Mamas e Janas: eventi multiculturali di dicembre

a cura di Emma Fenu

mamas janas

 

Mamas e Janas: Parole e Musica di Sardegna è un evento culturale promosso da Cultura al Femminile in collaborazione con il Coro Boghes de Cheremule e con Fiabola: festival del Fantastico che si è tenuto il 27 dicembre 2024 presso il meraviglioso paese di Cheremule.

Situato nel Meilogu, alle pendici del vulcano Cuccureddu, protetto da una foresta di querce e lecci e da una pineta cinquantenaria, Cheremule è in una zona staordinaria, ricca di Nuraghi e Domus de Janas, letteralmente Case di Fate, ossia tombe o templi – o entrambi – scavate nella roccia e risalenti al culto della Grande Dea Madre.

In questo luogo magico, ricco di storie millenarie e di racconti del focolare, si sono rievocate, attraverso parole e musiche,  le  madri, ossia i principi originari di sole, vento e acqua, e le fate, buone solo con chi lo merita, che hanno instaurato un rapporto forte con le donne, eleggendone alcune come custodi di antichi saperi.
Una terra femina la nostra Isola, madre di tutto e tutti, ventre a cui si ritorna come rispondenti a un viscerale richiamo, natura che può dare frutto o portare alla fame, Dea di pietre, vento, mare, mirto, elicriso, salsedine, farina e miele.

A presentare la serata sono stata io e, attraverso una chiacchierata spontanea e vivace, ho raccontato il mio ultimo romanzo, La Madre del Vento, con il grande scrittore Pier Bruno Cosso, socio fondatore di Cultura al Femminile e caro amico, che ci ha affascinato parlandoci della sua ultima opera, Il volo del Cormorano.

Maria Piras, stimata poetessa sassarese, ha dato voce a versi delicati come piume ma che sanno far vibrare l’anima e esaltano i sentimenti più autentici. Ci ha regalato momenti di grande commozione presentando la sua silloge L’eterna onda.

Anna Maria Moccia, artigiana e appassionata di tradizioni popolari e archeologia,  ha dato forma alle nostre parole portandoci in un viaggio che segue il perimetro di una cesta intrecciata, di un cestino o di una rete da pesca, donandoci anche il sapore dei dolci tradizionali algheresi.

Meravigliosi sono stati gli interventi dei padroni di casa, i cantori del Coro Boghes de Cheremule, provenienti anche da Thiesi, Romana, Bessude e Bonorva, che hanno tradotto nel linguaggio universale della musica, quella “divina”che nasce dal talento, dallo studio e, soprattutto, dall’anima, lo spirito più autentico del Natale e della bellezza della nostra Terra di Mamas e Janas.

A questi ultimi, in particolare al presidente, Salvatore Pittalis, va il mio più sentito ringraziamento per l’accoglienza calorosa e per l’onore di aver presentato, il giorno succesivo, il 28 dicembre, il concerto di Cori, nello specifico da Badesi, Bonarcado e Dorgali, oltre quello di Cheremule, intitolato In…cantos de Nadale, che davvero mi ha incantata e commossa e che ricorderò come una delle serate più intense della mia vita.