Di un’altra voce sarà la paura di Yuleisy Cruz Lezcano
Voce Controcorrente
Recensione di Franca Adelaide Amico
Di un’altra voce sarà la paura: titolo appropriato ad una silloge di versi in cui l’ espressione dell’autrice cerca, attraverso un linguaggio ora semplice e diretto, ora concettoso e razionale, di dare voce al buio interiore per percorrerlo tutto e ritrovare la luce.
Come un viaggio dentro un lungo tunnel che a tratti respira,i versi di Yuleisy Cruz Lezcano hanno spesso un ritmo
lento,dalle lunghe riflessive pause.
Come in Urlo rosso in cui il verso si frantuma e rifrange quasi risacca sulla pedante riflessione chiarificatrice.
“Stamane ho sentito un urlo
rosso parlare da urlo,
ed era sangue di lava
che bruciava,che parlava
come il mondo…”
È una poesia di angosciante ma razionale ricerca, quella della nostra autrice.
Una poesia tuttavia di speranza, a volte lieve nello stile sognante quasi fiabesco.
Dalla paura nasce la speranza e da questa, una volta esorcizzata la paura, sorge il sole sulle nostre vite.
Significativo l’enjambement in Rimembranze:
“Dalle palpebre del vento si aprono
labbra, danno baci amorosi ai riflessi
visuali…”
La poesia è, dunque, un “ritrovare” e nella sospensione sbigottita dell’anima, quasi trasalimento operato dall’enjambement, si giunge a piccole grandi verità:
“…il diviso sole partorisce il giorno,
risorgono vecchie storie dal lume
ardente…”
Il sapiente uso dell’enjambement caratterizza le poesie migliori della silloge Di un’alta voce sarà la paura, in quanto ben rappresentano l’esigenza di rallentare e fermare il passo per procedere in fondo, fino agli abissi per poi, altrettanto lentamente, ritornare alla linearità orizzontale del cammino.
Ricca di belle ed eloquenti immagini fotografiche è anche la presente silloge,immagini che aprono i diversi capitoli
del libro.
In Caleidoscopio,penultima poesia della silloge,si manifesta con limpida cristallina chiarezza il proposito finale, quasi “summa”
di tutta la raccolta.
“Non voglio vedere il mondo
in una foglia che cade
ma voglio vederlo in una foglia
cotiledonare…
…voglio vedere il mondo
attraverso l’amore
tra la rugiada della sera
e la rugiada del mattino.”
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Sinossi
Con Di un’altra voce sarà la paura la poetessa si approccia al mondo straziante della violenza sulle donne.
La silloge apre uno squarcio in un silenzio ancora troppo assordante accompagnandoci nel labirinto oscuro, per alcune vittime senza via d’uscita, di altri vissuti, volendosi fare testimone di tante storie di donne senza voce, di grida soffocate, ogni verso sembra parlarci in prima persona, generato dall’humus tragico di una serie di traumi patiti nel corso della vita fino a perdersi nella primordiale nebulosa dell’infanzia della poetessa […].
Con uno sguardo dolente, pieno di pietas ma anche di rabbia, Yuleisy Cruz Lezcano ci parla di corpi e anime che si sono dovute confrontare con l’assoluto spossessamento di sé, di ogni legame che le univa al mondo, messe all’angolo della vita, abbandonate dagli déi e dagli uomini, derubate da quella possibilità di impensabile svolta, di sogno di cambiamento, che ci sorregge nelle più tremende avversità.
Dalla prefazione di Ivan Crico.







