Il sapore delle parole di Sonia Scarpante e
Alessandra Giorgetti
Voce Controcorrente
Recensione di Franca Adelaide Amico
Il sapore delle parole, scritto da Sonia Scarpante e da Alessandra Giorgetti, edito da Sampognaro & Pupi nel 2025, è uno di quei libri “conclusivi”, che con profondità e abbondanza di contenuti, danno al lettore la sensazione di avere afferrato l’essenziale e il necessario.
Di cosa tratta Il sapore delle parole?
L’opera nasce dall’esperienza condotta nelle scuole, nelle classi degli istituti d’istruzione secondaria di primo e secondo grado.
Il libro si articola in capitoli chiamati “stazioni” che dal latino “statio” indicano sapientemente le continue e utili pause cui il nostro “Io” deve obbedire se vuole scendere nel profondo e indagare e conoscersi.
Stazioni sono: lettera a me stessa/o; il viaggio; la casa; I nonni; i fratelli; i genitori; lo sconosciuto; le paure; il desiderio.
Sono queste le tematiche di scrittura terapeutica affrontate da chi si cimenta nell’arduo e misterioso viaggio alla ricerca di se stesso.
La scrittura,da sola, compie il miracolo e una sorta di svelamento: scopre e manifesta ciò che per anni, magari, era rimasto sepolto nelle pieghe dell’inconscio.
Una Storia delle parole che nessuno voleva” di Mariarita Giannattasio, apre il libro: è un racconto fatto di “parole”.
Sono tante le parole,ci dice l’autrice, ma la parola “coraggiosa” è quella che dirige tutte le parole, belle o brutte che siano, verso l’Anima.
Segue al breve racconto un’ introduzione sul metodo Scarpante con le ” stazioni” e gli scritti di giovanissimi studenti.
Leggere le parole dei ragazzi è una continua scoperta: di quanto complesso,tormentato e allo stesso tempo serio e maturo sia il mondo degli adolescenti.
Momenti delicatissimi vengono affidati alla pagina,ciò che non si conosce perché un attimo prima non ben chiaro alla coscienza,improvvisamente assume un colore e una luce.
Chiude il libro la parte dedicata alle restituzioni con conclusioni.
Nella fase finale del lavoro svolto in classe è stato chiesto a ragazzi e insegnanti coinvolti nel progetto,di esprimersi sul percorso affrontato.
Dalle riflessioni si ha come la sensazione di un imput foriero di nuovi risvolti: ci si immagina un processo che,una volta avviato,procederà da sè; immaginiamo ragazzi che finalmente affidano allo “sfogo” la terapia mentre altri impareranno che “i giudizi non servono a nulla”, che i testi si trasformano in “emozioni”.
Le lacrime cadono sul foglio,si scopre la condivisione.
La chiusura del libro è affidata ad un corredo ben nutrito di schede didattiche,una per ciascuna “stazione”.
Perché leggere Il sapore delle parole?
Il sapore delle parole si presenta, così, come un completo e utilissimo manuale per facilitatori e insegnanti.
Viene indicato il materiale necessario e, per ogni singola stazione, vengono evidenziate le diverse fasi di svolgimento. Molto interessante la guida semplificata per gli alunni BES italofoni e non italofoni.
È un’opera, dunque, completa, matura ,utile e interessante; un libro capace di coniugare tecnica e arte .







