La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker
Voce al Sogno
Recensione di Tiziana Tixi
La scomparsa di Stephanie Mailer è un romanzo di Joël Dicker scritto nel 2018 e riedito da La nave di Teseo nel 2019.
Di cosa parla La scomparsa di Stephanie Mailer?
La scomparsa di Stephanie Mailer intreccia due piani temporali; con un largo uso di analessi, il passato si affaccia nel presente.
Siamo a Orphea, una cittadina balneare nello stato di New York; il 30 luglio 1994 si respira aria di attesa. È imminente l’inaugurazione del primo festival teatrale, un evento di rilievo nazionale. Nel tardo pomeriggio, turisti e cittadini si riversano sulla strada principale per assistere ai festeggiamenti; i quartieri residenziali sono deserti.
Verso le 20 un’auto procede lenta; l’uomo al volante scruta i marciapiedi. Non c’è nessuno; non un’anima cui chiedere aiuto. Samuel Padalin sta cercando sua moglie; non è ancora tornata a casa. Alle 18.30 Meghan è uscita per la solita sessione di jogging, lungo il solito tragitto; sarebbe rientrata alla solita ora.
Quel ritardo ha interrotto la routine; e ha gettato il marito nell’angoscia. Samuel si ferma nei pressi del parco; vede qualcosa sul marciapiede, sembra un mucchio di stracci. Il cuore in gola; un balzo fuori dall’auto. Quel fagotto è un corpo; è Meghan. Samuel teme che la moglie abbia avuto un malore; poi vede. Il sangue; il foro nella nuca.
La polizia isola il quartiere; un agente si accorge di un particolare. La porta della casa del sindaco è sfondata; dentro giacciono tre cadaveri. L’intera famiglia è stata massacrata.
Facciamo un salto temporale; New York, lunedì 23 giugno 2014. Il capitano Jesse Rosenberg sta per congedarsi dalla polizia; sebbene ancora giovane, andrà in pensione. È in corso una piccola festa in suo onore; una donna lo avvicina.
Si chiama Stephanie Mailer, è una giornalista; lo apostrofa in modo sarcastico. Insinua forse che non abbia risolto un’indagine? Per tutta risposta, la donna gli mostra un articolo di giornale; è datato 1 agosto 1994, parla del quadruplice omicidio di Orphea. La foto ritrae gli agenti che si occuparono del caso; Jesse Rosenberg e Derek Scott. La giornalista viene al dunque; il capitano ha sbagliato colpevole.
Stephanie sta conducendo un’indagine personale; presto metterà le mani su una prova inconfutabile.
Intanto gli chiede un favore; che le consenta di accedere al fascicolo della polizia di Stato.
Nemmeno per sogno; Rosenberg non ha intenzione di farsi ricattare. Peggio per lei, capitano.
Vent’anni prima la risposta era sotto i suoi occhi; eppure non l’ha vista.
“È proprio questo il problema. […] Ha visto ciò che voleva vedere e non ciò che le veniva mostrato. È stato questo il suo sbaglio […]”.
Le parole di Stephanie assillano Rosenberg; il capitano rimugina a lungo. In quell’indagine non c’era alcun punto debole; ma sì, non c’è motivo di dubitare. Arriva la notizia;
Stephanie Mailer è scomparsa da tre giorni. È impossibile ignorare; Jesse imbocca la Route 27, diretto a Orphea. Va da solo; Derek ritiene chiusa l’indagine del 1994. La polizia locale è sbrigativa.
Stephanie Mailer? Caso chiarito; si tratta di un allontanamento volontario. Rosenberg non ci sta; meglio approfondire, a cominciare dai genitori. I Mailer sono angosciati; lunedì mattina Stephanie ha promesso alla madre che l’avrebbe richiamata. Quella telefonata non è mai arrivata; e Stephanie richiama sempre.
Il suo silenzio non lascia presagire niente di buono; deve esserle successoqualcosa. Nessun elemento utile emerge dal colloquio con i Mailer; né dal sopralluogo in casa della figlia. Non resta che cercare in redazione; un altro buco nell’acqua. Qualcuno vi si è appena ntrodotto; la polizia accorre. Accorrono i pompieri; quella stessa notte un incendio divora l’appartamento di Stephanie.
Spunta un nome; un poliziotto di Orphea sembra essere legato a lei.
Forse è implicato nella scomparsa? Non ci siamo; l’uomo è un povero diavolo. La giornalista lo ha adescato per il proprio tornaconto; sperava che le permettesse di accedere all’archivio della polizia.
Per Jesse è facile immaginare il motivo di quella ostinazione; di sicuro le interessava il fascicolo sul quadruplice omicidio. Il capitano segue le intuizioni di Stephanie; in archivio lo attende un nuovo enigma. Il fascicolo è sparito; al suo posto solo un foglio ingiallito. Vi sono scritte a macchina alcune parole; Rosenberg è al colmo dello stupore.
