Il palazzo delle donne di Laetizia Colombani
Voce alle Donne
Recensione di Emma Fenu
Il palazzo delle donne è un romanzo di Laetizia Colombani edito da Nord nel 2020.
Di cosa tratta Il palazzo delle donne?
Solène è una avvocata quarentenne di successo, affermata in ambito professionale, con una casa arredata con stile e un abbigliamento griffato.
Non è una donna superficiale: ha studiato sodo per i risultati ottenuti, stritolando i sogni di bambina fra quelli dei genitori e dedicandosi a un uomo che non ha voluto figli, per poi lasciarla e farsi una famiglia con tanto di frugoletto.
Pochi minuti dopo la sentenza di colpevolezza, un suo cliente, accusato di frode fiscale, si suicida gettandosi dalla finestra del tribunale.
Il senso di colpa, il peso della fragilità umana, il poco senso della vita iniziano a tormentare Soléne che si troverà a dover affrontare una seria depressione e sarà sostenuta da uno psichiatra e da una mix di farmaci per tornare ad una vita non normale, semplicemente vita non sopravvivenza su un letto.
Nella terapia le viene proposto di dedicarsi al volontariato, così, la protagonista, nonostante le proprie reticenze, dovute alla malattia e alla valutazione delle proprie effettive capacità di aiuto, inizia a svolgere la mansione di scrivana presso una struttura di accoglienza per donne povere, senza tetto, ex prostitute per disperazione o sfruttamento, ex tossicodipendenti, disabili, ragazze con figli senza sostegno familiare, clandestine sfuggite a un destino di dolore, quasi tutte picchiate e stuprate infinite volte, ma se ne ricordano il numero, loro: è il Palazzo delle Donne.
Sono le invisibili, le intoccabili, le emarginate, le rinnegate, le prime a essere immolate in guerra, le prime a essere vittima della pericolosa Parigi vestita di notte.
Non sarà facile: la protagonista non è una di loro, è una privilegiata.
Il suo compito si limita a un pomeriggio alla settimana in cui offre aiuto per scrivere lettere personali e inviare curricula, facilitando straniere o persone del posto con un livello culturale basso o con scarsa autostima.
Non si fideranno di lei e, quando finalmente chiederanno e otterranno aiuto, non risponderanno nemmeno con un grazie.
Poi il miracolo si compie: Selène scoppia a piangere fra le braccia di una delle ospiti, perché lo sa cosa è l’abbandono, il dolore, il male di vivere. E sa che è complesso essere donne in una società improntata su ritmi che privilegiano gli uomini.
E potrebbe finire qui, in questa rete tessuta fra etnie, idiomi, religioni e culture differenti, senza distinzione di posizione sociale e senza distanza fra chi aiuta e chi riceve, perché lo scambio è spesso reciproco, più spesso a favore di chi è volontario, si sa.
Ma un evento drammatico getta Selène nuovamente nella disperazione. Riuscirà Il palazzo delle donne a salvarla ancora?
Ve lo ho omesso fino ad ora: c’è un’altra storia che risale ai primi del Novecento da cui tutto ha origine; è quella di Blanche, una ragazza, che, combattendo la volontà dei genitori e di una società intera, fondata sul maschilismo, si arruola nell’Esercito della Salvezza per aiutare i numerosi poveri che affollano Parigi dopo la Prima Guerra Mondiale.
Soldata di pace, Blanche nel 1925 persegue il suo ultimo sogno, restituire alle donne un grande edificio che aveva ospitato i reduci di guerra e molti anni prima era sottratto a un convento di suore.
Dopo l’incontro cona giovane donna e il suo neonato, quasi morto per il freddo, Blanche investirà soldi, amore, dedizione e ogni respiro per restituire quelle mura alle donne, affinché vi fosse una casa di accoglienza divisa in piccole stanze, ciadcuna con chiave, un grande refettorio in cui mangiare insieme, coinvolgendo altri emarginati, per le feste, e permettendo un’occasione di risalita a chi non crede di potercela fare.
Perché leggere Il palazzo delle donne?
Il Palazzo delle donne è un libro scorrevole, con uno stile semplice, delicato, che non si sofferma sulle atrocità, ma le accenna.
A tratti sembra banale: lo sappiamo che ci sono persone in miseria e altre che si ammalano di depressione, perché essere benestanti non è né una colpa né una garanzia di salute.
Eppure, questo romanzo ci insegna che bisogna costruire, anche metaforicamente, luoghi sicuri dove si riceve un pasto caldo, una coperta e qualcuno disposto ad ascoltarti, senza fretta.
E se non sei pronto a raccontare, quel qualcuno lo troverai ancora: sarà lì a ricordati che non sei solo, che non sei diverso e che c’è chi può comprenderti davvero anche se non impari la lingua del posto.
Questo romanzo ci insegna che le donne possono piangere e ballare insieme, scontrarsi, vestirsi in fogge diverse, pensare con strutture culturali proprie eppure sono tutte legate da una lunga storia di sopraffazione e violenza, anche e soprattutto psicologica, per cui è facile sentirsi sbagliate, proibirsi di sognare, pensare che non ne vale la pena.
Non mollare: vivi. Ne vale la pena.
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Sinossi
“Qui sei benvenuta. Qui sarai protetta. Qui troverai molto più di ciò che cercavi”.
È il coraggio a spingere la giovane Blanche a voltare le spalle a una vita di agi per lanciarsi nella più logorante delle battaglie: quella contro la povertà, la fame e l’umiliazione.
A sette anni dalla fine della Grande Guerra, Parigi è ancora in ginocchio. Eppure Blanche si rende conto che alla metà dei bisognosi è negato ogni aiuto: tutti gli sforzi, infatti, sono rivolti agli uomini; nessuno tende la mano alle donne che ogni giorno mendicano agli angoli delle strade, si privano del cibo per sfamare i propri bambini e dormono all’addiaccio per sfuggire ai mariti violenti.
Per Blanche, quella è un’ingiustizia intollerabile.
E, quando viene a sapere che in rue de Charonne è in vendita un intero palazzo, combatterà fino all’ultimo per regalare un luogo sicuro a tutte le donne in difficoltà…
È la disperazione a portare Solène al Palazzo delle Donne.
Avvocato di successo, Solène è crollata il giorno in cui un suo cliente si è gettato dalla finestra del tribunale.
Come parte della terapia, lo psicologo le ha suggerito il volontariato, così lei ha scelto di aiutare le donne che hanno trovato rifugio tra le mura di quel grande edificio in rue de Charonne.
Qui, entra in contatto con un mondo lontanissimo da lei, fatto di miseria, di sfruttamento, di perdita. Ma anche di condivisione, di resilienza e di riscatto.
A poco a poco, Solène capisce di non essere tanto diversa dalle ospiti del Palazzo: come lei, pure loro sono state sconfitte dalla vita.
Però non si arrendono e continuano a lottare per un futuro migliore, traendo forza l’una dall’altra, come legate da un filo invisibile di solidarietà e comprensione. E sarà proprio quel filo ad avvolgere anche il cuore di Solène e a cambiare per sempre la sua esistenza.
Titolo: Il palazzo delle donne
Autore: Laetizia Colombani
Edizione: Nord, 2020







