Il grande buio di Enrico Macioci

Recensione di Gianna Ferro

Il grande buio è una raccolta di dieci racconti di Enrico Macioci edito da Neo. Edizioni nel 2025.

“Il male si trova nel grande buio e il grande buio non è banale. Il grande buio non si sa cosa sia. Il grande buio, proprio perché non si sa cosa sia, non può essere banale. Banale è ciò che non ha mistero.”

Di cosa tratta Il grande buio?

I racconti che ci presenta lo scrittore non sono slegati l’uno dall’altro. Alcuni personaggi ritornano anche se le situazioni distopiche cambiano, resta invece una terrificante emotività.

Ogni individuo nasconde in sé il bene e il male, un male che quando viene esternato diventa implacabile, inspiegabile, non comprensibile. Un’ombra che attraversa la quotidianità che si trasforma in “buio”, un vuoto totalizzante che invade la fragilità umana.

“Mi hanno fatto credere che il mondo fosse un luogo di rettitudine e gentilezza, un luogo dove la giustizia ha la precedenza e in fin dei conti ha la meglio. Mi hanno ingannato tutti: i genitori, la scuola, il catechismo, l’università, perfino gli amici. Tutti loro sapevano. La società sa bene di essere una patina spalmata sopra una voragine, e la voragine è il nostro cuore, la voragine siamo noi”

Dieci i racconti, nei quali i personaggi incarnano incredulità, efferatezza e disincanto in situazioni drammatiche e di puro orrore. Immagini che rimandano alla nostra quotidianità, alla nostra vita reale. L’unico personaggio, che troviamo in tre storie, anche le più lunghe, che impersona la razionalità, forse la rassegnazione, è l’ispettore Gobbi che si trova ad indagare su delitti e scomparse. Osservatore lucido sa che la soluzione è improbabile, perché la linea d’ombra che attraversa l’umana esistenza  spinge nel buio totale.

“Ha imparato a rinunciare, ad accettare i limiti e le smagliature, a muoversi lungo i margini. Lui, che da giovane non tollerava l’incertezza, è diventato un teorico del dubbio. È il dubbio che ci manda avanti. È il dubbio il centro della vita, le sicurezze si limitano a demarcarne il bordo. Gobbi ha l’impressione che il grande buio, un buio ben più esteso della notte che cala su di loro, li circondi. Col grande buio non si scherza. È come avvicinarsi a un fuoco.”

L’incipit descrive una scena apocalittica, macabra, della fine di tutto, mentre l’ultimo racconto è l’inizio della fine.

Perché leggere Il grande buio?

Storie che lasciano il lettore in attesa, nella speranza che qualcosa succeda o che avvenga l’inaspettato. Il grande buio è forse proprio tutto questo.

“Il buio che è il senso reale della nostra vita quaggiù, poiché la circonda e la possiede. […] che il grande buio possa irrompere nelle nostre esistenze come un cataclisma improvviso, senza il preavviso delle feritoie che lo rendono più sopportabile, meno… assoluto.”

Enrico Macioci ci conduce nelle pieghe della fragilità e nell’oscurità dell’anima. Racconta con una scrittura dosatamente cruda, tagliente, ma efficace, situazioni assurdamente probabili, tratte da una crudele realtà, descrivendone in modo meticoloso i particolari.

Il libro è un viaggio introspettivo, una spietata consapevolezza che uno spazio buio alberga in ognuno di noi, che quando spunta ci domina in maniera pericolosa.

Il grande buio induce alla riflessione sulla debolezza umana e sulla sua vulnerabilità. Un noir o un thriller? Sicuramente una lettura profonda e misteriosa, coinvolgente e spiazzante, in cui non mancano brani lirici e accoglienti.
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Sinossi

Mistero, qualcosa di oscuro, inafferrabile eppure tremendamente familiare. Una sensazione che provoca spaesamento, un turbamento dai contorni sfuggenti, il germe dell’arcano che seduce e affascina: questo è il perturbante. Non aggettivo, ma sostantivo, quasi fosse un’entità, una presenza.

Dieci storie, ognuna delle quali cerca di afferrarne le possibili forme, prova a raccontarne gli improvvisi svelamenti. Una riunione di condominio è la scena, non di un crimine, ma della fine del mondo; una donna racconta del suo essere madre e il ricordo porta a un omicidio; marito e moglie fanno la solita passeggiata in montagna ma stavolta c’è qualcosa o qualcuno insieme a loro; una coppia di ospiti convive con un odore nauseabondo mentre il padrone di casa che li ospita è partito alla ricerca della propria compagna; un uomo è svegliato nel bel mezzo di una notte estiva, in strada qualcuno sta giocando a tennis, il poc, poc, poc della pallina è il richiamo verso l’ignoto. C’è poi chi dà un nome all’ignoto, è uno dei protagonisti, lo chiama “il grande buio”, dice che avvolge e permea il nostro mondo. E quando affiora, inghiotte.

Enrico Macioci porta il lettore nelle zone d’ombra del quotidiano, dove i confini tra luce e oscurità possono essere sinuosi e terrificanti. La sua scrittura fervida e avvolgente apre vuoti inaspettati e regala vertigini. E sembra chiederci: voi il grande buio l’avete mai scorto, sapete cos’è?

Titolo: Il grande buio
Autore: Enrico Macioci
Editore: Neo.Edizioni, 2025