Parole diverse di Autori Vari
Io mi curo con un libro
Recensione di Serena Savarelli

Parole diverse è un’antologia di racconti, poesie e scatti fotografici scritti da dodici autrici, edito da Pav Edizioni, 2021.
Per la rubrica Io mi curo con un libro le parole di oggi sono: diversità e unicità, che sommate danno come risultato ricchezza.
Uno dei tesori più grandi è mantenersi unici e irripetibili, dentro sé stessi, nel modo di vivere e nelle prospettive, nei sentimenti, nelle esperienze e nelle emozioni. Diversi perché irriproducibili.
Sedici donne hanno deciso di intrecciare la loro capacità creativa dando vita a un’opera che non ha tempo e raggiunge chiunque.
Di cosa tratta Parole diverse?
Parole diverse: sono proprio le differenze a rendere la vita piena di profondo significato.
In questo libro sono numerose anche le forme d’arte che si intersecano: ogni immagine di un fiore introduce o una poesia o un racconto o una testimonianza.
Perché sono stati scelti i fiori? Perché ogni fiore è particolare e nessuno lo penserebbe mai come a qualcosa di spiacevole da ammirare, nessuno ne giudicherebbe mai la bruttezza, ma ne capterebbe solo la sua unicità.
Ecco il primo grande messaggio che Parole Diverse regala al lettore: accogliere e non giudicare i Sé, propri e altrui, aumenta la creatività e consente di apprezzare meglio la diversità rendendoci persone più aperte all’oltre.
“Oggi più che mai siamo chiamati a istituire “bellezza” incentivando la gioia, incrementando i viaggi dentro di sé, scoprendo che la diversità è sempre impeto di valorizzazione, di crescita collettiva.
È il diverso che ci migliora, ci perfeziona, ci aiuta a vedere parti di noi che usiamo nascondere, perché temiamo sempre la differenza e la diversità.”
Con queste parole Sonia Scarpante, presidente dell’Associazione La Cura di Sé e responsabile del Master in Scrittura Terapeutica, introduce quest’opera collettiva che si rivolge a quei lettori che hanno il desiderio di farsi sconvolgere; attraverso le parole scritte ogni scrittrice ha curato un po’ sé stessa, dando forma a pensieri, paure ed emozioni e facendo spazio nel suo intimo al nuovo.
Ogni poesia di Anna Sacco rivela ciò: consegnandosi alla vita, si diventa Infinito; ogni sua parola èsentore di evoluzione e una fonte inesauribile di ricchezza interiore. Parole dolci e profonde.
Il racconto di Elisabetta è il regalo che, come donna e ostetrica, lei fa a ogni creatura femminile che si è sentita una madre appesa, arcana diversa e capovolta; le sue parole insegnano che non esistono ventri vuoti, ma solo sogni e desideri, perché la donna è detentrice di un antico sapere e potere creativo.
Elisabetta, insieme alla sorella Antonietta, testimonia l’amicizia con Mauro, portando alla luce le emozioni che una persona omosessuale prova in relazione al mondo; attraverso la loro storia si abbattono tutti i pregiudizi e si arriva alla fine del racconto colmi di commozione e riconoscenza, consapevoli che ogni incontro che si fa durante l’esistenza è generatore di ricchezza interiore.
Chiara scrive:
“Capirai che ogni difetto lo puoi considerare un dono, che ti aiuterà a dipingere questa vita con i tuoi colori, mentre chi non è in grado di vedere più in là del proprio naso si muoverà in un mondo in bianco e nero.”
Anche i colori sono tutti diversi e i miglior dipinti sono quelli in cui le tonalità hanno plasmato sfumature nuove. È un bellissimo dono avere accanto persone che, come Chiara, ci ricordano quest’immensa verità.
Emilia, con parole e disegni, ci porta a conoscere la storia di tre mostriciattoli che volevano essere fratelli a tutti i costi; la sua testimonianza, come madre adottiva, regala una bellissima prospettiva dell’accoglienza, come quella forma di amore che, tra peripezie e un turbinio di emozioni, ci permettere di scrutare il mondo e lasciarsi scrutare da esso.
Federica regala al lettore la parte più unica di sé stessa: l’essenza di ciò che si ha e si è, in tutta onestà.
Lei scrive:
“Sono fermamente convinta che la conoscenza sia l’unica arma capace di sconfiggere la diffidenza, i luoghi comuni e la paura di ciò che non si conosce.”
