Erbario sentimentale di Maria Cristina Sferra

Voce al mare

Recensione di Elvira Rossi

Erbario sentimentale
Erbario sentimentale è una silloge di Maria Cristina Sferra pubblicata nel 2025.

 

Di cosa tratta Erbario sentimentale?

 

Erbario sentimentale di Cristina Sferra è una raccolta di poesie messe assieme senza alcuna pretesa di classificazione.

Il titolo dal sapore antico e dal tocco gentile evoca il gioco dei bambini, che seguendo le proprie emozioni raccolgono fiori e foglie e con innocente entusiasmo li dispongono in un album, a proprio piacere, senza un ordine prestabilito.

Le liriche sono foglie sempreverdi che racchiudono il profumo delle stagioni e la musica carezzevole di un vento primaverile. Si stendono placide tra fogli di carta e restano quiete in attesa di svelare la propria meraviglia. Delicate come fili d’erba, vitali come nervature ricche di linfa, varie come i margini delle fronde, robuste come ramoscelli, dotate di un potere terapeutico, tutte diverse con in comune una caratteristica: invocano la luce.

Le liriche sono fiori dalle mille sfumature, i loro petali leggiadri o languidi generano stupore, resistono alle intemperie e vincono la sfida sul tempo che passa. Modeste e ardite salgono in cima alle vette e dall’alto osservano la terra frastagliata, umida di lacrime.

Sfogliare  l’Erbario sentimentale è un’esperienza densa di emozioni.
Leggere le poesie, senza interruzione, ci scollega dalla quotidianità, dal pragmatismo, dalla banalità delle occupazioni e ci trascina in una dimensione esistenziale superiore, che nel tracciato dell’esistenza umana incontra la fragilità dell’essere e la sofferenza, ma anche la speranza e l’amore. Un amore tenace, solido, che nei momenti difficili diventa ancora di salvataggio.

Con fiducia metti
la tua mano nella mia,
con fiducia metto
la mia vita nella tua.

Erbario sentimentale è un viaggio nella propria interiorità ferita e la parola poetica risuona come un atto di ribellione al dolore, lo placa e lo risolleva dall’angoscia.

Cristina Sferra attraverso la poesia non evade dalla realtà, anzi le va incontro e instaura con lei un rapporto più profondo scrutando la propria anima, per catturarne palpiti e portare in superficie pensieri nascosti nelle zone di ombra.

I motivi biografici si lasciano intuire, sono sottintesi e non sono mai invasivi. I versi con la loro potenza evocativa generano un effetto di immedesimazione e il dolore, che è una costante delle poesie, assurge a tema universale.

Chi ha seguito il percorso poetico di Cristina Sferra non può fare a meno di notare che in questa silloge è intervenuta una nuova condizione esistenziale, che vela le parole di malinconia.

Siamo soli.
Sagome in attesa
di diventare ombre.

L’impotenza di fronte al dolore e la fugacità del tempo sono temi che ritornano in diverse liriche e talvolta con una discrezione che rasenta il pudore la poetessa allude alla morte.

L’esile anima ti cade
sulle spalle magre.
E tu continui a vivere,
a morire.

Il senso di precarietà della vita, declinato in forme diverse, diventa l’elemento unificante dell’opera poetica.

Le afflizioni non erompono mai con veemenza, vengono appena sussurrate attraverso figure simboliche cariche di levità e grazia, che disegnano atmosfere suggestive e generano un ritmo musicale dolce.

La poetessa oppone resistenza al dolore, lo esamina nella solitudine, ne coglie ogni sfumatura, lo tratta come una creatura che esige cura. Le ragioni della sofferenza trattengono il proprio mistero e sfuggono alla comprensione.

Di fronte alla assurdità del dolore, non risulta vano interrogarsi, se attraverso il linguaggio dei sentimenti in una incessante ricerca dell’imperscrutabile si scopre un antidoto al male di vivere. E mai come in questo momento difficile, a infondere coraggio alla poetessa è la consapevolezza del sentirsi amata senza riserve.

Abbracciami in silenzio
non dire una parola
finché la notte muore.

I versi brevi trasmettono una sensazione di calma. I suoni non sono mai aspri e la parola limpida non scade mai in toni declamatori o narrativi. Lo stile di scrittura si veste di pacatezza e a mitigare il turbamento dell’animo interviene l’amore per la vita.

Quel velo di malinconia non appanna la bellezza della poesia, la impreziosisce con note di umanità.

Sebbene il tempo sia attraversato dall’ansia, la poetessa non ha perso il sorriso, è grata alla vita per i suoi doni, apprezza i gesti autentici, le parole che accarezzano, gli abbracci rassicuranti, i colori della natura, le piccole care cose di ogni giorno e nell’amore ritrova il senso della vita.

…e ogni giorno ringrazio
per il poco e il tanto che ho.

Talvolta la poetessa compie una escursione nel passato, un viaggio a ritroso che si carica di nostalgia e la natura, tanto amata e fonte privilegiata d’ispirazione, vissuta in solitudine appare distante e si svela con voci sommesse: il colore delle stagioni sbiadisce, la notte sovrasta il giorno, la penombra del bosco vince sulla luce, lo sguardo si eleva al cielo per ammirare le stelle e sognare.

 

Perchè leggere Erbario sentimentale?

 

In Erbario Sentimentale, Cristina Sferra non celebra la magnificenza di paesaggi strabordanti di bellezza, il suo sguardo si rivolge ai dettagli. Scorge l’incanto della natura nel muschio verde attaccato a un tronco, in un trifoglio, in un filo d’erba, in un rosso papavero, che evocati con passione interrompono per un istante la tristezza e ricordano che fuori c’è il pulsare della vita in attesa della rinascita.

La poetessa, mentre ama stare lontano dal clamore dei suoni che feriscono e disturbano il silenzio dove alberga l’ispirazione poetica, accoglie con riconoscenza le parole che leniscono le ferite dell’animo.

Dalle zone di ombra si esce più in fretta, se si avverte l’amore degli altri e tale richiesta, implicita nei versi, diventa esplicita nella prefazione e postfazione della stessa Cristina Sferra.

Un desiderio di condivisione non si era mai sentito così forte nella sua poesia. Il richiamo agli altri, perché ascoltino la sua parola, l’accolgano con sincerità e le trasmettano sentimenti di fraterna amicizia, non può restare inascoltato.

Nella silloge Erbario sentimentale, la vulnerabilità dell’essere si stempera nella potenza generatrice della parola e la poesia assume una funzione salvifica.

 

 

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Sinossi

Erbario sentimentale è una silloge poetica di composizioni brevi in cui sono raccolti e conservati – quasi fossero fiori e foglie dell’albero della vita – ricordi, emozioni, visioni, piccole cose di tutti i giorni, preziosi dettagli minimi, perché non sbiadiscano e restino impressi tra le pagine a futura memoria, proprio come senza limiti di tempo in un erbario restano intatte nella loro splendida fragilità le diverse parti delle piante.

 

Titolo: Erbario sentimentale
Autore: Maria Cristina Sferra
Editore: Independently published (28 febbraio 2025)