Maria Cristina Sferra, autrice di Erbario sentimentale
Voce alle Donne
Intervista a cura di Emma Fenu

Maria Cristina Sferra è una scrittrice, poetessa e narratrice, che vive a Milano.
Giornalista professionista dal 1991, lavora per vent’anni nella casa editrice milanese Rusconi Editore (poi Hachette) come art director, responsabile dell’ufficio grafico di Vitality, mensile femminile di salute e bellezza a diffusione nazionale. Durante il suo percorso creativo realizza progetti di grafica editoriale e pubblicitaria e si occupa a lungo di ricerca iconografica.
Appassionata di fotografia, ha partecipato a diverse mostre d’arte e le sue immagini sono pubblicate su libri, riviste e sul web.
Da alcuni anni collabora con Cultura al Femminile, Associazione Culturale e Portale Web.
Autrice indipendente, nel 2014 pubblica il romanzo A mezzogiorno del mondo (una storia d’amore), nel 2016 la silloge poetica Il soffio delle stagioni e la raccolta di racconti L’amore è una sorpresa, nel 2017 la silloge poetica Ombra di luna
Molteplici sue composizioni in prosa e in versi fanno parte di antologie collettive pubblicate da editori vari. Nella realizzazione dell’antologia collettiva Mille voci contro la violenza, La strada per Babilonia 2018, a cui ha partecipato con un racconto, ha anche coadiuvato la curatrice nell’editing e revisione dei testi.
Dell’antologia collettiva di racconti e poesie Storie sbagliate, Golem Edizioni 2020, a cui ha partecipato con diverse poesie, è anche co-curatrice e firma il progetto di copertina.
E ora sapete di più di Maria Cristina Sferra, se in precedenza non avevate avuto modo di leggere la sua biografia, qui riportata in sintesi.
Ma sono sicura che la sua eleganza nei modi e nei moti dell’animo, la sua sensibilità mai stucchevole, la sua eleganza che non compromette la sincera consapevolezza… tutte queste caratteristiche le conoscevate. Le sentivate dentro.
Vi è bastata una sua poesia.
Oggi parliamo insieme della sua ultima e meritevole silloge edita nel 2025, Erbario sentimentale, ma abbracciamo con un pugno di parole l’essenza della vita, aprendo le dita e facendo scorrere le parole, come carezze nel vento.
Benvenuta, cara Maria Cristina, nel nostro luogo di incontro e scambio. Da vere amiche.
Cosa c’è prima di questa tua meravigliose silloge, Erbario Sentimentale? Quali emozioni hai vissuto, come ti sei evoluta?
Carissima Emma, generosa fata madrina, innanzitutto desidero ringraziarti di cuore per aver letto la mia ultima silloge di poesie e per l’accoglienza che mi riservi nell’amato salotto di Cultura al Femminile.
Prima di questa raccolta esisteva dentro di me un fervente universo di progetti da realizzare, non senza sforzi, ma con tanto sano entusiasmo e un innato quanto incrollabile ottimismo.
Erbario sentimentale arriva dopo un lungo periodo di difficoltà, durante il quale la mia vita è stata stravolta e ho dovuto interrompere ogni attività e restare per lungo tempo lontano da tutto e da tutti.
Certe sfide possono devastare, ma io non voglio cedere, non posso abbandonare il mio sogno, non voglio smarrire il mio daimon.
Ho vissuto gli ultimi anni accompagnata da molti problemi e altrettante paure, ma cercando comunque di gioire delle piccole, grandi cose che ho.
Erbario sentimentale è una silloge profondamente desiderata, quasi un sigillo sacro posto sulle umanissime emozioni che vi sono raccolte.
Affidarsi è sempre un pericolo, ma è anche l’unico modo di amare se stessi, gli altri e la vita. Hai fede? Credi in un disegno più ampio?
Affidarsi è una scelta.
A volte ci accolgono mani amorevoli, altre volte mani esperte, altre ancora l’accoglienza è una questione di anime che si trovano, si riconoscono, si scelgono.
A volte il nostro istinto primordiale ci dice di affidarci, altre no. Non è facile decidere quando e a chi mettere in mano la nostra vita. Non basta valutare pro e contro in modo oggettivo e distaccato, è necessario sentire che cosa ci muove nel profondo e seguirne le indicazioni.
Io credo in un disegno più ampio al quale non so dare un nome preciso né altre connotazioni particolari. Ho la fede semplice di chi ogni singolo giorno ringrazia per la vita ricevuta in dono ancora e ancora, nonostante tutto.
Qual è il confine fra malinconia e tristezza, fra consapevolezza e speranza, fra bellezza e vanitas?
Una velata malinconia mi appartiene da sempre, disconosco invece la tristezza.
La speranza mi è stata donata alla nascita, la consapevolezza l’ho invece appresa camminando sul sentiero dell’esistenza.
Non mi stanco di ricercare la bellezza insita in ogni minimo dettaglio del creato, anche quando la morte la corteggia da vicino.
Forse ogni confine è soltanto un limite interiore che talvolta, senza reale intenzione, travalichiamo.
Cosa è per sempre? Qual è il potere della parola?
Per sempre è un desiderio, è una visione, è l’energia che cambia forma, è l’impronta dell’anima, è l’amore incondizionato. Per sempre sono le emozioni e i sentimenti.
Le parole hanno il potere di rendere manifesto tutto ciò che è immateriale, hanno la forza di generare realtà da ciò che è invisibile.
Le parole attingono al pensiero e creano mondi altri che si possono esplorare, conoscere, fare propri. Oppure mondi da lasciare dopo di noi.
Chiudiamo il cerchio: cosa c’è dopo Erbario Sentimentale? Una nuova Maria Cristina Sferra e un nuovo progetto in divenire?
Dopo Erbario sentimentale c’è di sicuro un momento di silenzio prolungato e necessario.
La nuova Cristina, di certo invecchiata e affaticata e lenta, vorrebbe poi raccogliere anni e anni di scritture in forme diverse per farle uscire dalla scatola a fiori blu dove riposano da troppo tempo.
Si tratta solo del barlume di un progetto, una luce minuscola appena accesa, ma si tratta anche del filo rosso della speranza che mi lega con tenacia all’idea di un nuovo futuro possibile.
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Sinossi
Erbario sentimentale è una silloge poetica di composizioni brevi in cui sono raccolti e conservati – quasi fossero fiori e foglie dell’albero della vita – ricordi, emozioni, visioni, piccole cose di tutti i giorni, preziosi dettagli minimi, perché non sbiadiscano e restino impressi tra le pagine a futura memoria, proprio come senza limiti di tempo in un erbario restano intatte nella loro splendida fragilità le diverse parti delle piante.






