Dove sei, mondo bello di Sally Rooney
Voce alla Carta
Recensione di Cristina Casillo
Dove sei, mondo bello è un romanzo di Sally Rooney edito Einaudi nel 2022.
Di cosa tratta Dove sei, mondo bello?
Alla domanda : “Di cosa parlano i tuoi libri?” L’autrice risponde così. “Oh, non so. Delle persone”.
A questo proposito afferma che le relazioni umane, nella loro ridicola insignificanza, sono la ragione per cui siamo vivi. Sally Rooney si rivolge ai coetanei, quindi ai trentenni che si trovano a vivere e a condividere un periodo storico pieno di perplessità proprio nel momento in cui dovrebbero fare scelte importanti legate al futuro.
Non ho potuto fare a meno di notare quanto ci fosse nei rapporti, dei personaggi dell’autrice, della liquidità del mondo descritto da Zygmunt Bauman. La fluidità si percepisce in ogni singola pagina e il dialogo senza punteggiatura contribuisce ad amplificarne la sensazione.
Alice, Eileen, Simon e Felix, sono coetanei e si confrontano sui più svariati aspetti della vita: la famiglia e i rapporti da gestire nonostante le incomprensioni e le diversità.
L’arte, la religione , i cambiamenti climatici e tutto ciò che sembra aver perso purezza e bellezza, sono temi trattati con profondità analisi e consapevolezza per un mondo che sta sempre più mutando.
I punti fermi sui quali hanno potuto contare i loro genitori non esistono più.
I protagonisti di Dove sei, mondo bello si sentono coinvolti in una liquidità che si manifesta nei rapporti interpersonali ma che spesso porta alla nostalgia di quel bello che sembra non esistere più.
“La mia teoria è che gli esseri umani hanno perso l’istinto del bello nel 1976, quando la plastica è diventata il materiale più diffuso…So che abbiamo buone ragioni di
diffidare della nostalgia estetica, ma resta il fatto che prima degli anni settanta la gente portava vestiti durevoli di lana e cotone, conservava le bibite in bottiglie di
vetro, avvolgeva i prodotti alimentari nella carta e arredava la casa con solidi mobili di legno.Oggi gli oggetti nel nostro orizzonte visivo sono perlopiù fatti di plastica, la sostanza più brutta sulla faccia della terra, un materiale che, se sottoposto a tintura, il colore non lo assume ma lo essuda, e in un modo d’incomparabile bruttezza”.
Alice, scrittrice di romanzi ed Eileen che collabora con una rivista letteraria, si scambiano e – mail nelle quali le riflessioni trovano grande spazio senza sfociare mai
in elucubrazioni mentali.
Si confrontano sull’editoria e i mutamenti che avverranno in seguito alla pandemia:
“Ecco che nel mezzo di tutto, con il mondo messo com’è, l’umanità sull’orlo dell’estinzione, io mi ritrovo qui a scriverti un’altra mail a proposito di sesso e amicizia. C’è altro per cui valga la pena vivere?”
Trovo sia interessante interpretare il ruolo che ha voluto dare l’autrice a questo nuovo e tecnologico scambio epistolare.
La mancanza di tempo, la vita frenetica o semplicemente la difficoltà nel dialogare, causata dalle innumerevoli distrazioni ,porta a un confronto nel quale prima di poter formulare una risposta, è necessario aver letto tutto dei concetti espressi dell’altro, cosa che solitamente non avviene dal vivo.
“Qual è la relazione tra lo scrittore famoso e i suoi famosi libri? Se mi comportassi male o fossi una persona sgradevole e parlassi con un accento fastidioso, il che sospetto sia il mio caso, avrebbe forse qualcosa a che vedere con i miei romanzi?
Certo che no. Il lavoro sarebbe lo stesso, nessuna differenza. E cosa ci guadagnano i libri a essere associati a me, alla mia faccia, alle mie fisse, in tutta la loro sconfortante specificità? Niente.Tutto questo mi deprime … soddisfa soltanto le curiosità più volgari e pruriginose, e serve a organizzare il discorso letterario interamente attorno alla dispotica figura dell’”autore”, il cui stile di vita e le cui idiosincrasie vanno necessariamente e per nessuna ragione esaminate fin nei più clamorosi dettagli”.
Una considerazione della scrittrice Alice che si insinua come un tarlo nelle menti di autori e aspiranti.
Perché leggere Dove sei, mondo bello?
Dove sei, mondo bello ha trama e ritmo che sembrano trascurate e oscurate dalle riflessioni fino a perdere di consistenza o dare quella sensazione. Se si predilige l’aspetto interiore dei protagonisti, riflettere per viaggiare mentalmente e in profondità sugli aspetti umani legati ai mutamenti attuali, leggetelo.
Se preferite l’evasione e la contemplazione del bello, quel bello che faceva da cornice alle nostri estati e non volerne sbiadire i contorni con preoccupazioni, scegliete altro.
Link d’acquisto
Sinossi
In un bar di un paesino irlandese sulle coste dell’Atlantico una giovane donna aspetta un uomo che ancora non conosce. Lei si chiama Alice e di mestiere scrive romanzi.
“E ci fai dei soldi, giusto?” le chiede lui, il suo Tinder date, poco più tardi.
Si chiama Felix e con la letteratura non ha niente a che fare; per vivere sposta merci in un magazzino gelido. Il loro primo incontro è un completo flop, eppure Alice, reduce da un crollo psicologico, lo invita ad accompagnarla nel suo prossimo tour promozionale a Roma.
Dei soldi Felix non dovrà preoccuparsi, ci penserà lei, con i proventi di un lavoro che giudica “moralmente politicamente inutile”, il solo che voglia fare.
Frattanto a Dublino la sua amica Eileen, come lei ventinovenne, per pochi spiccioli sistema la punteggiatura di articoli non suoi per una rivista letteraria su cui un tempo ha pubblicato un unico pezzo degno di nota, e per il resto scorre le pagine social dell’uomo che l’ha lasciata e cerca di rimettere insieme i cocci di ambizioni e
speranze dimezzate mentre, ai margini del suo scontento, Simon, un consulente politico bellissimo e cristianamente promiscuo, chiede di essere guardato.
Con Alice Eileen condivide la sensazione che “ci troviamo nell’ultima stanza illuminata prima delle tenebre, testimoni di qualcosa”.
Le vivide mail che le due donne si scambiano affrontano i temi della contemporaneità minacciata, dal contrasto fra la società dei consumi e la miseria della moltitudine al crollo della civiltà nella tarda Età del bronzo, dalla perdita del senso del bello con l’avvento della plastica agli effetti corrosivi della fama sulla cultura. Ma, mescolato all’armamentario pubblico dell’impianto intellettuale, millennial, si fa strada proditoriamente, quasi felicemente, l’urgenza del privato desiderio.
“Eco che nel bel mezzo di tutto, con il mondo messo com’è, l’umanità sull’orlo dell’estinzione, io mi ritrovo a scriverti un’altra mail a proposito di sesso e amicizia. C’è altro per cui valga la pena vivere?”
domanda Alice.
Ci sono i corpi, in questa dimensione, ci sono il dissacrante, anti-clichè Felix, e l’accogliente, inarrivabile Simon, c’è perfino l’illusione di una comunione vivifica che sappia sciogliere solipsismi.
“E di cosa parlano, i tuoi libri?” vuole sapere Felix da Alice al loro primo incontro.
“Oh, non so, disse lei. Delle persone”.







