Il volo del cormorano di Pier Bruno Cosso

Voce al mare

Recensione di Elvira Rossi

Il volo del cormorano

Il volo del cormorano è un romanzo di Pier Bruno Cosso, edizioni Marlin 2023.

Di cosa tratta Il volo del cormorano?

Pier Bruno Cosso torna a sorprenderci attraverso il romanzo Il volo del cormorano.

Con il suo eclettismo letterario sperimenta formule diverse, ma è dall’espansione della realtà che trae ispirazione. Un elemento di continuità, che accomuna le sue opere, risiede nello stile impeccabile di scrittura.

Quando la trama risulta ardita, come avviene ne Il volo del cormorano, lo scrittore domina la struttura narrativa e aggirandosi con naturalezza nei percorsi labirintici vi attrae il lettore con il fascino dell’imprevisto e dell’avventura.

Uno stile elegante e misurato, evitando con maestria banalità e virtuosismi estetici, scorre lieve, e dietro una parvenza di semplicità mimetizza la complessità del pensiero.

Il ritmo incalzante della narrazione, di tanto in tanto, decelera con garbo, per dare spazio alle descrizioni minuziose degli ambienti, tratteggiati con sensibilità pittorica.

A ispirarlo sono soprattutto gli ambienti esterni, che con i loro profumi e colori disegnano atmosfere suggestive.

Cielo e mare in una mescolanza sensoriale costituiscono un forte elemento di attrazione e tradiscono l’appartenenza dello scrittore a una isola, che nell’incanto della sua costa traccia il confine con la parte restante del mondo.

Nei romanzi lo scrittore non si distacca mai dalla Sardegna. L’isola onnipresente costituisce il punto di partenza e il punto di ritorno dei personaggi di ogni romanzo.

Ne Il volo del cormorano le vicende avventurose si snodano in diverse città, Cagliari, Bergamo, Copenaghen, Salerno, ma la meta resta sempre la stessa.

Stefano, il protagonista del romanzo, conquistato dal fascino fiabesco di Copenaghen con i canali che riflettono casette colorate, e colmo di ammirazione per Salerno, portale della Divina costiera, ritorna pur sempre con amore filiale alla Terra madre, dalla quale è impensabile un distacco duraturo.

La storia prende avvio dalla spiaggia di Ezzi Mannu, a quaranta chilometri da Sassari. Una striscia bianca di costa sabbiosa diventa specchio di un’anima ferita, accarezzata dal sommesso mormorio del mare.

Nell’aria sospesa interviene repentino il volo di un cormorano, che passando di fronte a Stefano quasi lo sfiora, per poi dileguarsi in fretta all’orizzonte.

Il volo maestoso di un cormorano può avere una forza propulsiva tale da determinare un mutamento di rotta nella vita di un uomo?

Sì, se ad essere quasi sfiorato è Stefano che, in un giorno tiepido di settembre, immerso nella solitudine di una spiaggia, straripante di una bellezza selvaggia e incontaminata, ripensa a un amore “bugiardo”.

Il cormorano, sempre presente dall’inizio alla fine della storia, ne diventa cooprotagonista, giacché sarà lui a trasmettere a Stefano Sanna il coraggio di ritrovare sé stesso.

L’uomo con un atto di ribellione si rifiuta di soccombere alla desolazione di una ferita inflitta da una donna, che con spietata sincerità e senza preavviso era andata via. L’antica aspirazione ad evadere dal grigiore di una banca e di lasciare lo sportello numero 2 si materializza nella mente di Stefano.

Urge una terapia di urto, che può essere messa in atto solo concedendosi una pausa, lontano dal proprio ambiente.

L’uomo decide di prendere un periodo di aspettativa e partire. Per dove non ha importanza. I cormorani si lasciano trasportare dal vento e Stefano si lascerà guidare dal caso.

Stefano non sarà prigioniero né della nostalgia né del rimpianto. Nel suo animo prevale la voglia di elevarsi in volo, libero come un cormorano.  Si affida al destino e la sorte si diverte a giocare con lui. Un tragitto avventuroso, non privo di gradite sorprese e rischiose impennate, lo attende.

Il cormorano non sparisce, lo accompagna, si ripropone come un compagno fedele di viaggio, che lo incoraggia a non abbandonare mai la scena, ad andare avanti, oltre un confine inimmaginabile.

Stefano, prima della partenza, durante una breve sosta in banca, scopre un accredito pazzesco sul proprio conto. Lui esperto di finanze ne comprende la dinamica, senza conoscerne l’origine. Addio soldi, se qualcuno aveva intenzione di riprenderseli è già tardi. Troppo esperto è il cassiere n. 2 e troppo lesto nel mettere il denaro in sicurezza.

