La figlia unica – di Guadalupe Nettel
recensione di Emma Fenu
La figlia unica è un romanzo di Guadalupe Nettel edito da La Nuova Frontiera nel 2020.
Laura non vuole figli e, in questa storia raccontata con coraggio e onestà, non incontrerà il principe azzurro, cambierà idea e partorirà tre bambini biondi.
Deciderà di farsi legare le tube e non avrà rimorsi. Mai.
Ma sarà madre e sarà figlia oltre i vincoli di sangue, impararerà dai bambini e loro accoglieranno le sue cure.
Facciamo un passo indietro.
Laura e Alina sono amiche da tempo, da ragazze non hanno progetti familiari.
Dopo la soglia dei trent’anni, Alina sentirà un forte desiderio di maternità, ma, pur ricorrendo alla procreazione medicalmente assistita e non avendo una diagnosi di infertilità, non riuscirà a realizzare il suo sogno.
Cambio di carte.
Alina è incinta naturalmente, in modo inaspettato, e coinvolge nella sua gioia l’amica Laura.
Cambio di carte.
La bambina nel ventre di Alina, già chiamata Inès, ha una grave malformazione al cervello: i medici non danno alcuna speranza di sopravvivenza dopo il parto e consigliano alla coppia di rivolgersi a un tanatologo.
Alina inscatola i vestitini della figlia, smonta la culla e acquista una tomba.
Cambio di carte.
Nel frattempo Doris, vicina di casa di Laura, affronta una depressione terribile trascurando il suo bambino, divenuto molto violento per i gli abusi subiti a causa del del padre, morto di incidente.
Cambio di carte.
Non proseguo nel raccontare la vicenda; La figlia unica ci insegna che la vita è un destino in evoluzione, un libero arbitrio ai domiciliari, un treno dalla destinazione errata, un aereo che non decolla, un tappeto che vola.
Insomma, la vita è la vita, e non la puoi prevedere e comandare, puoi lasciarti travolgere o rialzarti, puoi piangerti addosso o rinconciliarti con la tua imperfezione, che è la stessa di tua madre, delle tue sorelle, delle tue amiche.
E puoi capire che la maternità non è solo donare la vita. Che la maternità è complessa, contraddittoria, oscura, inspiegabile, irrazionale, istintiva. Meravigliosa.
E che se due piccioni possono covare, nutrire e istruire al volo un cuculo, per quella che è scientificamente definita cova parassitaria, e se in passato i bambini sono stati allattati, nutriti, coccolati, e accuditi da donne che non li avevano partoriti, allora oggi, in barba, allo stereotipo della super mamma, possiamo accettare limiti di resistenza e illimitato amore.
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Sinossi
Laura e Alina si sono conosciute a Parigi quando avevano vent’anni. Ora sono tornate in Messico.
Laura ha affittato un piccolo appartamento e sta finendo la tesi di dottorato mentre Alina ha incontrato Aurelio ed è rimasta incinta.
Tutto sembra andare per il meglio fino a quando un’ecografia rivela che la bambina ha una malformazione e probabilmente non sopravvivrà al parto. Inizia così per Alina e Aurelio un doloroso e inatteso processo di accettazione.
Non sanno ancora che quella bambina riserva loro delle sorprese. È Laura a narrarci i dilemmi della coppia, mentre anche lei riflette sulle incomprensibili logiche dell’amore e sulle strategie che inventiamo per superare le delusioni.
E infine c’è Doris, vicina di casa di Laura, madre sola di un figlio adorabile ma impossibile da gestire.
Scritto con una semplicità solo apparente, La figlia unica è la storia di tre donne e dei legami d’amore e d’amicizia che intessono mentre si confrontano con le differenti forme che la famiglia può assumere al giorno d’oggi.







