Il libraio di Gaza di Rachid Benzine

Voce al mare

Recensione di Elvira Rossi

Il libraio di Gaza

 

 

Il libraio di Gaza è un libro di Rachid Benzine, edizione Corbaccio.

Di che cosa tratta Il libraio di Gaza di Rachid Benzine?

Nella storia si entra lentamente attraverso le vie di Gaza, ferita dai bombardamenti. La guerra si insinua ovunque. Immagini contraddittorie di vita e di morte si susseguono in uno spazio alterato dalla distruzione.

 “Sembra l’inferno sputato dalle viscere della terra. Una discarica a cielo aperto. Tutto ciò che la guerra vomita, distrugge, seppellisce, ridotto in niente.”

Non lontano dalle rovine, in una stradina secondaria, sfuggita alla devastazione, dinanzi a una bottega zeppa di libri, disposti in un ordine stravagante, un vecchio sfoglia un libro.

Non c’è nulla di più ordinario di un vecchio che legge dinanzi a una libreria, ma se questo accade in una situazione estrema di un paese sotto occupazione, la percezione muta e lo trasforma in un evento eccezionale.

La figura fragile del libraio, segnata dagli anni e dagli stenti, emana una certa potenza e attira l’attenzione di Julien Desmanges, un fotoreporter francese.

Nabil Al Jaber il vecchio libraio, nato in fuga in seguito alla Nakba del 1948 da una madre musulmana e un padre cristiano, fa parte di una generazione di uomini, che non hanno conosciuto la pace se non per averla sentita menzionare dal racconto dei genitori.

La minaccia delle armi israeliane hanno accompagnato le diverse fasi della sua vita, i campi profughi hanno sostituito la sua patria, le tettoie di lamiera la sua casa, quella maledetta polvere è diventata la sua seconda pelle, i libri la sua ragione di vita.

Il libraio, pur non avendo ricordi del proprio villaggio, dalle parole dei genitori ha ereditato un attaccamento per la terra natale e avverte un sentimento di ingiustizia per l’allontanamento forzato e non comprende le ragioni di un’azione così crudele.

La Redazione di un giornale di Parigi chiede foto sensazionali che facciano scalpore e Julien Desmanges, che per dovere di ufficio fotografa una manifestazione di Hamas, sente che Gaza non si racconta solo attraverso le sagome minacciose di uomini armati e incappucciati.

Julien Desmanges, inviato a testimoniare scene di guerra, ricerca i volti della gente comune, che il clamore della cronaca offusca. L’umanità sofferente di Gaza gli si palesa attraverso la singolarità delle persone, che rischiano di smarrirsi in una moltitudine informe.

Il reporter, attratto dall’immagine del vecchio libraio, che legge in attesa di improbabili lettori, sta per fotografarlo. Nabil se ne avvede, con garbo si sottrae allo scatto e invita l’uomo a sedersi accanto a lui e prima ancora di avviare una conversazione gli offre il tè.

Che senso ha fotografare un uomo di cui non si conosce nulla? Non è forse più opportuno parlarsi per conoscersi?

Da quel primo incontro, a cui ne seguiranno altri, prende avvio la narrazione del vecchio.

La sua storia personale si intreccia con gli eventi drammatici della Palestina.

Nabil parla con pacatezza della propria vita, come se le perdite e le violenze subite non gli appartenessero. I suoi gesti sono lenti, inframezzati da interruzioni di qualche raro visitatore alla libreria.

Nabil non svela nulla che non sia già noto rispetto ai grandi eventi che hanno interessato la sua Terra. A mutare, però, è la prospettiva che pone al centro gli effetti collaterali di un’oppressione sistematica.

Nabil non ha l’anima del mercante, con pazienza ricerca i libri, difficile reperirne dei nuovi e spesso li regala, nessuno che si avvicini a lui va via senza averne avuto almeno uno in dono.

Parla con passione dei suoi autori preferiti. Cita i versi di Mahamud Darwish, punto di riferimento della sua vita. Con i libri costruisce un perenne dialogo che parte dal passato, attraversa la contemporaneità e guarda al futuro di una pace incerta.

La sua non è una fuga dalla guerra, è un tentativo coraggioso di resistere a proprio modo a una tragedia collettiva, che resta inascoltata.

Troppo piccolo per ribaltare la realtà, troppo solo per far sentire la propria voce, troppo debole per vincere la forza di chi l’opprime, lascia che a parlare tra le macerie siano i libri.

