La bellezza rimasta di Roberta Zanzonico

Voce alle Donne

Recensione di Emma Fenu

 

la bellezza rimasta

 

La bellezza rimasta è un romanzo scritto da Roberta Zanzonico ed edito da Morellini nel 2022.

Di cosa tratta La bellezza rimasta?

La Signora Chiara ha sett’anni, ma la sua memoria si è fermata dieci anni prima, a causa di una forma di demenza causata dall’abuso di alcol.

A seguito di questa malattia, ogni giorno dimentica quando apprende ore prima o anche minuti prima, tornando a una stasi in cui il cevello, per un meccanismo anomalo, ha iniziato a presentare il problema.

E se fosse una reazione inconscia di difesa, se fermare il tempo fosse più facile che andare avanti?

Preciso che questa è una mia considerazione post lettura, non una riflessione da attribuire alle pagine del testo.

Il Signor Antonio, marito della Signora Chiara, è stato un pescatore e un costruttore di barche. Anche lui da dieci anni è molto cambiato: vive su una poltrona in uno stato depressivo (ma lucido). Non ha mai amato la propria concorte, così remissiva, dolce, insignificante e le ha negato la gioia della maternità: ha trascorso le sue serate fra bordelli e taverne, rincasando sempre più tardi mentre la moglie sprofondava nell’alcolismo.

Potremo pensare a una vicenda di violenza familiare quantomeno psicologica, alla negazione di un abbraccio, di un gesto affettuoso e riconoscente, a tradimenti pubblici e ripetuti verso chi continua ad amare, nella convinzione di valere troppo poco per pretendere di più.

In realtà, anche il Signor Antonio combatte i suoi fantasmi: ama una ragazza che ha perso in gioventù e la amerà per sempre: ha pensato che l’affetto si impara e costruisce in una relazione quotidiana, ma lui si è sempre sentito dove non avrebbe dovuto essere se…

E i personaggi continuano: la Vedova il cui marito è morto durante l’amplesso con una prostituta; il Signor Morbidelli che nasconde un atroce segreto e ha un figlio pazzo che si ha cavato un occhio da solo, pensa di essere Gesù e si battezza nelle latrine; il Parroco tormentato dalla mancata vocazione… e potrei continuare.

Tutti i personaggi vivono nel rimpianto del passato, di scelte che hanno subito o compiuto relagando la felicità nell’immaginifico.

E la Signora Chiara li accoglie in casa e, inconsapevolmente, regala loro, la bellezza rimasta incastrata nella sua memoria e nei suoi occhi blu, due zaffiri in ricordo della ragazza carina che era; chiacchiera con loro come se nessuna delle sofferenze fosse mai avvenuta, e si sa: se qualcosa la dici e decidi di crederci, di fingere di crederci, puoi illuderti.

Una fila di persone ogni giorno conta qualche testa in più: la signora Chiara è quasi una santa. Peccato che il marito sia scomparso, ma nessuno di è accorto, presumono sia a casa, mentre la moglie che sia a pesca, come un tempo. O fra le braccia di un altra.

Ma questo segreto sul signor Antonio si svelerà abbastanza presto.  E avrà un effetto detonatore.

Perchè ormai a voler vivere nel passato e a non procedere verso il fututo è rimasta solo la Signora Chiara perchè non ricorda: altrimenti anche lei cambierebbe, farebbe finalmente le valigie e andrebbe via perchè la bellezza rimasta è la vita autentica che ci resta da percorrere.

 

Perchè leggere La bellezza rimasta?

Perchè è un romanzo di intensa e struggente bellezza in cui l’autrice è talmente brava da farci conoscere i personaggi come in un confessionale, senza renderci giudicanti, perchè lo abbiamo compreso che anche noi possiamo cadere nel baratro del “come sarebbe stato se”.

E abbiamo compreso anche che dietro atti deprecabili, delitti e tentati tali, c’è una follia disperata, dannatamente umana e mostruosa, in cui la luce della ragione e delle regole si spegne nel buio del dolore, della solutidine, dell’incomunicabilità, della finzione.

Non ci sono eroi ne La bellezza rimasta.

Sono tutti vittime e carnefici da non poter nemmeno essere giustificati, ma solo accoglieti perchè, come sosteneva il parroco, quando si inveisce contro gli altri con cattiveria e follia lo si sta facendo verso se stessi.

Verso quello che si è sbagliato, che ingiustamente ci ha addolorato, spento, ucciso.

Ma si può rinascere. C’è un po’ di bellezza rimasta per tutti, non rinunciatevi.
Il ricordo sia un trampolino di lancio verso il domani: non importa quanti giorni saranno, importa sorridere, nell’ultimo istante, quello in cui, tardivamente, si comprende il vero senso della vita.

 

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Sinossi

Chiara è una donna anziana che da ormai dieci anni vive nel passato poiché afflitta da una malattia che non le permette più di formare nuovi ricordi.

Una condizione singolare, con un risvolto inatteso: permette, a chi parla con la signora Chiara, di tornare indietro a un momento nel tempo in cui la vita era sembrata gentile.

La donna non ricorda, per esempio, che Gioacchino, l’unico figlio del signor Morbidelli, è guercio poiché ha perso il senno e in un episodio psicotico si è strappato via un occhio.

Giacché la signora Chiara ignora il presente, continua a chiedere al padre di quel figlio bello di pochi anni prima. Mentre la gente del paese sogghigna alla vista del signor Morbidelli, la donna è l’unica a riservargli la stessa cortesia di una volta.

Sarà così che l’uomo si troverà a cercare la smemorata nella speranza di rivivere attraverso lei i giorni andati. A uno a uno, gli abitanti del paesino si siederanno al tavolo della signora Chiara per ricevere la stessa consolazione: tornare indietro a quando si era (o si pensava di essere) felici.

 

Titolo: La bellezza rimasta
Autore: Roberta Zanzonico
Edizione: Morellini, 2022