La ladra di parole di Abi Daré
Voce alle Donne
Recensione di Emma Fenu

La ladra di parole è un romanzo di Abi Daré edito da Nord nel 2021.
Di cosa tratta La ladra di parole?
Anni 2014 – 2015.
Adunni ha 14 anni e vive in un paesino della Nigeria. Dopo la morte prematura della amata mamma, deve occuparsi del padre alcolizzato e dei fratelli, in particolar modo del più piccolo.
La situazione familiare è economicamente disastrosa: nonostante le sue suppliche, la fanciulla sarà offerta (venduta) a un vecchio con già due mogli e quattro figlie.
Immolata come sposa bambina e strappata all’infanzia, Adunni prova ribrezzo per il consorte e non ha alcuna preparazione al mondo delle donne, vita sessuale inclusa.
Per lei l’amplesso è una violenza e teme di restare incinta, perchè tutto ciò la allontana dal suo desiderio di imparare, leggere libri, studiare e diventare maestra.
Ben diverso dal sogno, si profila il suo destino: schiava di un uomo e vittima delle ingiurie della prima moglie.
Tuttavia, con la seconda sposa, poco più grande di Adunni ma già quasi al termine della quarta gravidanza, la ragazza instaura un rapporto di affetto e sorellanza che avrà un esito terribile, a cui non c’è alternativa che la fuga, pur essendo innocente, più lontano possibile.
Il più lontano possibile per quella fetta di mondo è Lagos, la capitale rumorosa, trafficata, moderna e dalle mille contraddizioni, dove Adunni verrà assunta come domestica presso un’arricchita, Big Madam, che ha un negozio prestigioso di tessuti.
Prenderà il posto di una ragazza che è scappata in circostanze mistoriose, Rachele. Ne prenderà proprio tutto: la camera, l’uniforme troppo grande e le scarpe di un numero sbagliato.
Che fine ha fatto Rachele?
Dato che il compenso non le verrà mai recapitato, che lavorerà dall’alba al tramonto, pur essendo minorenne, e che verrà ogni giorno picchiata e insultata dalla proprietaria della casa, Adunni non è certo una domestica, ma una schiava bambina.
E la presenza del marito di Big Madam, Big Daddy, complicherà le vicende, mettendo la fanciulla a rischio di stupro, di gravidanza indesiderata e di abbandono in una Lagos che non ha mai visto, dove forse solo la prostituzione può salvarla dalla morte, essendo lei priva di ogni sostentamento.
Che fine ha fatto Rachele?
Una serie di circostanze favorevoli la salveranno dall’inferno grazie alla sua intelligenza vivace, al suo spirito forte, alla sua tenacia, alla sua ingenuità, alla sua bontà, al suo credere all’obiettivo primario: avere voce.
La voce di una donna, Adunni, che possa studiare e aiutare le altre bambine nei piccoli paesi e nella città, resistutuendo loro la dignità di essere persone libere, capaci di conoscere la storia della propria di Nazione, di lottare per i diritti umani e di farlo legittimate, senza essere ladre di parole, lavori e opinioni che spettano agli uomini, ai ricchi e ai bianchi.
Perchè leggere La ladra di parole?
La ladra di parole è un romanzo di grande impatto che racconta le vessazioni terribili di una ragazzina che riesce ad avere un’opportunità, una fra numero esiguo rispetto a quelle che in mille modi soccombono in una Nigeria ricca di contraddizioni.
Una Nazione ricca ma corrotta; dove si spreca lo champagne ma si riduce a uno solo il frugale pasto dei domestici; dove ci sono attrici e modelle che sorridono, bellissime, su riviste patrinate, mentre altre sono stuprate a tredici anni; dove ci sono case con la tv con schermo piatto, spreco di superfici dorate e catapecchie senza serivizi igienici, con un letto per famiglia, che spetta all’uomo di casa; dove alcuni vanno a studiare all’estero e possiedono il cellulare di ultimo modello e altri anelano a una radiolina scassata.
“Perchè le donne devono sempre soffrire di più?”
Piccola Adunni, le donne soffrono sempre di più. Se è dura per tutti essere poveri, vittime di uno stato abusante, di processi sommari, di una formazione scolastica quasi inesistente e di uno sfruttamento continuo, per le donne è sempre peggio.
Devono lasciare le proprie case, dare figli maschi, compiacere il marito o il padrone, essere molestate e picchiate, morire di parto, avere possibilità ancora più limitata di avere istruzione e voce.
E voce alle donne sia, dunque. E finalmente.
Una considerazione finale sulla scelta stilistica della versione originale, ovvero l’inglese Broken, quello parlato con errori sintaticci e grammaticali da persono quasi analfabete non di madre lingua.
La traduzione in italiano rende benissimo gli anacoluti, la mancanza di consecutio temporum, il lessico bizzarro, le contaminazioni con il dialetto e la mancata conoscenza delle espressioni idiomatiche (quest’ultima fondamentale per rendere buffi alcuni dialoghi.).
Un lavoro linguistico che ho molto apprezzato perché mi ha permesso di calarmi nel contesto sociale e linguistico. e, verso la fine del libro, di assistere ai progressi della protagonista che, dalla correzione, matura fino l’autocorrezione, e intuire che, se in un solo anno ha imparato tanto, andrà avanti nella comunicazione e nella conoscenza.
O quantomeno lo spero, perchè te lo meriti, piccola e onesta ladra di parole.
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Sinossi
A Ikati, un villaggio nel cuore della Nigeria, il destino delle donne è segnato: passano l’infanzia a occuparsi della casa e dei fratelli più piccoli, vanno a scuola solo per imparare a leggere e scrivere e poi vengono date in moglie al miglior offerente.
Ma la quattordicenne Adunni è diversa: ama studiare, scoprire parole nuove per dar voce ai propri pensieri, per capire il mondo, per immaginare un altro futuro.
E sogna di diventare maestra, di spiegare alle bambine come, grazie all’istruzione, possano liberarsi della miseria, guardare lontano, cercare la loro strada.
Un sogno che però sembra infrangersi la mattina in cui il padre le annuncia di averla promessa a Morufu, un uomo molto più vecchio di lei e con già altre due mogli.
Adunni sa che la sua famiglia ha un disperato bisogno dei soldi di Morufu, eppure non si arrende, nemmeno dopo aver compiuto il suo dovere di figlia, nemmeno dopo che una tragedia la obbligherà a scappare a Lagos, dove diventerà la serva di una donna prepotente e crudele.
Anche nell’ora più buia, Adunni saprà trovare parole di coraggio e di speranza, parole che le daranno la forza di trasformare il suo sogno in realtà…






