“Della stessa sostanza dei padri” di Davide Rocco Colacrai – Recensione di Ilaria Negrini

“Della stessa sostanza dei padri” di Davide Rocco Colacrai – Recensione di Ilaria Negrini

“Della stessa sostanza dei padri – poesie al maschile” è la nuova silloge di Davide Rocco Colacrai, edito da Le Mezzelane.
Dopo “Istantanee Donna (poesie al femminile)”, con “Della stessa sostanza dei padri” l’autore vuole raccontare l’uomo. Anzi gli uomini.

Le ventisette poesie che compongono il volume dipingono con le parole quadri di vita, situazioni che hanno per protagonisti amici dell’autore, personaggi pubblici, personaggi di romanzi: esempi a cui ispirarsi per come hanno agito nelle situazioni difficili, spesso tragiche, in cui si sono trovati coinvolti.

Leggiamo i bellissimi versi dedicati a Pedro Lemebel, scrittore cileno che si è opposto a Pinochet ed è diventato simbolo internazionale della liberazione omosessuale:

“Lo sento quel silenzio, come il bacio del mare,
a smerlettare il ventaglio col quale gioco a nascondino con il mondo,
ricorda l’amore che mi ha rinnegato,
la pioggia quando ha sciolto la mia unica lacrima
in un carnevale di ricordi,
il mio nome che scivola sullo specchio
lentamente lungo la misura con cui circoncidiamo Dio,
dopo la sigaretta della notte,
e l’imminenza del giorno quando non perdona alcuna finzione”.

“Paragrafo 175” (articolo del codice penale tedesco, rimasto in vigore fino al 1994, che considerava i rapporti omosessuali un crimine) è dedicata alla memoria degli omosessuali morti nei campi di concentramento:

“Non avevamo tempo per l’anima
per il desiderio come figlio della speranza,
per l’ascolto di quel presente in un dopo da presupporre o almeno fingere

Vivevamo sospesi, crocifissi al vocabolario della nostra carne,
un filo appena di respiro, stretto nel ricordo di quel prima”

“L’assioma impreciso della felicità” è per un amico morto suicida:

“E per la prima volta oggi è sbocciato un fiore di rododendro
dai rebbi del mio destino
quasi volesse mostrarmi che la mia vita assomiglia alla sua,
incerte e fragili entrambe, e senza misura,
il respiro che attraversa lo spazio tra le dita in un calore improvviso
e ci ricorda di quando nostra madre ci ha stretto
in un abbraccio che non sapevamo
essere l’ultimo”

“Cristo con violino” è per Bari Yazgi, ragazzo curdo di 22 anni, ritrovato morto nelle acque di Lesbo abbracciato al suo violino:

“Sento l’onda che veglia sull’incontro dei miei ultimi batticuori
con le sue variazioni d’azzurro
dove non c’è ritorno,
il mio nome che si allunga in pentagramma
per quelle creature che attendono il cielo,
l’orizzonte che sconfina nel vuoto
prima di essere nostalgia,
sento il giorno che non ha rotta
e l’istante in cui sospeso come una goccia
lascio farmi sogno”

E poi c’è Marcélo, amico con la sindrome di Asperger:

“Marcélo crede nei sogni, negli eroi che non si manifestano
se non a sorpresa,
crede in quelle notti stellate, così vuote e sincere,
così vulnerabili, da percepire la promessa di farne parte, un’ostia tra altre,
quasi potesse conversare con Dio
in un brindisi d’amore.

Parla in terza persona, Marcélo.

Come fanno la pioggia, e la neve, e il mare.”

Altre poesie sono dedicate a Nicola, che vive in manicomio, a Stefano Cucchi, a Rudolf Nureyev, a Stephen Hawking, a Reinaldo Arenas, a Nicholas Sheff (protagonista di “Beautiful boy”), a Rosalinda Sprint, personaggio principale del romanzo di Giuseppe Patroni Griffi “Scende giù per Toledo”, pubblicato nel 1975.

“Della stessa sostanza dei padri” è un viaggio attraverso le vite di uomini che, come padri, ispirano il cammino del poeta e di tutti noi che leggiamo le sue parole.
Davide Rocco Colacrai considera questa silloge un importante punto di evoluzione nella sua vita, “una presa di coscienza umana e spirituale”, un punto di arrivo ma anche una nuova partenza.

Sinossi

A due anni da “Asintoti e altre storie in grammi”, il pluripremiato poeta Davide Rocco Colacrai, è tornato con una nuova silloge poetica edita da Le Mezzelane
“Della stessa sostanza dei padri”, terza silloge dell’autore edita dalla casa editrice anconetana, si compone di ventisette poesie che parlano dell’uomo in tutte le sue estensioni e visioni.
Ogni componimento ha un preciso rimando ad un uomo, un amico, un personaggio pubblico; questi uomini ispirano, con la propria vita e le proprie opere, versi eleganti che cristallizzano e fissano su carta tematiche potenti e dolorose.
Davide Rocco Colacrai riesce con disinvoltura ad affrontarle grazie all’uso sapiente degli aggettivi e delle figure retoriche che si contaminano continuamente con altri “media” letterari e non (narrativa, film, canzoni).

Scheda libro
“Della stessa sostanza dei padri – Poesie al maschile”
Autore: Davide Rocco Colacrai
Casa editrice: Le Mezzelane
Codice ISBN Cartaceo 9788833285382
Codice ISBN ebook 9788833285399

 

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