Ammazzati amore mio – di Ariana Harwicz

Voce alle Donne

Recensione di Emma Fenu

amazzati amore
Ammazzati amore mio è un romanzo di Ariana Harwicz edito da Ponte alle Grazie nel 2021.

Di cosa tratta Ammazzati amore mio?

Sembra una storia normale, una vita come tante.

Una casa in campagna, un marito buono e imperfetto come sono gli esseri umani, un bellissimo bambino di sei mesi.

Una suocera vedova da poco, con un lutto da metabolizzare.

Una protagonista è giovane, intelligente, colta, carina.

Ma non è questa la storia che vi racconterò. Vi presenterò Ammazzati amore mio.

Vi porterò nel mondo folle e disperato di una donna infelice, stritolata in un ruolo che non accetta, che riduce in macerie tutto ciò per cui la società la ha programmata per essere realizzata: matrimonio e maternità.

Vi porterò nelle notti angosciosce dove gli unici occhi in grado di capire sono quelli dorati di un cervo, dove il figlio è chiamato con questo appellattivo un paio di volte, altrimenti bebè o bambino. Senza nome.

E in quel viso tondo, in quelle scoperte della natura e del mare, in quei pianti notturni lei c’è.

Ma non c’è davvero, la sua mente vaga nella lucida consapevolezza di essere stata violata nella scelta di essere se stessa, nel tentativo di esprimere il proprio desiderio dessuale come forma di esistenza e ribellione, senza trovare, però, pace e appagamento.

Non userà un coltello o una pistola, ma ferirà a morte il marito e per prima se stessa con le parole, cercherà aiuto in una clinica psichiatrica, con brevi soggiorni, ma il muro che ha eretto la renderà sola, sola in una bolla di pensieri senza filtri, sconvenienti, agghiaccianti. Veri.

“Che cos’è un matto? …Questa volta ti risponderò senza giri di parole: la follia è l’incapacità di comunicare le tue idee. È come se tu fossi in un paese straniero: vedi tutto, comprendi tutto quello che succede intorno a te, ma sei incapace di spiegarti e di essere aiutata, perché non capisci la lingua.”
Paulo Coelho

Perchè leggere Ammazzati amore mio?

Leggere Amazzati amore mio, per comprenderlo, è azione necessaria: un flusso di pensieri, immagini, sogni, incubi e contraddizioni non lo si può rendere senza cogliere le sfumature dele parole e dei gesti, di quanto fatto e di quanto non fatto.

Un libro forte, crudo, con una prosa tagliente che riesce a portare altrove, dove non si vorrebbe, ma dove esiste un mondo che non si può ignorare: dove la normalità da mulino di bianco, che è una favoletta un po’ patriarcale, trova il suo opposto in un bosco notturno dove per trovare la luce bisogna trovare se stessi.

Ed avere il coraggio di ammazzare metaforicamente chi ci può uccidere o chi che potremmo uccidere noi.

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Sinossi

In un angolo remoto della campagna francese una donna vive col marito, il figlio di sei mesi e la suocera da poco vedova: una vita coniugale e domestica apparentemente senza drammi; una vita normale.

Ma niente inganna come la normalità.

In un monologo denso e compatto, la protagonista senza nome racconta un anno e mezzo di lotta contro il demone delle costrizioni psicologiche e sociali, demolendole una ad una: maternità, amore, matrimonio, famiglia, tutti i gioghi cui una donna deve piegarsi per essere accettata.

Poco importa se i vicini la chiamano strega, se il marito e la suocera si ostinano a fornirle tutto l’aiuto di cui credono abbia bisogno.

La sua pazzia crescente è un eccesso di lucidità, un grido di dolore contro una vita che si ripete per schemi, un tentativo di superare il desiderio e la sopraffazione per ritrovare infine sé stessa.

Il flusso di pensiero della protagonista avvolge il lettore, trascinandolo in un universo parallelo di violenze immaginarie e reali, in boschi dove una natura inquietante diventa il riflesso di un io dilaniato.

Una tensione continua percorre questo libro: impossibile staccarsi dall’incantesimo di una scrittura sempre vibrante, che riesce come poche a dar conto della sofferenza e dell’alienazione.

Titolo: Ammazzati amore mio
Autore: Ariana Harwicz
Edizione: Ponte alle grazie, 2021