Gli anni di Annie Ernaux

Voce all’Altrove

recensione di Cynthia Collu

gli anni

 

Gli anni è un romanzo di Annie Ernaux edito da L’orma nel 2015.
Esergo.
Credo che l’anima di questo bel romanzo sia nel seguente brano di Cechov.
“Sì. Dimenticheranno. E’ il nostro destino, non ci si può fare nulla.
Ciò che a noi sembra serio, significativo, molto importante, col passar del tempo sarà dimenticato o sembrerà irrilevante.
Ed è curioso che noi oggi non possiamo assolutamente sapere che cosa domani sarà ritenuto sublime, importante e che cosa meschino, ridicolo […]
E la nostra vita, che oggi viviamo con tanta naturalezza, col tempo apparirà strana e scomoda, priva di intelligenza, non sufficientemente pura, forse addirittura immorale.”
_ Anton Cechov _ Le tre sorelle

Di cosa tratta Gli anni?

Leggendo questo romanzo, uno strano miscuglio di noia e di profonda emozione.

Il fascino discreto della noia.

Quello che alla fine rimane dalla lettura di questo libro, Gli anni, che vuole essere un’autobiografia che si annulla, e allo stesso tempo si identifica, nella Storia.
La Storia che rimane nei libri ma anche quella quotidiana e banale, con i suoi dettagli minuziosi su cosa si mangiava, vedeva, cantava, ecc., quello che alla fine rimane, dicevo, per chi quegli anni un po’ se li ricorda, anche se è nato più tardi, è l’identica ansia.
Ansia di non voler sparire, un domani ma anche oggi, nei ricordi di quelli che ora sono vivi e di quelli che devono ancora nascere ma che faranno in tempo a far parte della nostra vita.
Il cardine e il fascino del romanzo per me sta qui, inutile cercarlo altrove.
Ci sono momenti di pura noia dovuti alla ripetitività di seppur diversi particolari del “come eravamo” durante il trascorrere di quei 56 anni, ma poi arriva una frase, un’annotazione, un pensiero, e ci riempiamo di meraviglia.
L’autrice usa un noi e un loro collettivo, evocativo, che le permette di prendere le distanze da se stessa tranne poi, nelle bellissime descrizioni delle sue fotografie scattate man mano che cresce, esserci in pieno, lei, proprio lei, che muta corpo, espressione, vestiti, sogni, futuro.
Mancanza di un proprio futuro, racconta questo libro, e l’intento dell’autrice, di non sparire, viene ben proclamato nella parte finale del libro
“Quello che conta per lei [l’autrice] è afferrare la durata che costituisce il suo passaggio sulla terra in una determinata epoca, il tempo che l’ha attraversata, il mondo che ha registrato in sé semplicemente vivendo.”

Perché leggere Gli anni?

Non saprei se consigliarlo, a molti ha annoiato. A me, personalmente, ha provocato empatia, e molta tristezza, anche.
Link d’acquisto

https://www.ibs.it/anni-libro-annie-ernaux/e/9788898038169

Sinossi

Come accade che il tempo che abbiamo vissuto diviene la nostra vita?
È questo il nodo affrontato da Gli anni, romanzo autobiografico e al contempo cronaca collettiva del nostro mondo dal dopoguerra a oggi, nodo sciolto in un canto indissolubile attraverso la fusione della voce individuale con il coro della Storia.
Annie Ernaux convoca la Liberazione, l’Algeria, la maternità, de Gaulle, il ’68, l’emancipazione femminile, Mitterrand; e ancora l’avanzata della merce, le tentazioni del conformismo, l’avvento di internet, l’undici settembre, la riscoperta del desiderio.

Scandita dalla descrizione di fotografie e pranzi dei giorni di festa, questa “autobiografia impersonale” immerge anche la nostra esistenza nel flusso di un’inedita pratica della memoria che, spronata da una lingua tersa e affilatissima, riesce nel prodigio di “salvare” la storia di generazioni coniugando vita e morte nella luce abbagliante della bellezza del mondo.

 

Titolo: Gli anni
Autore: Annie Ernaux
Edizione: L’orma, 2015