Nabil non cede allo sconforto e si inventa una normalità che non esiste. Per dare un senso alle proprie giornate, affida ai libri la realizzazione di un sogno.

Dalla libreria si eleva un monito che rompe il silenzio: Gaza vuole esistere.

La parola scritta scuote le coscienze, parla di libertà, incita alla lotta

L’oppressore domina, uccide il corpo, ma non annienta la memoria di un popolo e fino a quando c’è un solo uomo che la tiene desta, la speranza di rinascita non è spenta del tutto.

Se di fronte a un piano di annientamento, coltivare la speranza diventa sempre più difficile, il bisogno di sentirsi uomini liberi resta irrinunciabile.  

“L’intero campo era diventato un cimitero di speranze infrante. E quando finalmente il vento cadeva, il silenzio inghiottiva ogni cosa. Avvolgeva, schiacciava, soffocava. Era il silenzio dell’attesa, del tempo sospeso.”

Perché leggere Il libraio di Gaza di Rachid Benzine?

Il libraio di Gaza è un’opera letteraria che incontra la storia.

Il romanzo diventa testimonianza di un’epoca e invita i lettori alla riflessione.

Le descrizioni minute, tese a cogliere ogni dettaglio, introducono il lettore in un’atmosfera che lo cattura e gli fa rivivere immagini, colori, odori di una terra martoriata.

La narrazione limpida e intensa ha il potere di trasmettere un dolore espresso senza lacrime. La drammaticità delle scene è moderata da uno stile di scrittura misurato.

I personaggi principali del romanzo, in apparenza umili, hanno molto da insegnare a chi detta le regole dall’alto. Sono figure esemplari ricche di fascino.  Lo è Julien Desmanges che incarna il profilo di un professionista che non si lascia schiacciare dai servizi assegnatigli. Si sente parte della comunità che lo accoglie e si pone in ascolto dell’altro.

Il protagonista della storia, Nabil Al Jaber, che nasca o meno dall’immaginazione, possiede una sua verità. Le sue parole non hanno filtri, ci arrivano innocenti, scolpite dal dolore di una esistenza sofferta.

Il libraio non esprime giudizi, non inveisce, si affida alla rappresentazione dei fatti. Non consente mai alle emozioni di prendere il sopravvento.

Esprime una fede incommensurata nella parola scritta, ad essa affida la speranza della rinascita di una umanità, che si è avviata sulla strada della barbarie.

Profondamente convinto del potere trasformativo della cultura, s’impegna a tenerla viva mentre l’occupazione tenta di soffocarla. Credere che le parole possano cambiare il mondo è un modo per non decretare, accanto a tante salme, la morte dello spirito.

L’azione di Nabil è una eroica ribellione all’oppressione.

Il libraio di Gaza di Rachid Benzine, oggi più che mai, è un libro necessario, perché non si dimentichi la tragedia di un Popolo, che dopo aver infervorato l’opinione pubblica rischia di tornare nell’oblio.

 

 

Link d’acquisto

https://www.ibs.it/libraio-di-gaza-libro-rachid-benzine/e/9791259923103?srsltid=AfmBOorYYuH0KUED3wBz6gvEvG09RnIruM8LwrasNPss3Sf3OtDIvVIs

 

 

Sinossi

Julien Desmanges è un fotografo francese inviato a Gaza.

Un mattino, girando per le stradine più nascoste della città, incappa in un uomo seduto davanti alla sua bottega. Ai piedi e ai lati pile di libri vecchi e meno vecchi: Julien capisce subito che sarebbe uno scatto perfetto, e domanda all’uomo il permesso di fotografarlo. E Nabil, questo il nome del libraio, glielo concede, ma solo dopo avergli raccontato la sua storia. Perché sono le parole che danno profondità all’immagine.

Con un bicchiere di tè alla menta in mano, Julien ascolta allora la storia di Nabil, dall’esodo alla prigione, dall’impegno alla disillusione politica, dall’amore ai figli, dagli studi al teatro, dalle speranze al dolore di vedere soffrire chi si ama.

Si dice che quando muore un vecchio, brucia una biblioteca intera: ed è questa verità che Nabil svela agli occhi del fotografo. In un racconto disseminato dei libri che hanno segnato la sua esistenza, il libraio narra la storia di un uomo tenacemente aggrappato all’idea che a ogni pagina che volterà sarà più libero.

 

Titolo: Il libraio di Gaza
Autore: Rachid Benzine
Edizione: Corbaccio, 2025