Povero Stefano, così innamorato della vita da sfidarla e accettarne i rischi. Ma Stefano ci sta, non si sottrae alla vita che gli va incontro e che assume le sembianze seducenti di una donna danese, Karen, che lo coinvolge in un giro vorticoso di incontri.

Stefano viene assorbito da un turbinio di eventi, di cui non comprende a pieno il significato. Il sospetto aleggia tra Karen e Stefano, li separa e li unisce. Qualcosa di misterioso li trattiene insieme.

Il singolare sodalizio ne esce rafforzato, quando incuranti di ogni intralcio, nei momenti di quiete, ritrovano una loro intimità.

Nessuno si svela del tutto all’altro in una miriade di accadimenti, al limite del paradosso.

E Karen che protegge Stefano o è Stefano che sostiene Karen?

La storia diventa sempre più intrigante e si popola di personaggi enigmatici e poco rassicuranti, ma il rischio è da preferirsi all’inerzia di un dolore e al dispotismo di un direttore di banca, il quale dietro una falsa onorabilità nasconde una smisurata spregiudicatezza.

I segnali allarmanti non distolgono Stefano dal suo proposito di libertà. Lui che con la razionalità si misurava quotidianamente, questa volta la tradisce. Non sempre la razionalità fa rima con felicità. Non fugge neppure di fronte a pericoli tangibili, di cui si percepisce l’enormità.

Un cormorano, quando decide di emigrare, non tentenna, va avanti, affidandosi al proprio istinto.

Perché leggere Il volo del cormorano?

Perché è una storia avvincente, che attraverso una costruzione immaginaria,  ci introduce, pur con una certa licenza letteraria, in una realtà attuale che naviga in parallelo al mondo virtuale.

In tutto il romanzo, Stefano appare disarmato di fronte alle figure femminili. Le donne non chiedono protezione, offrono protezione con una tale leggerezza da non farlo apparire. Stefano diventa prigioniero delle circostanze in cui si dibatte. Quando una partita sembra chiudersi, se ne riapre un’altra. Tuttavia non cede.

Come potrebbe indietreggiare con accanto il cormorano che gli chiede di essere all’altezza delle figure femminili incontrate?

Nel romanzo, Pier Bruno Cosso assegna alle donne un ruolo predominante, tuttavia Stefano non è malleabile come potrebbe apparire.
Un uomo, che non fa dipendere il proprio valore dal potere esercitato su una donna, non è affatto debole.
Le donne che affiancano Stefano sono emancipate, determinate, appagate professionalmente, e racchiudono tratti caratteriali che manderebbero in crisi un qualsiasi maschio, proteso a difendere la propria egemonia.

Dipanati i fili della intricata rete, Stefano inseguito dal respiro ormai affannoso del cormorano atterra a Cagliari.

Il passato con le sue lacerazioni si dissolve e apre le porte a una nuova esistenza.

Stefano ritorna sulla spiaggia di Ezzi Mannu, dove tutto aveva avuto inizio, perché solo respirando quel mare e sognando il volo del cormorano potrà ripartire.

Mi manca quel senso di pace e di pacatezza che mi danno le coste della mia Sardegna.

 

Il volo del cormorano
Titolo: Il volo del cormorano
Autore: Pier Bruno Cosso
Editore: Marlin

Sinossi

Prendi i soldi e scappa, il titolo di un grande film di Woody Allen, sembra ispirare Stefano, il protagonista di questo romanzo, che, dopo un misterioso accredito di diciotto milioni, sogna una nuova vita da ricco, ma si ritrova catapultato tra delitti, spari, e ragazze belle e incantatrici – dalla danese Karen alla sarda Isola – che forse lo vogliono solo imbrogliare.

Da cassiere frustrato di una piccola banca si deve reinventare eroe per sfuggire alla mafia russa, alla polizia, e a un assassino che lo insegue fino alla fine.

La storia parte da una bellissima spiaggia della Sardegna dove Stefano s’incanta davanti a un cormorano che lo sfiora in volo.

Da lì l’idea di mollare lavoro e compagna infedele per un lungo viaggio senza meta. Con solo l’idea di fuggire. Ma lo scossone più grosso, appena prima della partenza, glielo dà il suo conto corrente improvvisamente cresciuto di più di diciotto milioni di euro, così, come un mistero senza tracce.

Da Cagliari a Bergamo, da Copenaghen a Salerno tra colpi di scena, effetti a sorpresa e fughe rocambolesche e senza sosta, finché tutto trova una sua spiegazione, che ha a che fare con il perverso mondo dei social e della sua potente influenza sull’opinione pubblica e la politica.