Insalata mista di pranzi e ricordi di Luciana Grillo
Voce alle Donne
Recensione di Emma Fenu

Insalata mista di pranzi e ricordi è un libro di Luciana Grillo edito da Edizioni Del Faro nel 2020.
Di cosa tratta Insalata mista di pranzi e ricordi?
C’era una volta una bambina inappetente e molto amata, pertanto, per stimolarla a ingoiare cucchiate e bocconi, le si leggevano le avventure di Pinocchio.
La bambina crebbe, passò l’inappetenza, ma restò il grande amore per i libri e per le storie.
In un memoir essenziale ma intenso, breve eppur emozionante, Luciana Grillo racconta il suo percorso di formazione di Donna, le tappe della crescita, i ricordi da non dimenticare ma da tramandare, i sorrisi e le voci di quanti non ci sono più e sulla carta tornano a vivere, per sempre, in un’insalata di cotture, profumi, ingredienti, incontri memorabili, dibattiti culturali e politici, viaggi per l’Italia e non solo.
Le parole si accompagnano a alcune foto e questa scelta mi porta a pensare che questo libro è destinato a chi legge dall’alto, da dietro il velo invibisibile, dalle stanze della memoria, da una cucina in cui, nel ricordo, la pentola è sempre sul fuoco.
Una vita quasi perfetta, quella della scrittrice, e il quel “quasi” si infilano come aghi i piccoli dolori, come la proibizione paterna di continuare con la danza classica, nel timore fosse da distrazione nello studio, e tutti gli altri, quelli non scritti, ma che si deducono, perchè questa insalata è dolce con un retrogusto amaro, sa di zucchero, burro, farina, lacrime e sangue, sa di vita vissuta e mangiata, divorata.
E sa di casa, perchè molte ne possiamo abitare – l’autrice menziona ben otto traslochi, è nata a Potenza, vive a Trento e molto ha viaggiato – ma il luogo d’elezione è la dimora di Matera, quella delle vacanze, quella nelle cui mura vibrano le risate dei giorni di festa, quelli con le tavole affollate e la cucina in fermento di sapori, odori. Quelli in cui si forma l’identità familiare.
Una famiglia che esprime il suo lessico forbito non solo intervenendo nella Storia universale, ma anche sussurrando in quella intima, quella che si lega ai lacci di un grembiule e a un cordone ombelicale che passa per la lingua, perchè nutrire ha una valenza simbolica ancestrale e la domanda “Hai mangiato?”, proferita da chi ci è caro, è la più grande dimostrazione di affetto, dedizione, cura. Di Amore.
La seconda parte del libro riporta le ricette citate ed è lì che tutto rivive davvero nel ciciclico ed eterno reiterare segreti di famiglia: in un mestolo che ancora gira, in un uovo che ancora si infrange, in un sorso di caffè che scotta la lingua, nel taglio e nella panatura di carne e pesce e, soprattutto, nei dolci.
Non solo perchè questi ultimi sono i preferiti di Luciana Grillo, ma perchè sono un cibo “comfort”, una foto sbiafita che riprende colore, una folata di vento che, passeggera, porta quel profumo di impasto ancora nel forno, un forno che si fa ventre, che fa crescere e poi cuoce, che dà vità in un abbracccio caldo.
Perché leggere Insalata mista di pranzi e ricordi?
Perchè vedrete con occchi nuovi “quel” ricettario.
A casa, la mia casa di elezione di Alghero, da bambina, ne avevamo uno stampato, avvolto da cartone giallo, opaco e senza immagini, perché la sovracopertina era andata perduta: forse il titolo era La cucina d’oro. C’erano appunti, croci, correzioni. C’erano i miei primi disegni, quasi pitture rupestri della grotta di Lascaux, e le grafie diverse si incrociavano con qualche sbaffo di cioccolato o di salsa.
Credo di essere pronta a cercarlo dentro le ante chiuse della libreria dei miei genitori, insieme ai miei sussiadiari e quaderni, ossia materiale non da esporre sulle mensole a vista, ma da custodire nel ventre della memoria.
Cercate il vostro ricettario di famiglia. Non è necessario che esista fisicamente, lo avete dentro.
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Sinossi
Al buon cibo, alle lunghe tavolate vocianti intorno alle quali si mescolavano allegramente giovani, anziani e bambini, ai viaggi istruttivi e divertenti organizzati da un padre intelligente e severo, Luciana Grillo dedica queste pagine in cui ricordi, affetti, avvenimenti (anche tristi), rapporti familiari, vacanze e viaggi si intrecciano e si intersecano con profumi antichi di cibi “rituali”, con fiamme di caminetti accesi, con buffet golosi.
Sempre in armonia. E non è poco.
Rivivono zii e genitori, la nonnina con la grande treccia bianca intorno alla testa, le merende durante i pomeriggi in casa, le esperienze di un’infanzia privilegiata, arricchita dalla possibilità di andare alle terme di Caracalla per conoscere l’opera lirica o di incontrare personaggi presenti oggi nei libri di storia. Perché non raccontare una felicità ingenua e possibile?
Titolo: Insalata mista di pranzi e ricordi
Autore: Luciana Grillo
Edizioni: Edizioni Del Faro, 2020.