Federica non ha scelto la sua vita, ma diventa un meraviglioso esempio di indossatrice di bellezza e amorevolezza, che significa un interrotto donarsi al mondo sorridendo sempre piena di fiducia.
Francesca A., come Federica, dipinge con le sue parole la disabilità dimostrando che è l’amore per la vita nel suo significato più profondo a fare la differenza; lei ricorda che i bambini non possono essere intrappolati nelle diagnosi, perché loro non sono il contenuto dei referti che li descrivono, al contrario sono un divenire ininterrotto. Tenacia e amore rendono migliori tutti.
Francsca R. sa che, fin dalla nascita del mondo è sempre stato difficile essere “diversi”, ma sono le emozioni le leve che muovono ogni ingranaggio sociale.
Attraverso il suo racconto, Francesca ricorda che ogni persona può essere educatore di un mondo migliore e promotore di cambiamento.
Le parole di Giulia ci domandano: perché è così faticoso andare oltre l’apparenza? Sotto la superficie, si celano un oltre e una verità che hanno necessità di tornare alla luce del sole. Galleggiando si perde l’essenza e il vero, ma tuffandosi, senza paura, dirigendosi verso il fondale, si può accogliere il tutto senza nessun pregiudizio.
Khadija fa conoscere la sua professione di mediatrice culturale sotto una luce diversa: quella della comprensione, dell’accoglienza dell’altro e del suo dolore, con empatia e amorevolezza. In ogni persona si nasconde una storia e ognuno di noi può scegliere se fanne parte o voltarle le spalle.
Lorenza scrive:
“Tramonteranno i dolori e sorgeranno i sorrisi, di eguaglianza.”
E regala a noi la consapevolezza che si può restare primavera a ogni stagione, che essere ottimisti significa credere che una soluzione c’è anche se ancora non la si vede.
Maria Elena ci insegna a sperimentare la vita, accettandola con sensibilità e ascoltando i propri bisogni. La vita è il più grande allenatore di sempre, che ci aiuta a non a perdersi nel senso degli altri.
Le sue parole:
“Noi siamo le radici del nostro albero, se non curiamo quelle, è difficile che possa dare i frutti per cui è stato creato. Essere chi si è, è molto diverso da essere ciò di cui c’è bisogno, ma devi saperlo, devi impararlo e viverlo.”
Marika Addolorata grida che:
“Avrei voluto più sincerità e meno paure.”
Mentre la vita veniva al mondo, la sua psiche era sola, senza un vero accompagnamento. Lacrime nell’urgenza e paure di una donna che sta per diventare madre.
Marika Addolorata ha vissuto in modo diverso ciò che è naturale. Le sue parole sono una vera ancora di salvezza per ogni donna che ha diritto a vivere in modo dolce la nascita del proprio figlio.
Piera augura a tutti:
“Siate sempre ciò che siete.”
Spesso è il mondo che ci vuole diversi, ma il cuore sa sempre chi siamo e qual è il nostro posto. Allora, incominciamo a ballare nella storia del Diverso e lì essere rincorsi dal Sole.
E, infine, Serena, io… che chiudo questa antologia con una testimonianza e un racconto frutto della mia fantasia.
Lisa nel primo, Niccolò nel secondo.
Una bambina sola al mondo e la sua rinascita, mentre travolgeva quanti aveva accanto e insegnava loro che quando la vita apparentemente toglie, è perché, in realtà, dà cento volte di più. Lisa è nata per salvare chi la ama, Niccolò invece sta per morire, perché deve insegnare che il caso non esiste e che, spesso, si deve toccare il fondo per tornare più veri in superficie.
L’ultimo racconto è un elogio al potere terapeutico della scrittura.
Perchè leggere Parole diverse?
In questa antologia ogni scrittrice ha compiuto un viaggio dentro sé stessa, diventando generatrice di una storia piena di emozioni, espressioni del coraggio che serve per camminare nei meandri della propria interiorità.
A te lettore, che stringerai tra le mani questo libro, auguriamo di navigare le nostre diversità per raggiungere le tue e riscoprirti così unico e meraviglioso, parte indispensabile di questa umanità variopinta.
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Sinossi
Ognuno di noi è unico e irripetibile, nel modo di vivere e di vedere le cose, negli atteggiamenti, nei sentimenti e nelle esperienze. Essere unici è un dono e una delle virtù più grandi che una persona possa avere.
Siamo in grado di accettare gli altri per quello che sono? Accogliere e non giudicare i Sé, propri e altrui, aumenta la creatività, consente di apprezzare meglio la diversità e rende più aperti.






