Fato e furia di Laura Groff

Voce all’Altrove

recensione di Cynthia Collu

fato e furia
Fato e furia è un romanzo di Laura Groff edito da Bompiani nel 2018.

Di cosa tratta Fato e furia?

La verità, vi prego, su questo libro.
Sono stata a lungo indecisa se classificarlo come capolavoro, oppure etichettarlo con la frase di fantozziana memoria.
È la storia di una coppia, di un matrimonio e alla fin fine di un amore.
I protagonisti sono Mathilde e Lotto. Belli in maniera stratosferica, appena si vedono vengono colpiti sulla strada di Damasco. Colpo di fulmine. Si innamorano e celebrano la cosa facendo sesso (sesso che si protrarrà per tutto il resto del romanzo, beati loro).
È diviso in due parti.
Nella prima viene seguito il punto di vista di Lotto, (le sue emozioni, la sua storia personale, ecc.) Nella seconda – la più interessante – l’attenzione si sposta sulla moglie: ed ecco la brava mogliettina Mathilde che si rivela ben diversa dalla donna tranquilla, servizievole, sempre pronta a fare un passo indietro per aiutare il marito nella sua carriera. Mathilde è la Furia, pronta a fare strage di chi le sbarra il passo, (a lei come al marito). Questa, in parole povere, la storia.
Il che non significa granché: ogni storia – anche la più banale – diventa interessante a seconda di come la si racconta.
Purtroppo a mio parere la Groff fa un gran pot-pourri di tanti elementi, a cominciare dalle situazioni, che apre e chiude a suo piacimento: nel giro di poche righe si passa spesso, se non sempre, da una situazione all’altra senza nessuna transizione temporale, il che confonde il lettore e, alla fine, rischia (eufemismo) di sfiancarlo.
Un romanzo stancante, dicevo. Il cambio del punto di vista è talmente continuo da mandare il lettore sul pallone. Ma come – si chiede il meschino – sta parlando lui/ lei e ora questo chi è?
Un esempio qualsiasi:
  • “Per Natale, Sallie portò lui e Rachel a Montreal. Niente mami disse? (quindi è Sallie che parla, pensa il povero lettore), ma poi, ecco la sorpresa! [..] disse, cercando di non mostrare che era ferito”. (Ohibò, a parlare non era Sallie, ma Lotto!).
Un esempio minimo, ma tutto il romanzo è più o meno così.
Ma. Ci sta.

La storia potrebbe di Fato e furia essere più che interessante. Purtroppo si mette in mezzo la struttura narrativa, i continui faticosi, snervanti salti temporali a cui la Groff attinge a mani piene e che alla fine rischiano di mettere nella testa – del pur sempre meschino lettore – una gran confusione.

Ho avuto l’impressione che l’autrice abbia ritagliato i vari capitoli (sempre piuttosto corti) e poi li abbia mescolati e sparsi sulla carta a caso. Se si prova a rimescolarli, non cambia niente, la confusione è sempre la stessa.
La scrittura è sgranocchiata: briciole che cadono sulle righe e che il lettore deve sforzarsi spesso a ricomporre. Una faticaccia.
Vi allego un commento trovato su anobii:
“la scrittura guarda-come-sono-creativa di lauren groff (metafore audaci e una sequela di giustapposizioni tipo impressionismo, o scontrino della tintoria) si piazza in posizione intermedia tra il dentifricio schiacciato a metà e la tavoletta non abbassata. e crescenti insofferenze caratteriali: lui, lancillotto detto lotto, pare una versione più stupida, ricca e alta dello svedese di pastorale americana (molto, più alta, groff lo rimarca appena può, a beneficio dei duri di comprendonio). e mathilde nonostante lo spoilerato, intuibile, doppio fondo è troppo di tutto: bionda e servizievole prima, spregiudicata e double-face dopo.”

Perché leggere Fato e furia?

Ecco.
Devo però dire, a favore di Fato e furia, che alcuni brani sono di un’incisività straordinaria; i personaggi, seppur nella loro frammentaria e frammentata narrazione, difficilmente dimenticabili; alcune situazioni descritte in maniera magistrale (non dimenticherò mai l’episodio dei piedi dell’impiccato né del musicista Leo).
Basta questo per far di un romanzo un capolavoro?
Non saprei. A voi la risposta.
Lo consiglio? Sì, ma solo a chi ha pazienza da vendere. Buona lettura.
p.s.

Mi è capitato di rileggerlo non una, ma due volte. È stato come se il cielo si squarciasse facendomi capire il rumore delle stelle

 E sì, è un capolavoro.

 

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Sinossi

Per alcuni la vita è un sogno. Lotto e Mathilde, il ragazzo d’oro e la principessa di ghiaccio, si conoscono alla fine dell’università e si sposano subito: giovani, bellissimi e innamorati, avviati verso un destino di felicità.

Lotto depone senza troppo rimpianto le ambizioni da attore per diventare celebre come drammaturgo e Mathilde si rivela moglie ideale e musa silenziosa: lui ama le luci della ribalta, lei il riparo delle quinte, lui è fiducioso e aperto verso le persone e il futuro, lei è più oscura e sfuggente.

Ventiquattro anni di matrimonio per una coppia perfetta, quella che vedono – o credono di vedere – tutti da fuori: ma basta cambiare punto di vista e la maschera cade, il fato cala senza pietà, e Mathilde è la furia che libera un carico di rivelazioni.

Titolo: Fato e furia
Autore: Laura Groff
Edizione: Bompiani, 2018