Donne invisibili di Fabio Montella

Recensione di Antonella Spanò

donne invisibili
Donne invisibili è un saggio di Fabio Montella, edito dalla casa editrice Bibliotheka nel 2026.

 

Di cosa tratta Donne Invisibili?

 

Le donne cui fa riferimento il titolo sono le partigiane che hanno operato nella Bassa modenese dall’armistizio dell’8 settembre 1943 alla Liberazione dal nazifascismo.

L’autore ha voluto portare alla luce e approfondire il ruolo delle donne in un momento storico delicato per il nostro Paese, creando un testo accurato e completo sul tema.

“Agendo clandestinamente, i partigiani avevano bisogno di un’ampia rete di assistenza, che ha basato la sua forza proprio sulla popolazione femminile di ogni età e ceto sociale.

La Resistenza aveva bisogno di ufficiali di collegamento, che avevano un ruolo fondamentale nel mantenere i contatti tra i reparti e coi comandi, nel trasportare messaggi, nel recapitare ordini, nel garantire che le strade fossero libere dal nemico.

Nella Resistenza gli ufficiali che hanno ricoperto questo ruolo erano spesso donne e anche se sono state chiamate staffette – con un termine di derivazione sportiva che ne ha sminuito l’apporto – hanno svolto compiti fondamentali”. 

Fabio Montella fornisce pagine ricche di informazioni, in cui ogni capitolo approfondisce un aspetto specifico sul contributo storico della Resistenza femminile.

Ampio spazio è quindi dedicato alle antifasciste, che prima ancora della nascita del movimento partigiano, si sono opposte con forza al regime, rischiando l’arresto e persino la vita.

Il saggio non si limita soltanto a raccontare fatti e a ridare identità alle “donne invisibili” della Bassa modenese, ma si focalizza anche sul ruolo delle donne nella società e sui cambiamenti epocali che erano in via di realizzazione.

A questo proposito, l’aspetto che più colpisce è la contraddizione intrinseca nelle idee fasciste riguardo alla donna. Seppur relegate al ruolo domestico di accudimento, negli anni Trenta era stato lo stesso regime a contribuire alla nascita del modello della donna “energica, atletica, coraggiosa, pronta a combattere per la patria […] ma una parte di quel popolo guerriero che il fascismo voleva, gli si ritorce contro durante la guerra di Liberazione”.

Altri temi che il saggio mette in evidenza sono l’essenzialità della Resistenza civile, portata avanti con fermezza e discrezione, le motivazioni che hanno condotto le donne ad aderire al movimento partigiano e le violenze fisiche e psicologiche subite.

Quest’ultima questione è particolarmente rilevante anche nella definizione numerica del fenomeno, che è decisamente sottostimato. Molte donne, infatti, non volendo rivivere la violenza, non hanno chiesto un riconoscimento ufficiale come partigiane o non hanno voluto raccontare le loro esperienze.

“La sottovalutazione della presenza armata femminile deriva anche, in larga parte, dalla reticenza delle stesse donne a raccontare la violenza agita (specularmente a quella subita). Durante la guerra, portare armi non significa soltanto avere la possibilità di difendersi più agevolmente o di partecipare ad azioni di fuoco, ma anche rivendicare un atto di estrema trasgressione”.

Perché leggere Donne Invisibili?

 

Donne invisibili è un saggio completo di riferimenti alle fonti documentali e delle biografie delle partigiane della Bassa modenese.

L’esposizione è chiara ed è suddivisa cronologicamente e per argomenti. Lo stile è diretto ed efficace nel rendere la lettura fruibile a tutti, anche a coloro che vogliono approcciarsi ai saggi storici per la prima volta.

Nelle ultime pagine è presente una galleria fotografica che contribuisce a dare un volto a quei nomi che, leggendo queste pagine, sono diventati familiari e continuano a essere un esempio di forza e coraggio anche per le donne contemporanee.

Link d’acquisto

https://www.bibliotheka.it/libro/9791256940660?srsltid=AfmBOoq0LOeMFogYzVZ77jZP2p06iYmBE3n8bU_IldRto3xwx35CDHZm

Sinossi

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, decine di donne della Bassa modenese maturano la decisione di aderire alla lotta contro il nazifascismo, aiutando ebrei a fuggire dalla deportazione, nascondendo soldati alleati in fuga dai campi di concentramento fascisti, proteggendo militari del Regio Esercito sbandati.

È così che inizia il percorso attivo di “ribellione” al regime, che le porterà poi ad aderire alla Resistenza; un percorso che sarà anche un viaggio per liberarsi della concezione fascista di inferiorità e subordinazione della donna.

Almeno 250 donne, insieme a un numero imprecisato di fiancheggiatrici, si impegnano attivamente a fianco dei partigiani. Hanno età e istruzione diverse: sono adolescenti e nonne, braccianti e mondine, ma anche lavoratrici a mezzadria, figlie e sorelle di artigiani, maestre, ostetriche, studentesse, suore. Molte conoscono l’arresto, il carcere, le percosse, le torture. Sette cadono in combattimento, fucilate o uccise per rappresaglia.

La Resistenza al femminile assume una molteplicità di forme: procurare cibo, indumenti, medicine; curare i feriti; tenere i collegamenti tra i gruppi e con i comandi; trasportare e consegnare ordini, messaggi, armi, munizioni, esplosivi; partecipare ad azioni armate.
Si tratta di attività estremamente rischiose, fondamentali nella lotta clandestina, ma rimaste per troppo tempo ai margini del discorso pubblico e delle ricostruzioni storiche.

Titolo: Donne invisibili
Autore: Fabio Montella
Edizione: Bibliotheka, 2026