DUE VOLTE VITA – di Fiorinda Pedone

DUE VOLTE VITA – di Fiorinda Pedone

DUE VOLTE VITA – di Fiorinda Pedone

Recensione di Serena Savarelli

due volte vita

 

In Due volte vita. Il coraggio di ricominciare, Fiorinda Pedone racconta la sua storia; attraverso quest’opera autobiografica, Fiorinda realizza un prezioso strumento di condivisione.

Quale è il destino di una madre che perde la propria figlia?

Il mio era quello di farla esistere nelle mie parole, lei era venuta a me per guidarmi verso lo scopo principale della mia esistenza: scrivere.

Potevo continuare a sentirla nei versi che le dedicavo come suono delicato nel cuore.

Come Fiorinda, l’uomo di oggi si ritrova, spesso, dentro attimi nei quali l’esistenza sembra togliere ogni cosa. Vivere momenti indelebili, caratterizzati da dolori importanti, porta la persona a guardare oltre le emozioni umane, a concentrarsi nel qui e ora, come l’unica parte del tempo vera e importante.

La scrittura diventa un’arte terapeutica che concede a chi soffre di immergersi nella parte più profonda del suo essere per comprendere e per accettare, senza rassegnazione o sconforto, bensì, come ha fatto Fiorinda:

ho raccontato solo quello che vibra come voce sottile; mostra volti, profumi, luoghi, che ritornano a me con la forza della gratitudine. “Ora” tutto è diverso, ogni immagine si rivela come dono dell’esistenza.

La storia di Fiorinda si spalanca, vicenda dopo vicenda, con lo scopo di mostrare il senso della vita.
Quello che dà coraggio di ricominciare.

13 settembre 2010.
C’è bisogno di aprire la finestra, assaporare la bellezza del momento per far evaporare le tossine.
Ora l’anima può espandersi e ricordare dove portano i sogni di sempre.

Sono un intreccio di trame, formano un ritratto d’anima nomade alla ricerca del significato di ciò che giorno e notte hanno lasciato sulla pelle.

Fiorinda è frutto di un fioretto: se la sorella Sandra fosse guarita, sua madre non l’avrebbe abortita, ma la “ferita del non amato” qualche volta si riapre e fa male. Eppure il ricordo di chi l’ha messa al mondo è amore. Fiorinda ama sua madre come si amano gli angeli:

attraverso i respiri e le parole fiorite dal cuore.

Fiorinda soffre, credendo di non essere mai esistita realmente, mentre concentrava il suo sforzo nel mendicare amore per poter tornare visibile agli occhi degli altri.
I pensieri si possono zittire, gli occhi possono piangere. È nel qui e ora che Fiorinda deve imparare, anche se ha un babbo rigido e delle amiche con la puzza sotto il naso. Il suo crescere è faticoso, freddo e solitario. Solo nonna Bita c’era sempre per lei. Mentre, durante l’estate, c’era nonna Fiorinda con i suoi profumi del meridione, il vento e l’intenso sole partenopeo che ridavano il sorriso a tutti quanti. A Scalea, con il caldo secco della Calabria e i taralli alle mandorle, tutto sembrava, per lei, diverso.
Sua madre, donna di grande fede, le ricorda che ogni sfida è sempre a misura della propria forza.

Mi lasciava piangere tutte le lacrime, perché sapeva che solo gli occhi limpidi, finita la tempesta, guardano verso il sole e tornano a sorridere.

Suo padre invece era incapace di comprendere. Fiorinda chiedeva asilo nel suo cuore, mentre la paura costante era troppo intensa per osare a contrastare uno schiaffo. Odio e bisogno di amore, verso un uomo il cui ricordo oggi Fiorinda lo dipinge come un uomo fragile, esposto ai venti, senza
la possibilità di difendersi.

Fin da piccola Florinda aveva la pelle intrisa dell’odore di pizza e la vita costantemente vissuta nella pizzeria di famiglia la portava a desiderare una vita diversa, forse migliore di quella che aveva. Anche gli anni della scuola elementare furono, per lei, un periodo difficile da percorrere: ansia, disagio, paura di essere abbandonata, una maestra dal volto rigido e asciutto che aumentava tutte le tensioni.
Mentre la Florinda bambina comincia a maturare, la sua personalità emerge con i tratti forti e determinati; questi esploderanno in adolescenza: Fiorinda, la ribelle e la disubbidiente.

La verità, tuttavia, era altrove: nelle sue tante idee, nella sua grande forza e nei suoi sogni. Fiorinda non vuole essere semplicemente un modello per compiacere gli altri. Fiorinda voleva solo vivere davvero.

Per ritrovare sé stessa, scappa dai giorni tutti uguali, scegliendo di sposarsi molto giovane, con  Remo.

