La buona educazione – di Alice Bignardi
Voce alle Donne
recensione di Emma Fenu
La buona educazione è un romanzo di Alice Bignardi edito da E/ O nel 2022.

Di cosa tratta La buona educazione?
Antonella ha tre figli ma è nella primogenita, Lisa, che riversa obiettivi, aspirazioni e frustazioni.
Fin da bambina le impone una dieta a basso contenuto calorico, la definisce “grassa” a 7 anni, fa scene plateali perfino quando va in bagno ogni tre giorni per via della stitichezza.
L’obiettivo di Antonella è di impartire a Lisa una buona educazione che consiste nell’essere femminili, eleganti, magre, studiose, capaci di conversare e di dimostrare felicità, reprimendo tristezza, rabbia e insoddisfazione.
Pur amandosi, le due donne, e scrivo donne perchè Lisa cresce e il rapporto con la madre si evolve o meglio involve, litigano furiosamente e restano ferme su questioni di principio: mentre una cerca di imporsi, l’altra fa l’esatto opposto di ciò che le viene chiesto.
Parlano, litigano, Antonella arriva perfino a picchiare la figlia, ma la loro comunicazione è artificiosa: non esprimono affetto, fragilità, comprensione. Quando la madre si ammala di tumore il codice alterato e inautentico resta: Lisa fugge fisicamente e metaforicamente, negando la realtà.
Solo nel momento finale entrambe comprenderanno di essersi amate nel modo sbagliato, ferendosi.
Perchè leggere La buona educazione?
La buona educazione è un romanzo breve e tagliente, fatto di sangue, vomito, feci e incubi.
Il rapporto fra madre e figlia è spesso conflittuale sia per questioni generazionali che psicologiche e gli altri membri della famiglia non riescono ad avere un ruolo diverso da quello di semplici spettatori: nel racconto le dinamiche patologiche di un amore negato non sono edulcorate e nemmeno sottoposte a giudizio: semplicemente “sono”. E non vengono nascoste.
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Sinossi
“Quanto può cambiare una persona da una stanza all’altra della casa?”, si chiede la ragazza protagonista di questo romanzo, osservando incredula i cambiamenti continui di sua madre.
Sua madre era una persona dalla faccia strana ma bella ed era una madre diversa con sua sorella, un’altra ancora con suo fratello e decisamente una moglie diversissima con suo padre.
Una buona educazione è quella che Antonella ha sempre cercato di trasmettere a sua figlia Lisa. La meticolosità, la precisione e l’approfondimento di quelle lezioni è cosa indescrivibile. Così, da quando Lisa ha più o meno sei anni è costretta a trasformarsi in una spugna per assorbire la cascata di insegnamenti con cui la madre la travolge e la soffoca ogni giorno.
La loro relazione non si evolve mai, finché Antonella non si ammala.
Di lei e sua madre insieme Lisa ricorda vividamente soltanto il momento più triste della sua vita, vagamente tutto il resto. Un garbuglio di ciò che è accaduto e avrebbe voluto accadesse.







