Tutte le donne del mondo di Leonardo Dianda
Voce alle Donne
Recensione di Emma Fenu
Tutte le donne del mondo è un saggio di Leonardo Dianda, avvocato, e pubblicato in self nel 2022.
Di cosa tratta Tutte le donne del mondo?
Tutte le donne del mondo è un testo completo, non una semplice una carrellata di storie di donne. Non è neppure un testo didascalico, privo di possibili occasioni di confronto, discussione e proposte di soluzioni.
La citazione di Rita Levi Montalcini:
“Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società”
rende l’opera accattivante e provocatoria, ma senza scadere nella polemica poco costruttiva.
Le donne non sono tenute a dimostrare di più degli uomini e a essere sottoposte a un carico mentale che esige una perfetta performance sul lavoro e in famiglia.
L’autore del saggio ci racconta, con ammirazione e acume, di donne eccezionali e straordinarie divenute exempla per tutti.
Il progetto sociale non sfugge: il riferimento è alle donne comuni, i cui nomi non finiranno nei tomi di studio, ma negli album di famiglia. Siamo tutte meritevoli di ammirazione e rispetto, anche senza i riflettori della storia puntati addosso.
Se siamo giuste o sbagliate non lo decidono solo gli uomini: anche noi abbiamo respirato, o appena inalato, i miasmi del patriarcato e non ne siamo avulse.
Ci domandiamo quanto eccezionali dobbiamo ancora essere, mentre combattiamo senza tregua per una società onesta, pacifica e armoniosa.
Il racconto dell’autore inizia alle spalle di una donna dai capelli raccolti in un soggolo, la prima scrittrice retribuita per il suo lavoro.
A volte, come lei stessa dichiarò, le sembrò di diventare uomo, non nei tratti e nell’animo, ma nelle possibilità di voce che riuscì a conseguire.
E, illuminate dalla sua lucerna sul foglio dove stilava “La Cité des Dames”, ci siamo noi, generazioni che ruppero il silenzio, l’emarginazione, la mortificazione della propria carne colpevole, la condanna a essere inghiottite nell’oblio, omesse dai libri di scuola e spesso citate negli articoli dei giornali con il solo nome di battesimo.
Non vi enumererò tutte le figure raccontate in poche ma sapienti parole: sono scrittrici, poetesse, giornaliste, scienziate, viaggiatrici, fautrici della politica e dell’impegno civile.
Sono tutte femministe, come ognuno dovrebbe definirsi a prescindere dal sesso, ossia contro la negazione dei diritti di genere, ma non si fondono in un ventre di proposte di soluzioni identiche.
Sono padrone del proprio corpo, spesso calpestato e violato, regine della propria indole che si ribella ai ruoli imposti.
Sono figlie di un otto marzo nato da una disputa accesa sul suffragio universale e dal movimento delle donne operaie che diede inizio alla Rivoluzione Russa.
Sono madri dell’Agenda delle Donne di Pechino prevista per il 2030: un documento con diciassette obiettivi da perseguire e che possiamo sintetizzare in lotta contro la disparità di genere; promozione di un futuro sostenibile; diffusione dell’istruzione e dell’educazione sentimentale rivolta a bambine e bambini; lotta alla povertà che è negazione di conquista di libertà; partecipazione delle donne al potere e ai settori di ambito decisionale; nessuna forma di banalizzazione e non punizione adeguata dello sfruttamento sessuale e a ogni forma di violenza.
Tutte le donne del mondo si divide in due parti: nella prima si racconta, attraverso le storie, nella perfetta consapevolezza del nostro essere animali narrativi, della progressiva conquista, ancora in atto, delle donne e dei loro diritti; nella seconda le donne, che si sono nutrite del passato attraverso cordoni ombelicali di sangue e violenza, si battono per i diritti civili di tutti, comprendendo che ogni diritto acquisito non è un furto a un altro, ma la premessa di una nuova conquista.
L’altro da sé mette in luce le debolezze di quanti non sono educati e pronti all’accoglienza, spesso figli di una mala cultura o di una religione diversa e oppressiva e non sono consapevoli che solo la conoscenza dissipa le ombre della paura.
Paura del proprio lato oscuro, sconosciuto e irrazionale che si proietta sul capro espiatorio, sull’altro, sul mostro che mostra l’imperfezione di un potere limitante.
Perché leggere Tutte le donne del mondo?
Leonardo Dianda, con il suo saggio puntuale, Tutte le donne del mondo, getta le basi della consapevolezza senza essere pedantemente giudicante, ma onesto nei contenuti, e inserisce un’appendice legislativa che include trattati e convenzioni citate nel libro e consente di approfondire oltre le pagine, per costruire un mondo di tutte le donne e tutti gli uomini giuste e giusti.
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Sinossi
L’autore del saggio ci racconta, con ammirazione e acume, di donne eccezionali e straordinarie divenute exempla per tutti. Il progetto sociale non sfugge: il riferimento è alle donne comuni, i cui nomi non finiranno nei tomi di studio, ma negli album di famiglia. Siamo tutte meritevoli di ammirazione e rispetto, anche senza i riflettori della storia puntati addosso.
Tutte le donne del mondo si divide in due parti: nella prima si racconta, attraverso le storie, nella perfetta consapevolezza del nostro essere animali narrativi, della progressiva conquista, ancora in atto, delle donne e dei loro diritti; nella seconda le donne, che si sono nutrite del passato attraverso cordoni ombelicali di sangue e violenza, si battono per i diritti civili di tutti, comprendendo che ogni diritto acquisito non è un furto a un altro, ma la premessa di una nuova conquista.
Titolo: Tutte le donne del mondo
Autore; Leonardo Dianda
Editore: Self publishing, 2022







