Beppina di Paola Pierantoni

Voce alle Donne

Recensione di Emma Fenu

beppina

Beppina è un romanzo familiare di Paola Pierantoni edito nel 2024 da Erga Edizioni.

Il sottotitolo recita: “Viaggio nelle condizioni delle donne dei manicomi di inizio ‘900”.

E io mi aspettavo che la storia riguardasse Beppina, nonna dell’autrice, internata in manicomio e ingiustamente definita pazza.

 

 Di cosa tratta Beppina?

 

E invece no. Beppina è la moglie di Arturo ed è quest’ultimo che viene internato a Arezzo, Reggio Emilia e Frigionaia agli esordi del Novecento, molto prima della legge Basaglia.

Attraverso un lavoro di ricerca fra album e  carteggi di famiglia, l’autrice compone una storia di poesie, annotazioni, disegni, ritratti, foto, missive e documenti di carattere economico.

Ma a questa ricerca familiare di accompagna la necessità di una ricerca più ampia, per dare voce ai tanti, e soprattutto alle tante, che vissero nell’inferno dei manicomi spesso senza diagnosi giuste e sempre senza speranza di essere curati nel rispetto della dignità e dell’umanità.

Arturo, un tempo cassiere della Banca d’Italia, si ammalò di nevrastenia accompagnata da crisi mistiche: fu assegnato ai padiglioni a pagamento e, in alcune circostanze, a quelli non; fu sezionato in corpo e anima senza che la sua storia di lutti di familiari e il suo ruolo di marito e padre avessero influenza, senza che un medico, uno solo, si interrogasse sugli effetti catastrofici di tale prigionia e tortura in un uomo che spediva lettere ai suoi cari e, anche in questo aspetto, venne violato nei suoi diritti.

Le missive di Arturo non vennero spedite e, quindi, ricevute dai destinatari.

L’autrice le trova, quelle lettere imprigionate dal tempo, e ci consegna una mente letteralmente in frantumi, in cui le frasi sono segmentate da innumerevoli virgole, espressione di altrettante infinite lame.

 

Perché leggere Bettina?

 

Ma allora perché dedicare il libro a Bettina?

Perché le donne non valevano nulla, non potevano amministrare i loro beni, se in difficoltà rischiavano di morire di indigenza, erano invitate a essere sottomesse e prive di libertà.

Se non accettavano le regole imposte da una società disumana venivano internare, ma, cpmunque, in una condizione di controllo nascevano, vivevano e morivano, destinate a subire gli eventi, a non reagire, a spegnersi come candele, nel buio della misoginia.

 

A Bettina, dunque, è dedicato questo libro – testimonianza, in cui le parole incontrano foto e documenti, in cui la narrazione familiare si mischia con la legislazione e la pubblicazione medico scientifica, ossia con le parole del Potere che divideva i sani dai matti… E gli uomini dalle donne.

 

Un libro coraggioso, commovente, lucido, consapevole che permette approfondimenti tramite QR code e ci porta lontano, in un tempo paradossalmente vicino cronologivcamente, i cui segreti e drammi ancora oggi chiedono luce, verità e riscatto.

 

 

Link d’acquisto

https://www.ibs.it/beppina-viaggio-nella-condizione-delle-libro-paola-pierantoni/e/9788832984811?srsltid=AfmBOopNbdccMR0_B0VkQ1ewKZ5DW89ReZ7rc9A4KN9q0_0fAjeWu25p

 

Sinossi

La vita di un’agiata famiglia borghese di fine ’800 sconvolta dalla pazzia, i confini che limitavano la vita delle donne, la condizione dei “mentecatti” rinchiusi nei manicomi di inizio Novecento: queste le tappe di un viaggio che prende avvio da un plico di lettere e documenti casualmente ritrovati in un armadio e si sviluppa con l’aiuto di ricerche negli archivi di imprese e strutture manicomiali.

Pagine ritmate da rare e preziose immagini: ritratti, disegni, antiche fotografie.

Quanto può raccontare un’immagine? Lo scoprirete in questo affascinante e doloroso viaggio sulle tracce della vita di Beppina, nonna dell’autrice, e di suo marito Arturo.

 

Titolo: Beppina. Viaggio nelle condizioni delle donne dei manicomi di inizio ‘900
Autore: Paola Pierantoni
Edizione: Erga, 2024.