Emmeline Pankhurst di Mariapaola Pesce e Paola Zanghi

Voce alle Donne

recensione di Emma Fenu

Emmeline Pankhurst

 

Emmeline Pankhurst è una graphic novel sceneggiata da Mariapaola Pesce e illustrata dalla fumettista Paola Zanghi, edita da Becco Giallo nel 2022.

Di cosa tratta Emmeline Pankhurst?

Pagine in bianco e nero e sfumature di grigi.

Si percepisce il cielo pumbeo, la pioggia, i vestiti scuri, la voce strozzata, l’ingiustizia buia.

Attraverso una tesi di ricerca, viene raccontata la storia di Emmeline Pankhurst, nata con il cognome Goulden nel 1858 da una coppia di attivisti del Regno Unito che auspicavano il diritto di voto per le proprie figlie.

Al contempo, tuttavia, diversamente dai maschi, le destinavano a scuole che le prepassero all’accudimento dei figli e della casa, in modo da essere buone mogli e madri, dipendenti economicamente dal capo famiglia.

Emmeline diventa subito un’attivista per il suffragio universale e si interessa all’istruzione come forma di emancipazione non solo per le donne, ma anche per le classi più povere. Nella sua lotta contro la discriminazione femminile, si innamorerà, sposandolo, di Richard, da cui prenderà il cognome e avrà figli, e che la renderà presto vedova, per un gastrite causata dalle delusioni in ambito politico.

Non è facile e le illusioni lungo il percorso sono tante: false promesse dei potenti, ridicolizzazione, l’impressione che il procastinare verso tempi definiti maturi sia un modo subdolo per non concedere mai quanto è diritto.

Emmeline Pankhurst fomenta manifestazioni sembre pià dure, fino a spaccare le vetrine: conosce la prigione, le sue stesse figlie non appoggiano le sue posizioni estreme e non pacifiste e la rimproverano di porre la causa  sopra tutto e tutti.

Una donna, una madre, risponde sempre del suo operato e della sua dedizione nell’attivismo politico o nel lavoro o nella realizzazione personale diversamente da un uomo e da un padre. Emmeline non è stata perfetta, ma è stata fedele a se stessa: non si mai consentita di cedere nemmeno nel dolore e nella solitudine e si è logorata nel corpo e nell’anima.

Si è spenta il 14 giugno del 1928, solo alcune settimane prima che si allargasse il diritto di voto a tutte le donne di età superiore ai 21 anni, come spesso accade ai grandi sostenitori di una battaglia, che non arrivano a brindare alla vittoria. Si è spenta nel corpo, ma le sue parole fanno ancora luce.

Perchè leggere Emmeline Pankhurst?

Emmeline Pankhurst non era una donna semplice e nemmeno conosciuta quanto meriterebbe: aveva un cipiglio aggressivo, ma non bisogna dimenticare il contesto storico in cui ha lottato, quasi in una trincea di stereotipi.

E, se ci sente lontani nei modi e negli estremismi delle suffraggette e delle attiviste dei decenni seguenti, al punto che oggi molte donne precisano di non essere femministe, bisogna non dimenticare che le conquiste che oggi riteniamo ovvie le dobbiamo a loro e che alcune le dobbiamo difendere, perché la loro lotta, figlia di quella temperie storica e culturale, non sia stata vana.

E femministi dovrebbero essere tutte le donne e gli uomini sia cis che trans perchè la definizione non implica odio verso alcuno, ma difesa di chi è vittima di violenza, emarginazione e condanna al silenzio.

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Sinossi

Nata in una famiglia in cui l’impegno politico era intrecciato con il quotidiano, Emmeline ha sempre respirato attivismo.

E fin da piccola ha capito come le donne dovessero impegnarsi in prima persona per cambiare sia le proprie condizioni che le convinzioni radicate sul loro essere il “sesso debole”.

Il suo motto, quello con cui riusciva a ispirare le proprie compagne, era

“Non sottovalutate mai il potere che abbiamo di essere artefici del nostro destino.”

Il suo impegno l’ha accompagnata in ogni fase della vita: nello studio, nella maternità, nel periodo dolorosissimo del lutto dopo la perdita del marito.

Ed è diventata un’autentica icona della lotta di liberazione.

Titolo: Emmeline Pankhurst
Autori: Mariapaola Pesce e Paola Zanghi
Edizione: Becco Giallo, 2022