PeM! Parole e Musica in Monferrato

a cura di Gianna Ferro

PeM!

 

Il cielo del Monferrato dal 1° al 27 settembre sarà di tutti, perchè parte la 15a edizione di PeM! Parole e Musica in Monferrato, la Rassegna che si snoda tra le colline piemontesi di San Salvatore, Lu-Cuccaro e Valenza, e che unisce due mondi, quello musicale e quello letterario, che hanno come palcoscenico, appunto, il Monferrato, sito protetto dall’Unesco.

“Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi,
di ogni occhio è il cielo intero
………………..perchè il cielo è uno solo
e la Terra è tutta a pezzetti.”

Il cielo è di tutti di Gianni Rodari

Il Festival, che da tempo ha valicato i confini piemontesi, da l’opportunità di ascoltare tanta musica, di leggere pagine di poesia, raccontare e raccontarsi.
La voce e le parole di artisti illustri accompagneranno lo spettatore, anche fisicamente, tra le bellezze naturali delle colline al tramonto e animeranno le serate monferrine.

Sette gli appuntamenti di “PeM! Parole e Musica in Monferrato” che si avvale della direzione artistica di Enrico Deregibus, coadiuvato da Riccardo Massola, ideatore del Festival nel 2007.

Cultura al femminile ha incontrato Enrico Deregibus e sarà lui a parlarci ampiamente di questa meravigliosa Rassegna.

Poesia e Musica in Monferrato è giunta alla 15a edizione sotto la tua direzione artistica, da chi e da cosa è nata l’idea di unire poesia e musica?

Il Festival si chiama PeM! e il sottottitolo è Parole e Musica in Monferrato.

Il nome in origine era solo Parole e Musica in Monferrato, poi da sei o sette anni è diventato PeM, che è ovviamente l’acronimo di Parole e Musica.
Il festiva è nato quindici anni fa ed io non c’ero, sono stato chiamato sette anni fa per occuparmi della direzione artistica; conoscevo però già bene il Festival, lo frequentavo come pubblico, come ascoltatore e nella 1a edizione ho partecipato come ospite con un intervento su Fabrizio de Andrè.
L’idea di mettere insieme Parole e Musica, inizialmente, era quella di voler proporre delle serate in cui si poteva ascoltare un po’ di musica, ma anche di chiacchierare attorno alla stessa.
Quindi, sin dall’inizio c’era l’idea di unire parola e musica, e veniva fatta in modi differenti da chi se ne occupava all’epoca, che era Riccardo Massola l’ideatore insieme a Corrado Tagliabue, sindaco di allora e che adesso è vice sindaco di San Salvatore Monferrato, che è il comune capofila di questa Rassegna.
Realizzare serate di vario tipo, in cui c’era la presenza sia della parola che della musica, è stato un lavoro decisamente egregio, ma aveva una portata molto locale. Finchè un po’ di anni fa mi è stato chiesto di prendere le redini della Rassegna provando in qualche modo a fare un salto di “quantità”, cercando di avere una risonza nazionale, proporre ospiti e artisti più conosciuti e quindi attraverso questo dare maggiore risalto al Monferrato.
Da lì io ho iniziato il lavoro e diciamo che è avvenuto abbastanza naturalmente: la maggior parte degli appuntamenti sono interviste con artisti: abbiamo avuto Nada, Diodato, Irene Grandi, Luca Barbarossa, Marina Rey e molti altri.

Forse il cuore del Festival è appunto questo: incontri di solito condotti da me che sono interviste con questi artisti, che non solo interpretano qualche canzone, ma più che altro si raccontano, parlano del loro percorso artistico e, in qualche caso, umano.

 

La scelta delle colline del Monferrato, come cornice al Festival, è stata dettata dalla casualità, dal meraviglioso luogo, che permette questo tipo di manifestazione, oppure c’è un legame affettivo con questa terra?

La scelta delle colline del Monteffato, in questo caso, sono le colline che hanno scelto me, in qualche modo.

Per prima cosa perchè sono monferrino di nascita, anche se vivo a Roma ormai da diversi anni, sono molto legato alla mia terra che è una terra fra l’altro non molto conosciuta; diciamo che in Piemonte sono molto più conosciute le langhe che sono le nostre cugine un po’ più ricche, un po’ più fortunate, però il Monferrato credo sia una terra molto bella, fra l’altro buona parte del Monferrato è sito Unesco, è patrimonio dell’umanità.
Diciamo che il festival è anche un modo per far conoscere queste zone e devo dire che ci sono molti arrivi anche dalle regioni vicine, non solo dal Piemonte, dalla Liguria, dalla Lombardia anche dall’Emilia e dal Veneto, quindi mi fa piacere che ci sia un afflusso di questo tipo.
La scelta, poi, è stata quella di alcuni amministratori comunali illuminati, che io ringrazio sempre, che hanno voluto innanzitutto realizzare la Rassegna e poi invitare me a fare il direttore artistico della stessa.

