Il famiglio della strega – di Francesca Matteoni

Voce alle Donne

Recensione di Emma Fenu

famiglio strega

 

Il famiglio della strega. Sangue e Stregoneria nell’Inghilterra moderna è un saggio  di Francesca Matteoni edito da Aras nel 2014.

Di cosa tratta Il famiglio della Strega?

Il famiglio della Strega è un saggio breve e molto ben strutturato che si concentra sull’animale o sulla creatura fantastica che nello stereotipo dell’anziana strega a lei si accompagna, lasciando sul corpo di ques’ultima i segni della suzione continua del sangue e, volte, perfino capezzoli aggiuntivi.

Inizialmente tale creatura non era legata alla dimensione demoniaca, ma proveniva da Popolo Fatato che abitava, calzando cappelli a punta, al limitare del mondo reale, dove vigevano leggi opposte e speculari, una sorta di rovesciamento degno Alice: per esempio il nutrirsi aveva come conseguenza, per lo sventurato umano, il deperire e l’ammalarsi.

Tavolta le fate erano aggressive, arrivando ad uccide e a rapire, talvolta conferivano doni di divinazione, arte e guarigione agli uomini, spesso proprio tramite un famiglio che dal loro mondo proveniva.

Con l’avanzare dell’inquisizione, il famiglio divenne legato al diavolo e i suoi morsi si trovavano non più su braccia e volto, ma in parti del corpo intime e legate alla sfera sessuale.

Mi soffermerò, in questa sede, non potendo riassumere tutto il saggio, sull’importanza dello scambio di sangue fra strega e famiglio.

Dal punto di vista antropologico il sangue è forza vitale quando fluisce all’interno del corpo, senza ostruzioni e ferite.

Solo il sangue mestruale è benefico per la donna perchè, secondo le concezioni mediche dell’epoca, consente di stabilire un equilibrio fra gli umori e di eliminare sostanze tossiche che altrimenti stagnerebbero nel corpo della donna che, essendo infetta, potrebbe infettare a sua volta perfino con i vapori degli occhi.

Non è, quindi, un caso che la strega nello stereotipo sia vecchia: la menopausa spiega il suo potere nefasto contro giovani e bambini forti e sani.

Una vecchia donna che accudisce e nutre una creatura fatata o demoniaca è la degenerazione e perversione del modello della brava madre.

Secondo le conoscenze scientifiche dell’epoca, il feto si formava dal sangue femminile e dal seme maschile e si nutriva del liquido mestruale che, infatti, non fuoriesce in gravidanza. Tale liquido si trasformava, dopo il parto, in latte.

I residui del parto, dal sangue alla palcenta e, in taluni casi, il feto morto, dovevano essere bruciati perchè si riteneva avessero vita autonoma, possibilità di crescere in un mondo altro e danneggiare i bambini. O diventare famigli della strega, al suo servizio in cambio di sangue, sempre più assetati fino a volerne di fresco.

Perchè leggere Il famiglio della Strega?

Il famiglio della Strega di Francesca Matteoni è un excursus storico e antropologico sulla stregoneria nell’Inghilterra moderna attraverso lo studio della percezione del famiglio della strega e, per estensione, della simbologia del sangue.

Nel testo vengono citati e spesso riportati testualmente in brevi estratti documenti dell’epoca: storie, processi, condanne, elucubrazioni filosofiche e scientifiche dalle quali risulta chiaro che se è vero che non tutte le streghe sono donne (vi sono alcuni uomini), è, però, indiscutibile che tutte le donne sono potenzialmente streghe, soprattutto se vecchie.

Temute, ritenute portatrici di invidia, emarginate, condannate, sole se si eccettua la compagnia di un gatto: quante streghe conosciamo ancora oggi? Quante sono definite così?
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Sinossi

Chi è il famiglio della strega? Gatto, rospo, cane, oppure creatura grottesca, spirito demoniaco che stabilisce, attraverso il sangue, una relazione fisica con l’individuo.

Questo libro si propone di guardare ai materiali dei processi per stregoneria dell’Inghilterra moderna, concentrandosi proprio sul ruolo del sangue nell’unicità della tradizione riguardo il famiglio e nel riconfigurare il corpo paradigmatico della strega, guastatrice, antimadre, a sua volta vittima dei complotti diabolici come dei rancori e dei terrori diffusi all’interno della comunità.

Confrontando le idee consolidate dal dibattito religioso con le teorie popolari, le nozioni mediche con quelle magiche intorno a salute e malattia, la sostanza del sangue spicca come nodo conflittuale tra mondo dello spirito e mondo della carne, confine ambiguo tra il socialmente accettabile e la spaventosa alterità, per cui anche un piccolo animale domestico può mutarsi in una minaccia ultraterrena: forma tangibile del sospetto e della radicale fragilità umana.

Titolo: Il famiglio della strega
Autore: Francesca Matteoni
Edizioni: Aras, 2014