A un millimetro di cuore – di Massimo Bisotti
recensione di Franca Adelaide Amico
“Mai controcuore”: questo è il credo di Massimo Bisotti, autore di romanzi di successo fra quali La luna blu, Il quadro mai dipinto e il nostro A un millimetro di cuore.
Come precisa lo stesso autore,
“a un millimetro di cuore è un’unità di misura inventata e no, non è un errore, non si scrive dal cuore. Perché quando siamo a un millimetro di cuore non ha importanza la distanza materiale che ci separa da qualcuno. Se quella persona è dentro di noi è un prolungamento del cuore stesso.”
E non importa, aggiungiamo noi, dopo aver letto il libro, che l’ amore sia reale o sognato o edulcorato dalla fantasia o idealizzato. È amore: un amore bambino, immaturo, forse, un amore che chiede di dover crescere per vivere, ma sempre amore è.
Ho avuto l’onore di approfondire la conoscenza di Massimo Bisotti qualche anno fa, alla fiera del libro di Torino: avevo già letto i suoi libri e mi avevano incantato il suo candore e la sua sincerità nel confessare che la scrittura gli aveva offerto il dono di medicare le sue ferite e richiuderle in cicatrici.
Parlò, in quell’ occasione, anche delle sue storie personali, dei suoi amori complicati e raccolse pure lacrime da parte di qualche giovane. Una persona potentemente carismatica.
È una voce che parla a nome di tutti coloro i quali hanno paura d’amare: filofobia è il titolo, infatti, di uno dei capitoli del romanzo.
Massimo Bisotti parla per tutti quelli che, innamorati della perfezione dell’ amore, preferiscono immaginarlo anziché viverlo, scappare anziché immergersi nel triviale quotidiano.
Come la protagonista del romanzo, Meg, donna sognatrice, che nel sogno possiede il veicolo per raggiungere l’amore.
Meg scoprirà, però, che un legame ha bisogno di essere costruito e, come afferma l’autore, ” costruire”, in amore, è la cosa più bella.
Mai come in quest’ opera, A un millimetro di cuore, è stato chiarito cosa significhi la frase: “essere innamorati dell’ amore”, che non è ricerca spasmodica di un partner, anzi, è tutto l’inverso: chi è innamorato dell’ amore, spesso rimane solo, perché si innamora di un ideale così alto che mai potrà trovare aderenza nella realtà.
È amore fatto di sogni, di idealizzazioni, un amore etereo, irreale, tuttavia concreto e intenso perché anch’esso a un millimetro di cuore, benchè incompleto.
Perché l’amore vero è l’amore adulto capace di costruire.
E, tuttavia.
“accadrà che di tanto in tanto ci dimenticheremo delle cose davvero importanti. Faremo noi la parte dei cattivi e odoreremo d’incertezza. E capiremo che le cose rotte a volte non si aggiustano né si riparano, sono schegge che incastrate nei nostri errori prendono una forma diversa.”
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Sinossi
Si può aver paura della solitudine e al tempo stesso aver paura di essere amati?
Se lo sta chiedendo Meg, sola in una casa ormai vuota.
Demian, lo scrittore e l’uomo con cui ha vissuto gli ultimi due anni se n’è andato senza darle nessuna spiegazione: solo i suoi scritti a parlare per lui. Da tempo la loro storia aveva iniziato a logorarsi, fra abitudine, noia e disillusione, eppure Meg non era preparata a un distacco.
Per una vita era stata lei ad andarsene, incapace di cedere del tutto ai sentimenti e convinta che ognuno dovesse farcela da solo, e ora si trovava a fare i conti con l’abbandono.
Meg aveva conosciuto Demian mentre lui era in coma, in seguito a un drammatico incidente. Al risveglio, lui era riuscito a liberarla da un sentimento che era diventato un chiodo fisso, quello per George Cabot, un uomo immaginario che aveva conosciuto solo in sogno.
Si era fissata con l’idea di poterlo incontrare nella sua realtà, innamorata dell’amore perfetto e utopistico, ma si era poi disillusa.
George Cabot altro non era che il personaggio di un libro di Demian.
Con pazienza e cura, Demian l’aveva strappata a quell’illusione e le aveva regalato una storia vera, concreta, tacendole tuttavia molti dettagli del suo passato.
Ora che è sparito Meg è frastornata e non sa cosa fare. È il momento di pensare a se stessa o di alimentare la speranza che Demian ritorni? E se per una serie di strane coincidenze si accorgesse della reale esistenza di George Cabot? Cosa cambierebbe nel suo instabile cuore?