Credo sia fondamentale, ovviamente, per questi festival, per questi eventi avere una copertura economica, che in questo caso è assicurata da alcuni comuni e in piccola parte da Fondazioni e altre cose.
C’è ovviamente una parte affettiva indubbia, perchè come dicevo prima sono molto legato a queste terre, che sono quelle in cui sono cresciuto e in cui fra l’altro torno ancora molto spesso.

PeM! Parole e Musica in Monferrato è un Festival itinerante che spazia tra letteratura, musica, natura, con la presenza di tanti artisti e che arriva dopo un lungo periodo di blackout, quindi immagino non sia stato semplice organizzare tutto ciò.

Quest’anno indubbiamente non è stato semplice organizzare la Rassegna per vari motivi, direttamente o indirettamente, legati alla pandemia, basta dire che a febbraio avevo imbastito alcune trattative con vari artisti e per alcuni ero già arrivato alla definizione e al contratto, e poi è successo quello che tutti sappiamo e, a maggio e a giugno, ho dovuto riprendere in mano tutto quanto per realizzare il programma.
Anche in questi giorni stiamo lavorando, non io direttamente, perchè io mi occupo più della parte artistica, però si sta lavorando anche a tutta la parte organizzativa, in senso stretto, in senso pratico, i distanziamenti, gli ingressi, le prenotazioni, insomma è complicato, ma penso che sia un bel segnale quello di, comunque, mettere in piedi ugualmente una Rassegna in questo momento complicato.

Credo che ci sia la voglia di ritrovarsi in alcune sere di settembre ad ascoltare delle interviste, degli incontri, anche un po’ di musica, penso che faccia bene a tutti, sono abbastanza orgoglioso di essere riuscito a portare avanti questo Festival, a cui tengo in modo particolare.

Sette gli appuntamenti in programma. Ce ne parli più nel dettaglio?

Il programma di quest’anno prevede 7 appuntamenti spalmati su tutto il mese di settembre dal 1° al 27.

Come dicevo prima, la parte preponderante è sempre quella legata alla musica, saranno ospiti tre artisti: Motta, Enrico Ruggeri e Tosca, artisti piuttosto differenti tra di loro, come è solito in questa rassegna, anche generazionalmente, storie molto diverse, estrazioni stilistiche differenti, tre modi diversi di intendere la musica.

Quarto appuntamento legato alla musica è quello con Carlo Massarini che non ha bisogno di presentazioni, come si suol dire, con lui presenteremo un libro bellissimo fotografico, ma non solo, in cui ripercorre una parte della sua vita professionale, il libro ha come titolo “Dear Mister fantasy” e ne parleremo raccontando, appunto, anche aneddoti della sua storia professionale.
Poi c’e un quinto appuntamento musicale, a cui tengo in modo particolare perchè è un appuntamento molto differente dagli altri. E’ una serata in cui festeggeremo un personaggio che si chiama Gildo Farinelli che è un fonico, non un artista ma un fonico, e che quest’anno compie 50 anni di carriera, chiamiamola così e ci saranno vari artisti locali che lo omaggeranno e lui ci racconterà un po’ della sua vita.
L’idea di questo appuntamento non è mia ma è di Riccardo Massola, che come dicevo prima è l’ideatore di PeM!, però io ho subito aderito con grande entusiasmo, un po’ perchè Gildo è il fonico che accompagna sempre tutte le serate di PeM ed è una persona squisita, oltre che un ottimo professionista, ma anche perchè festeggiando lui, in qualche modo, vogliamo festeggiare tutta quella categoria di lavoratori dello spettacolo, quindi della musica, e non solo, del teatro, del cinema, di TUTTO lo spettacolo e la cultura, per il comparto musicale o comunque artistico culturale.
Di solito, si crede che “quelli” non hanno bisogno di soldi, perchè erroneamente si pensa subito ai grandi come Vasco Rossi, Jovanotti, De Gregori o Ligabue.

In realtà nel mondo dello spettacolo ci sono tantissimi altri personaggi come i fonici, come tutti i tecnici, ma anche gli uffici stampa, e tanti altri, insomma, mi ci metto anche io, che rendono possibile che gli artisti possano salire su un palco ed esibirsi.

Quindi una serata a cui tengo in modo particolare.
E poi due altri appuntmenti, che in qualche modo sono legati perchè in parte saranno un modo per ricordare Gianni Rodari nel centenario della nascita.
Ci sarà una serata con Fabio Troiano, che è un artista, un attore molto conosciuto che leggerà delle cose di Rodari, oltre a raccontare anche un po’ il suo percorso artistico.
Un’altra serata, invece, è una passeggiata sulle colline, che è un po’ una tradizione in PeM! Nella passeggiata sulle colline quest’anno ci sarà Franco Arminio ad accompagnarci, poeta e paesologo come lui ama definirsi: cammineremo sulle colline nel tardo pomeriggio in mezzo alla natura, accompagnati dai racconti dello stesso Arminio e da un ricordo di Gianni Rodari.

Ringrazio Enrico Deregibus, grande professionista, per averci catapultato, anche se solo attraverso le sue parole, sulle meravigliose colline del Monferrato, facendoci sognare con canzoni e poesie. Rassegne come PeM! danno lustro al mondo artistico e culturale italiano.

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