola Carulli di edito da Salani nel 2021.

 

Di cosa tratta Tutto il bene, tutto il male?

 

Tutto il bene, tutto il male racconta una storia di madri e padri.

Emmanuele e Clara, uno innamorato, l’altra anafettiva, generano Sarah, perfetta copia della madre, e dodici anni dopo, per errore, Alma.

Alma ha il nome della bisnonna che comunicava con i morti, un occhio azzurro e uno verde, una cicatrice che separa la fronte in due, le labbra contratte in un broncio. E si ribella a tutto: al perbenismo, alla sicurrezza che immola la felicità, all’apparenza, alla compiacenza.

Sveva, figlia di Sarah, troverà in Alma una madre. Cosa accadrà quando Alma scoprirà di aspettare una bambina?

Il romanzo Tutto il bene, tutto il male indaga sui molteplici conflitti e dinamiche della maternità, sui ritorni nella propria di vita di chi ci amato, che in qualche modo non ci abbandona mai: madre per sempre, oltre i confini della vita, madre come il mare che porta via e restituisce, in un eterno ciclo.

Perché leggere Tutto il bene, tutto il male?

Ha la vita fra le mani. Allattare, nutrire, vegliare nelle notti di febbre, fugare gli incubi, accogliere le lacrime del primo amore e dell’ultimo, dare in fiducia, aprire il pugno e lasciar andare, restando pronta all’abbraccio.

Questa è una madre.

Ha la vita fra le mani. Trascurare, abbandonare, biasimare, non concedere una carezza, disprezzare ogni tentativi di evoluzione, ignorare lacrime e sogni, chiudere il pugno e sferrarlo all’altezza dello stomaco, per poi riportare le braccia conserte e lo sguardo distante.

Ha la morte fra le mani.

Anche questa è una madre.

Ha concepito nel suo utero, ha visto il ventre crescere, ha partorito nel dolore, assomiglia nei tratti somatici ai figli, eppure è così diversa, come una sconosciuta o peggio una nemica.

Anche questa è una madre.

Non ha legami di sangue, ma ha un cordone ombelicale d’amore, fatto di abbracci, corse in spiaggia, raccolte di conghiglie, tazze di caffè lungo in notti di parole e segreti, casa e cuore sempre aperti per entrare e per uscire, parole di conforto e di verità, senza giudizio ma con il desiderio di essere fonte di esperienza da cui bere e poi da sputare.

Anche questa è una madre.

Mani ruvide, guance irsute, profumo di terra e muschio, sguardo innamorato, parole di timido affetto, presenza costante nonostante i vuoti del cuore, gli impegni a lavoro, la malattia devastante: legame che non si spezza.

Questo è un padre, ma anche una madre.

 

Si resta sempre figli, anche da adulti. Figli non solo del proprio padre e della propria madre, ma ti quanti ci hanno amato e cresciuto o con noi sono cresciuti. Di quanti ci conoscono nella luce e nell’ombra, serbano segreti mai confessati, ridono e piangono con noi, ci mettono al mondo nascendo o morendo.

E i genitori ci danno tutto: tutto il bene, tutto il male. E spesso il confine non è così netto.

Si resta sempre figli, ma si cresce. E si comprendono i disagi, le ferite sanguinanti, l’incapacità, l’inadeguadezza, la debolezza psichica, il rimpianto e il rimorso di una vita sbagliata di una madre, che è anche una donna, a volte irrisolta.

 

 

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Sinossi

Bisogna avere coraggio anche per essere felici, e Sveva nella casa dei suoi genitori non lo è mai stata.

Sarah, sua madre, ha puntato tutto sulla bellezza e sulla conquista di un ruolo in società, per osservare il mondo da una posizione comoda.

Ma a Sveva non importa dei bei vestiti o delle scuole esclusive, né di cercare un uomo perbene e un matrimonio sicuro.

Per questo, ogni volta che può scappa da sua zia Alma, la mamma che avrebbe voluto, la stramba con gli occhi di colori diversi, l’irregolare di famiglia, la ribelle a cui non va mai bene niente.

In lei ha trovato un’amica e una complice, qualcuno da cui imparare il senso dell’amore, l’indipendenza e – perché no? – anche gli sbagli.

Se la disobbedienza è un tratto ereditario, Sveva è certa di averla ricevuta da lei e dalla bisnonna, che aveva poteri da sensitiva e che da molto lontano continua a vegliare su di loro.

Quando Alma rimane incinta di Tommaso, creatura solitaria che appartiene unicamente al mare, il fragile e complicato equilibrio familiare rischia di rompersi.

Per tutti loro arriva il momento di rimettere ordine dentro se stessi o, forse, di accettare che la vita è destinata a restare eternamente inesatta e che le persone più importanti sono quelle che ti piovono addosso senza preavviso.

Con delicatezza e una scrittura ricca di sfumature, Carola Carulli getta uno sguardo originale sulla maternità, sull’ambivalenza dei legami di sangue e sulla straordinaria capacità delle donne di ferirsi e di curarsi l’un l’altra.

 

Titolo: Tutto il bene, tutto il male
Autore: Carola Carulli
Edizione: Salani, 2021