Roseparole – di Angela Villani
recensione di Franca Adelaide Amico

Un libro insolito e originale Roseparole. Divagazioni letterarie di Angela Villani edito da Schena nel 2021.
Di cosa tratta Roseparole?
Mito,epica universale e personale si intrecciano a dar vita ad una narrazione profonda e piacevolissima nel contempo.
Angela Villani conversa con personaggi epici come Enea,Odisseo,la vergine Camilla insieme ad icone della letteratura come Pirandello.Così, il
passato diventa attuale,il dialogo con gli antichi diventa discorso dell’anima.
Ricorda l’Ovidio delle Metamorfosi, la fluida scorrevolezza in Roseparole; dei passaggi da mito antico a mito moderno; se è vero che anche le nostre vite meritano di essere innalzate alle vette più sacre; perché sacro è il nostro dolore,sacro è il ricordo dei nostri genitori così come pietas virgiliana è l’insegnamento di vita
.Così le Metamorfosi ovidiane del mito diventano in questo trasformazioni temporali: la pietas antica richiama il ricordo attuale dei genitori, la vanità della vergine Camilla,la vanità di tutte le donne; è bello,è incantevole lasciarsi fluire,trasportare dalle Roseparole della nostra Angela Villani, accompagnati da lei fino alle porte dell’Ade.
Perché leggere Roseparole?
Dopo la lettura, siamo pronti a continuare il cammino su questa terra,una volta usciti fuori.Rimangono con noi i miti,gli eroi,i compagni eterni del significato più profondo della nostra esistenza e, con meraviglia, ci accorgiamo che, inconsapevolmente,hanno colorato la nostra vita.
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Sinossi
L’autrice crea per il titolo di questo libro una parola composta, Roseparole.
I fiori, simbolo dei ricordi belli della vita, si intrecciano con le parole che li fissano nella memoria.
Come in un precedente romanzo, unisce pensieri di vita vissuta alla Letteratura. Le rose sono destinate a sfiorire, ma non così le parole, soprattutto quelle poetiche.
Esse rendono eterno il ricordo, radicandolo in una dimensione mentale e spirituale.
Così la profonda conoscenza letteraria dei Classici sostiene l’autrice, le viene in soccorso per far rivivere i suoi cari.
Le “Divagazioni letterarie” si concludono con le Sirene, che simboleggiano la fascinazione della parola, che il tempo non potrà mai cancellare. Il titolo dell’ultimo capitolo, “Il canto delle Sirene”, non può non farci pensare ad un noto libro di Maria Corti: anche per lei forte è il potere di seduzione di questi femminili demoni marini, che dialogano tra loro sull’enigma dell’umano destino.
Ascoltarle può essere rischioso, ma bisogna correre il rischio.






