Veneri deformi di Yasmina Pani
Recensione di Gianna Ferro
Veneri deformi è un saggio di Yasmina Pani edito da Neo. Edizioni per la collana ‘Diversioni’ del 2026

“Quegli anni avrebbero comunque potuto essere belli, perché potevo ancora sperare che sarebbe successo: anzi, doveva succedere per forza, perché ero intelligente e senza dubbio destinata a grandi cose nella vita, quindi il mio corpo si sarebbe sicuramente adeguato. Eppure in qualche modo già sapevo che non era vero.”
Di cosa tratta Veneri deformi?
Yasmina Pani racconta in questo libro, schietta, cruda e diretta senza preamboli, il rapporto che ha sempre avuto, sin da bambina, col proprio corpo. La bellezza come identificazione della vera donna lei non l’ha mai percepita. Perennemente insoddisfatta del suo aspetto fisico, ma col desiderio di essere bella e riconoscibile, inizia una lotta perversa col cibo.
Il suo diventa un vero e proprio rituale: abbuffarsi come per riempire un vuoto esistenziale per poi liberarsi velocemente di quel finto appagamento, purificando il proprio corpo; ma anche controllare il cibo fino a digiunare completamente, percependolo come forma di disciplina fisica e mentale. Convive con questo strano dualismo che cadenza la sua vita.
“In entrambi i casi, comunque, si tratta sempre di un impulso: quando il vuoto non riguarda più soltanto lo stomaco, e non è più soltanto leggerezza e ossa che sporgono, ma diventa vuoto soltanto leggerezza e ossa che sporgono, ma diventa vuoto della mia esistenza, assenza di tutto, assenza di senso, non c’è della mia esistenza, assenza di tutto, assenza di senso, non c’è nessun’altra consolazione se non quel violento atto di riempimento, una barbarie orgiastica, che per quei dieci, venti minuti cancella ogni pensiero, e mi placa.”
L’ossessione per la perfezione estetica la portano a estenuanti diete e faticosi allenamenti, ma solo così può sentirsi viva e gestire il controllo del suo corpo.
E quando l’invidia per l’altrui bellezza femminile fa capolino nella sua mente, scade la sua impercettibile autostima, provocandole sentimenti di inferiorità e odio verso se stessa.
La protagonista si sente come intrappolata in un corpo che non cambierà mai, tra fallimento e insoddisfazione è un continuo ritorno al punto di partenza.
“Io sento che questo corpo, non essendo il mio, è destinato ad andarsene. Quindi, quando immagino i risultati delle mie fatiche alimentari e sportive, io non mi limito a immaginarmi più magra e più tonica: io mi immagino come un’altra persona. So benissimo che non può accadere, ma questo non ha nessuna importanza.”
Perché leggere Veneri deformi?
Una lettura potente quella che ci presenta Yasmina Pani in questa sua prima scrittura. Con parole sincere, lucide e feroci combinate con una fresca autoironia, ci parla di disturbi alimentari esplorando le tematiche dell’identità di genere.
Un viaggio interiore il suo, tra percezioni, emozioni e autocritica, disagio e forza dolorosa che accompagnano la sua esistenza, senza mai scadere nel vittimismo, nell’autocommiserazione, né provocare sentimenti compassionevoli.
È il racconto di un’anima fragile, al tempo stesso ribelle, ma con la scorza dura di chi ha peso e controllo su sé stessa. Yasmina Pani ha avuto il coraggio di dar voce con la sua estrema esperienza personale, senza filtri, con le sue cicatrici e le sue insicurezze, a un tema spigoloso e complesso, ma reale, esplorando in vite parallele.
Sinossi
Il racconto crudo, ma anche ironico, di un’esperienza di disturbo alimentare.
Yasmina Pani ci consegna una confessione dura e sincera, una confessione che parla del suo corpo, delle sue ossessioni, delle sue paure. Nel farlo, tocca anche temi come il lavoro, la letteratura, le relazioni, l’ansia. A differenza della maggior parte delle opere che raccontano una storia simile, questo libro non offre consigli né vuole affidare messaggi di crescita e speranza al lettore: con una lingua precisa e un perfetto equilibrio formale, riporta fedelmente la verità come la vive l’autrice.
In queste pagine troviamo la stessa intelligenza, lo stesso approccio diretto e non allineato, la stessa lucidità che caratterizzano ogni suo lavoro, compresi i progetti divulgativi dei suoi canali YouTube e Instagram.