“Qui comincia la Notte Buia”; sembra una sfida, un gioco. O l’inizio di una caccia al tesoro.
Il telefono squilla; hanno appena ritrovato l’auto di Stephanie, vicino alla spiaggia. È probabile che avesse appuntamento con qualcuno; ha parcheggiato lungo quel viottolo, è salita sull’auto di quella persona. La scomparsa di Stephanie Mailer deve essere avvenuta così.
Con chi aveva appuntamento? Dove è stata portata? Le ricerche sono inconcludenti; a nulla valgono gli sforzi di poliziotti e volontari, impegnati a setacciare la contea.
L’auto ha restituito un reperto interessante; un foglio strappato da un quaderno. Stephanie vi ha scritto un appunto; nella sua indagine si è imbattuta nella Notte Buia. La coppia Rosenberg-Scott si ricompone; nonostante gli anni, nonostante le batoste, gli agenti non hanno perso smalto. È Stephanie a indicare loro la strada; a condurli là, davanti a una saracinesca chiusa con un lucchetto.
Quello è il posto; una miniera di tracce, indizi, piste da battere. L’intrusione in redazione, l’incendio della casa; qualcuno vi cercava la cosa che si trova lì. Parte ufficialmente l’indagine sulla scomparsa di Stephanie Mailer; Jesse, Derek e Anna Kanner sono chiamati a risolvere il caso presto e bene.
Mancano ventisei giorni all’inaugurazione del festival; il Grand Theater brulica di volontari. Sono gli stessi che Stephanie aveva intervistato sulla prima edizione; le interessava soprattutto il pompiere di servizio la sera del 30 luglio. Chi era? Un nome ingombrante; nientemeno che l’autore del quadruplice omicidio.
Trovare Kirk Harvey; questa l’altra missione di Stephanie. Il capo della polizia di Orphea aveva partecipato al festival in qualità di autore; la sua presenza non era prevista.
Il sindaco si era opposto con fermezza; poi qualcuno tolse di mezzo l’ostacolo e Harvey poté andare
in scena. Conduceva un’indagine personale sul quadruplice omicidio; ne era ossessionato. Aveva intenzione di informare un collega sugli sviluppi; non fece in tempo. Kirk Harvey scomparve nel nulla; era l’ottobre 1994. Le sorprese non sono finite; dall’analisi del computer di Stephanie emerge un documento.
È l’incipit di un libro; la donna stava scrivendo per conto di qualcuno. Chi era il committente?
Mancano ventiquattro giorni all’inaugurazione del festival. Il viso è deformato dalla permanenza in acqua; tuttavia non ci sono dubbi. Il corpo di Stephanie viene estratto dal lago; la notizia è riportata in prima pagina. La morte della giornalista è collegata al festival teatrale? A Orphea si risvegliano vecchi fantasmi; l’ombra di un killer in libertà semina paura.
I volontari della kermesse temono per la propria incolumità; ognuno potrebbe essere la prossima vittima. Decine di mani si alzano in favore dello sciopero; i lavori sono sospesi. È la Notte Buia; una donna urla, un brusio allarmato le fa eco. Circola una profezia; uno spettacolo teatrale sprofonderà la città nel caos.
Durerà un’intera notte; sarà la fatidica Notte Buia. Il festival sta per iniziare; la profezia potrebbe avverarsi. La sera dell’inaugurazione l’assassino tornerà a colpire? Forse Harvey sapeva qualcosa; è più che mai necessario rintracciarlo.
La domanda giusta alla persona giusta; un volo per la California. Jessie lo trova nell’auditorium; il Maestro segue le prove dello spettacolo. Lo prepara da vent’anni; quando sarà pronto otterrà un successo inaudito. E quando sarà pronto? Non lo sa nessuno; in vent’anni il Maestro non ha nemmeno finito la prima scena. Rosenberg ha affrontato un lungo viaggio; chiede di parlare con lui. Harvey non sente ragioni; non vuole compromettere lo spettacolo. Ma ci sono tante domande; tanti punti oscuri; una verità da scoprire.
Harvey legge il titolo in prima pagina; all’inaugurazione del festival si terrà un misterioso spettacolo. Che sia il
segno? Lo ha aspettato per vent’anni; è arrivato il momento. Kirk vuole mettere in scena la sua pièce a Orphea; pretende di essere inserito nel programma, in quell’occasione darà tutte le risposte.
La sera della prima rivelerà la verità sul quadruplice omicidio del 1994; parola di Kirk Harvey.
Affare fatto; contratto firmato. Il Maestro terrà il casting a Orphea; mancano solo due settimane all’inaugurazione. Come possono bastare se non sono bastati vent’anni? Harvey è sicuro di sé; esigente, intransigente, incontentabile come suo solito. Nessuno dei candidati sembra all’altezza; sono tutti incapaci, altro che spettacolo del secolo.