Insieme a Remo ho incontrato la depressione, l’intensità di notti buie dove si vorrebbe dormire per non risvegliarsi più. Ho visto nascere i nostri figli, ho attraversato ancora una volta la morte di uno di loro, ho bruciato di rabbia…

Un uomo forte, sposato in un giorno d’autunno, in una piccola baita di montagna. Rispetto reciproco e desiderio di crescere insieme. Remo. Uno specchio che mostra costantemente a Fiorinda i suoi punti di forza e di debolezza. Entrambi sono bolle di sapone in un sogno d’amore.

Nel mio destino era scritta la parola “mamma” … è come un canto che mi armonizza il cuore.

Il giorno in cui Fiorinda incontra le immagini tridimensionali di Aurora, davanti a un monitor, non può gioire della bambina che, fino a pochissimo tempo prima, cresceva nel suo grembo. Fiorinda conosce lo strazio di aver perso la sua creatura.

Oggi vorrei frantumare quel buio e gridare al mistero, che ha infranto i sogni. Maledire quell’istante che ha rubato il respiro. Ma alla fine mi accorgo che posso solo accettare l’incomprensibile senso e proseguire il viaggio, portando con me il sorriso di chi ho avuto il privilegio di avere al mio fianco anche solo per un istante.

Il dolore l’allontana dalla realtà e le porta il bisogno di ricercare un luogo sicuro nel quale perdersi e rimanere in solitudine. Quando si soffre è necessario regalarsi forti sensazioni di pace. Scrivere il dolore è curare la ferita.

Fiorinda scrive I fiori di Fiorinda, continuando così a esplorare la vita attraverso la scrittura.

Scrivere è un anelito a cui non posso sottrarmi.

Il suo scrivere è un curiosare dentro l’esistenza e le pagine di diario che prendono vita, sono come una metamorfosi per ritornare a saper vivere, per trovare il proprio impegno nella vita.
Scrivere un diario è come fare un viaggio nella linea temporale: passato, presente e futuro. Una cosa sola: qui e ora.

La missione di Aurora in questa Terra è stata breve e ha squarciato l’esistenza di Fiorinda perché il compito di questa alba era incitare ad aprire la finestra, nelle stanze buie nelle quali Fiorinda stava marcendo, per arrivare oggi grata di tanto amore nonostante… si debba lasciar andare, metabolizzare la perdita di una figlia e di una madre, continuando a vivere in questo incrocio di coordinate.

24 aprile 2017.

Figlia e Madre della Natura, profumo d’universo, attendo il richiamo della notte in un respiro appeso alla paura che si acquieta ai margini dell’Aurora e saluta il sole, suo sposo che l’attende nella luce.

Alla fine, ciò che conta davvero è sapersi ritrovare per tornare a esserci, liberi dalle storie e spasimanti del bello e del buono che ci sono in ogni attimo della vita. Il futuro non ha bisogno di parole, perché ciò che è vero è solo il qui e ora.

Due volte vita racchiude due valori essenziali: la speranza e la consapevolezza.

Ogni parola è un inno a non perdersi durante le tempeste della vita, perché dietro a quelle, il sole non abbandona mai l’orizzonte. Attraverso la consapevolezza, ogni persona può prendere coscienza di chi è e dove deve andare, ma soprattutto quale missione l’aspetti durante il proprio cammino.
Vibrazioni d’anima che confortano durante il viaggio dell’esistenza.

Fiorinda ha deciso di non dare un titolo a ogni suo scritto.

Perché? Perché ogni lettore possa lasciare libere le proprie emozioni di muoversi tra le pagine cercando quelle risonanze che più di ogni altro titolo, possano farlo sentire parte di un’unica storia. Ogni persona ha necessità di intraprendere il proprio viaggio introspettivo, alla fine del quale l’esistenza acquista una visione che va oltre l’apparenza, dove le sfide quotidiane sono opportunità di crescita ed evoluzione.

Tutto è necessario per ritornare invisibile soffio dell’infinito.

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SINOSSI

Il volume, a carattere autobiografico, ha una forte componente motivazionale: un viaggio introspettivo che ha come obiettivo quello di connettere le persone a una visione più ampia della vita, dove le sfide possono diventare occasioni che permettono di dare un taglio differente alla storia personale.

Il racconto è breve ma intenso: considerazioni filosofiche s’intrecciano alla memoria, stralci di ricordi intervallano le pagine di diario, dal carattere più intimo, per cogliere meglio le verità che si nascondono dietro le esperienze e per riportare tutto dentro uno sguardo che sa accogliere e lasciare andare allo stesso tempo.

Titolo: Due volte vita
Autore: Fiorinda Perone
Edizione: Armando Editore, 2020

 

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