IO POSSO

Un’allenatrice di pallavolo in Pakistan e Iran

di Alessandra Campedelli

Voce alle Donne

Recensione di Emma Fenu

 

 

io posso
IO POSSO. Un’allenatrice di pallavolo in Pakistan e Iran è un libro autobiografico di Alessandra Campedelli edito da  Baldini+Castoldi nel 2025.

 

Di cosa tratta IO POSSO. Un’allenatrice di pallavolo in Pakistan e Iran?

 

Questo è il memoir di un’allenatrice di pallavolo che, nella sua carriera, ha allenato anche le nazionali femminili di Iran e Pakistan.
Questo è il memoir di una donna occidentale che si incontra e scontra con una cultura araba e islamica non omogenea paesi per applicazioni di norme che riguardano la vita, il comportamento e il corpo di altre donne, ma con elementi di unione.
Questo è il memoir di una Donna.

E anche se, come me, non avete la passione per la pallavolo non importa. Non solo vi sentirete coinvolti, e molto, nella storia della protagonista e delle atlete con cui interagisce, ma capirete anche il valore dello sport, un linguaggio universale che veicola l’inclusione, lo spirito di gruppo, la promozione dell’uguaglianza, la valorizzazione del sacrificio, l’accettazione della sconfitta.

Ma non è tutto qui.

Questa è una testimonianza di grande valore culturale, sociale e antropologico sulla concezione della donna in paesi arabi diversi, per potere economico, risorse e applicazione delle norme dedotte dal Corano, ma con in comune una “questione femminile” per cui le atlete si allenano con il velo e il corpo coperto, sudando litri di acqua, e non sono educate alla ribellione, alla lamentela, alla concezione della possibilità di scegliere, di poter scegliere come essere.

Attenzione, IO POSSO non è un giudizio che nasce da una presunta superiorità culturale dell’autrice, ma dalla constazione che, se essere donna è difficile in tutto il mondo, in alcuni contesti lo è di più.

Ci sono contesti, infatti, in cui le donne contano meno, non hanno adeguata istruzione, sono ipostimolate, non usufruiscono di un’educazione alla comprensione dell’altro da sè, non si interrogano sul concetto di libertà e, qualora lo facciano, non trovano appoggio nelle altre e nella società intera.

Non vi racconterò le sfide umane e professionali di Alessandra Campedelli, le sue prove di coraggio, le sue difficoltà nel capire e farsi capire in un inglese stentato e attraverso un linguaggio non verbali che erroneamente riteniamo universale.

Non vi racconterò gli allenamenti, i viaggi, gli scambi interculturali, la partecipazione alle Olimpiadi, le decisioni sofferte e controverse, la solitudine che si accompagna all’ipercontrollo o all’invisibilità.

Leggerete quanto vi ho solo accennato con passione, questo ve lo assicuro. Ma vi passo la palla e supero i confini del campo. Vi lascio fra le pagine del libro e vi invito a mettervi in gioco.

 

Perché leggere IO POSSO. Un’allenatrice di pallavolo in Pakistan e Iran?

 

Perchè è un inno sofferto alla libertà, all’inclusività, alla lotta per la giustizia, alla coerenza con i propri principi etici.

Perchè è un inno sofferto alla tutela delle bambine, da cui il processo educativo deve iniziare, quando il loro potenziale può essere valorizzato al massimo in ogni ambito.

Perchè Alessandra Campedelli si definisce “fortunata” perchè lei può e ha potuto scegliere, dire “no”, dissentire, argomentare, decidere.
Tuttavia, neppure l’Italia è un paese per Donne: la carriera di un’allenatrice, e la sua retribuzione, non è uguale a quella di un allenatore. Le stesse atlete italiane preferiscono un allenatore maschio perché più autorevole, come se la femminilità fosse un’imperfezione, una mancanza da colmare. E questo pregiudizio non s limita al mondo dello sport.

No, noi italiane non veniamo uccise se non portiamo il velo e non esiste una polizia morale che controlla i centimetri di pelle scoperta e ci impedisce di toccare solo la mano di un uomo.

Ma se indossiamo una minigonna e rientriamo di sera a casa da sole e ci stuprano, allora “ce la siamo cercata”.

Ma se lasciamo un marito che “ci ama troppo” e “ha un raptus di gelosia”, allora veniamo bruciate, accoltellate decine di volte, fatte a pezzi e chiuse in valigia o bruciate.

Certo, quelle fra virgolette non esprimono un pensiero condiviso, ma le abbiamo lette sui media, che non sono la fonte sacra della verità, ma plasmano la mentalità della società.

Certo, il femminicidio è un reato perseguito e condannato, non legittimato, ma quando sei morta… resti morta. Un’ennesima vittima.

Il libro di Alessandra Campedelli è così intenso e coraggioso che non può non portare a riflessioni ampie, che riguardano tutte e tutti, nella consapevolezza che il nostro IO POSSO è frutto della lotta di altre che ci hanno preceduto, che un diritto non è mai acquisito per sempre, ma va difeso, e che una parità parziale, un “potere” limitato non ci basta. Non ci fermeremo.

 

Link d’acquisto

https://www.baldinicastoldi.it/libri/io-posso-unallenatrice-di-pallavolo-in-pakistan-e-iran/

 

 

Sinossi

Alessandra Campedelli è un’allenatrice di pallavolo femminile.

Dopo alcune esperienze in Italia, subendo molto spesso il maschilismo che tenta ancora di relegare le donne allenatrici e le atlete a un livello inferiore, decide di accettare una proposta che suona più come una sfida: andare in Iran e in Pakistan tra il 2021 e il 2024 e allenare le loro Nazionali femminili di pallavolo.

Questa esperienza la porterà naturalmente a confrontarsi e a scontrarsi con le tante differenze culturali dei due Paesi: le limitazioni imposte alle donne, le difficoltà legate alle norme religiose e sociali, circostanze in cui dovrà dare prova – prima di tutto a sé stessa – di grande resilienza.

Attraverso i tanti incontri con le atlete, le loro famiglie, colleghe ed esponenti politici, attraverso i numerosi viaggi in contesti spesso complicati e in situazioni lavorative complesse, l’autrice si troverà a conoscere nel profondo una realtà molto distante da quella a cui è abituata, osservando, non senza dilemmi, la propria condizione – e quella delle altre attorno a lei – con gli occhi di una donna occidentale.

Quest’esperienza lavorativa rimarcherà il forte valore trasformativo dello sport, la sua capacità di descrivere perfettamente i luoghi e il tempo in cui viene praticato, ma anche quella di incidere e promuovere emancipazione, eguaglianza, diritti. Un caldo e coinvolgente memoir, la forza di una testimonianza vivida e diretta sull’energia positiva scaturita dalla passione e dall’impegno.

 

 

Titolo: IO POSSO. Un’allenatrice di pallavolo in Pakistan e Iran
Autrice: Alessandra Campedelli
Edizione: Baldini+Castoldi, 2025