Il tempo stringe; dopo un avvio stentato, le audizioni decollano. A dieci giorni dall’inaugurazione, il cast è completo; le prove hanno inizio.
Harvey è furibondo; gli attori lasciano a desiderare. Usa le maniere forti, li minaccia; tra battibecchi e ripicche, lo spettacolo rischia di saltare. Orphea trema; piange un’altra perdita. Si comincia a parlare di un omicida seriale; la vittima era un uomo gentile, innocuo. Perché ucciderlo?
Per proteggere un segreto; per cancellare le tracce del passato. Le prove proseguono; per motivi di sicurezza Harvey ha la bocca cucita.
È una strana compagnia teatrale, questa; ognuno nasconde qualcosa, anche il regista. Se fosse la prospettiva giusta? Non tanto scoprire cosa verrà rivelato; quanto sapere cosa viene taciuto. Il giorno prima dell’inaugurazione i tre agenti fanno il punto dell’indagine; una annotazione di Stephanie ispira la decisione.
Il luogo del quadruplice omicidio potrebbe parlare; rivelare quello che c’era ma che non è stato visto. Jesse ha l’intuizione decisiva; il
teorema poggiava sull’assioma sbagliato. L’indagine va riformulata; occorre mettere a fuoco ciò che era fuori fuoco. Ci siamo. Sabato 26 luglio 2014; dopo vent’anni l’assassino verrà smascherato.
Non può certo sentirsi tranquillo; sarà tra il pubblico, cercherà di impedire la rappresentazione. Alle 20.00 la sala sprofonda nel buio; il brusio degli spettatori si spegne, la tensione cresce.
Si alza il sipario; un brivido. È giunta l’ora della verità; il nome dell’assassino è… Due spari risuonano improvvisi; l’attrice protagonista si accascia a terra. Jesse, Derek e Anna entrano in azione; nella sala si scatena il panico. La marea umana si riversa fuori dal teatro; la strada principale risuona di urla e sirene. La profezia si compie; è la Notte Buia. In nove giorni i tre agenti dipaneranno il mistero; una catena di orrori ed errori generata da un unico, clamoroso errore.
Perché leggere La scomparsa di Stephanie Mailer?
La critica più frequente rivolta a Joël Dicker è la prolissità; intreccia troppe storie, apre troppi squarci temporali. La scomparsa di Stephanie Mailer non fa eccezione; molte pagine potrebbero essere omesse senza nuocere all’insieme. Ma questa generosità non è fastidiosa; che parlidell’indagine o del privato dei personaggi, la prosa di Dicker assorbe.
La vicenda gialla è sviluppata in modo adrenalinico; come sempre, l’autore si diverte a mescolare le carte. Sfida il lettore; ne
mette alla prova le capacità logiche e deduttive. Hai capito? Bravo, ci sei! E invece no; sei sulla strada sbagliata. Questo è leggere Dicker; mai dirsi certi di aver individuato l’assassino.
È snervante? Potrebbe dare questa impressione; ma è soprattutto stimolante.
Di sicuro non ci si annoia. Che dire dei personaggi? Ognuno è flagellato dal proprio passato; mancanze da colmare, ferite da curare. Tanti se; tanti forse. Rimpianti, rimorsi; di aver fatto troppo, di non aver fatto abbastanza. Ma è impossibile riavvolgere il nastro.
Come vincere i propri spettri? Scappare non è la soluzione; è necessario guardarli negli occhi, buttarsi tra le loro braccia. La scomparsa di Stephanie
Mailer affronta anche i temi del bullismo e del cyberbullismo; i mostri della società 2.0.
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Sinossi
30 luglio 1994. La cittadina di Orphea, stato di New York, si prepara a inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale, quando un terribile omicidio sconvolge l’intera comunità: il sindaco viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging.
Il caso viene affidato e risolto da due giovani, promettenti, ambiziosi agenti, giunti per primi sulla scena del crimine: Jesse Rosemberg e Derek Scott. 23 giugno 2014. Jesse Rosemberg, ora capitano di polizia, a una settimana dalla pensione viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto, che la persona a suo tempo incriminata è innocente.
Ma la donna non ha il tempo per fornire le prove, perché pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa.
Che cosa è successo a Stephanie Mailer? Che cosa aveva scoperto? Se Jesse e Derek si sono sbagliati sul colpevole vent’anni prima, chi è l’autore di quegli omicidi? E cosa è davvero successo la sera del 30 luglio 1994 a Orphea?
Derek, Jesse e una nuova collega, la vicecomandante Anna Kanner, dovranno riaprire l’indagine, immergersi nei fantasmi di Orphea. E anche nei propri.







