I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni

Voce all’Altrove

recensione di Cynthia Collu

stupidi intenti

 

I miei stupidi intenti è un romanzo di Bernardo Zannoni edito da Sellerio nel 2021.

Di cosa tratta I miei stupidi intenti?

Credo che I miei stupidi intenti sia uno dei libri più belli da me letti negli ultimi anni.
Talmente bello che non riesco, a distanza di settimane, a leggere altro.
La scrittura è ottima: fluida, apparentemente semplice, ma pregna e di spessore, con frasi che ho letto e riletto.
I protagonisti, tutti indimenticabili. E sono degli animali, seppur in veste antropomorfica.
L’infelice Archi, la faina protagonista, ma anche Salomon la Volpe usuraia, e Louise e il monolitico cane Gioele e tutti gli altri. Figure indimenticabili.

Perché leggere o non leggere I miei stupidi intenti?

Eppure I miei stupidi intenti è talmente disperante nel suo messaggio, da  farmi desiderare di non averlo letto.
La vita senza senso alcuno.
La crudeltà senza rimpianti, spesso senza motivo. Il vivere solo per nutrirsi e riprodursi. Il tirare avanti senza porsi domande. Sono animali, è vero, ma è anche palesemente la metafora di noi umani.
Poi arriva la Parola di Dio attraverso un libro (la Bibbia) trovato da Solomon, e tutto sembra cambiare.
Ma non è vero, nulla cambia, ogni cosa resta al suo posto, c’è solo la nuova, desolante, cognizione della morte. Della propria morte. E l’invenzione di aver avuto una vita diversa, per non impazzire.
Mi ha lasciato addosso, questo romanzo, qualcosa che va oltre la tristezza. Un senso di vuoto e di inutilità disperante.
Penso che l’autore, giovanissimo, ha l’età di mio figlio, e sento ancora più freddo.
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Sinossi
«Esistono vari modi di strillare un libro magnifico. Ma solo un modo è giusto per “I miei stupidi intenti”: leggetelo, leggete questo romanzo in stato di grazia». Marco Missiroli.
Questa è la lunga vita di una faina, raccontata di suo pugno.
Fra gli alberi dei boschi, le colline erbose, le tane sotterranee e la campagna soggiogata dall’uomo, si svela la storia di un animale diverso da tutti.
Archy nasce una notte d’inverno, assieme ai suoi fratelli: alla madre hanno ucciso il compagno, e si ritrova a doverli crescere da sola.
Gli animali in questo libro parlano, usano i piatti per il cibo, stoviglie, tavoli, letti, accendono fuochi, ma il loro mondo rimane una lotta per la sopravvivenza, dura e spietata, come d’altronde è la natura.
Sono mossi dalle necessità e dall’istinto, il più forte domina e chi perde deve arrangiarsi.
È proprio intuendo la debolezza del figlio che la madre baratta Archy per una gallina e mezzo.
Il suo nuovo padrone si chiama Solomon, ed è una vecchia volpe piena di segreti, che vive in cima a una collina.
Questi cambiamenti sconvolgeranno la vita di Archy: gli amori rubati, la crudeltà quotidiana del vivere, il tempo presente e quello passato si manifesteranno ai suoi occhi con incredibile forza.
Fra terrore e meraviglia, con il passare implacabile delle stagioni e il pungolo di nuovi desideri, si schiuderanno fra le sue zampe misteri e segreti.
Archy sarà sempre meno animale, un miracolo silenzioso fra le foreste, un’anomalia.

A contraltare, tra le pagine di questo libro, il miracolo di una narrazione trascinante, che accompagna il lettore in una dimensione non più umana, proprio quando lo pone di fronte alle domande essenziali del nostro essere uomini e donne.

I miei stupidi intenti è un romanzo ambizioso e limpido, ed è stato scritto da un ragazzo di soli venticinque anni.

Come un segno di speranza, di futuro, per chi vive di libri.
Titolo: I miei stupidi intenti
Autore: Bernardo Zannoni
Edizione: Sellerio, 2021