Margherita Musella: autrice di Scuola di cucina … io e le altre
Voce alle Donne
Intervista a cura di Emma Fenu
Margherita Musella è nata sull’isola di Ponza, ha vissuto fino all’adolescenza sull’isola d’Elba e ora vive in Sardegna. Costanti nella sua vita sono l’isolitudine e il mare.
Chissà come hanno influito sul suo essere scrittrice, insegnante e appassionata di libri e cucina. Sicuramente nel bel sorriso, nell’abbraccio stretto, nel calore che traspare dallo sguardo, nel vento del suo entusiasmo.
Gestisce un Caffè Letterario, quello arbataxino, in cui emerge la sua convinzione nella solidarietà al femminile.
In Scuola di cucina… io e le altre, Margherita Musella racconta di Giada, Consuelo, Claudia, Anna e Paola, cinque donne diverse, ognuna con una storia unica, ma accomunate da un’unica, grande passione: la cucina. Non è importante quanta distanza ci sia fra un’amica e un’altra: un’amica non è mai abbastanza lontana da non essere raggiunta.
“E se un giorno dovessi – pensò Giada – camminare da sola per la mia strada, le donne/ amiche/ sorelle saranno lì a incoraggiarmi, a pregare per me, con le braccia aperte procedendo al mio fianco.”
Benvenuta nel salotto di Cultura al Femminile, cara Margherita.
Che cosa è per te l’Isola e quanto influisce sulla tua vita personale e professionale?
Io sono nata su un’isola, dove son rimasta per 10 mesi e poi portata via… su un’altra isola più grande, dove ho vissuto fino a 14 anni e poi trasferita, ancora una volta, sempre su un’altra isola, ma più grande.
Sono stata concepita in mare durante un viaggio fatto dai miei genitori sulla goletta del nonno.
Penso proprio che io abbia il mare dentro … e l’Isola anche!
Cosa è per me?
Immagino la vita stessa : mi mancherebbe l’ossigeno se non vivessi vicino all’acqua. Di conseguenza nei miei libri il mare fa sempre da cornice ai racconti delle donne di cui amo descrivere storie, sentimenti ed emozioni, conflitti e soluzioni, gioie e dolori, afflizioni e speranze.
Nutrire è il primo gesto d’amore: cosa esprime la passione per la cucina?
Quindi abbiamo capito che io amo il mare appassionatamente, ma anche leggere e scrivere e raccontare storie. Ma non solo, amo anche accogliere l’altro e ascoltarlo e… cucinare.
Così ho unito le mie passioni, per ottimizzare il mio operato: scrivo di donne e ne approfitto per tratteggiare anche le ricette personali della cucina mia e di mio marito; creo delle esperienze culinarie con persone sconosciute fra loro per far gustare tante cosette buone, accogliendole alla mia tavola e ascoltando i loro pensieri più profondi e, a volte, mai rivelati in un’esperienza che chiamo “Cene in famiglia”.
La cucina, mezzo per esprimere amore, nutrendo lo pancia e l’anima. Questa passione per la cucina è forse davvero un mezzo per offrire amore a: figli, nipoti, amici, conoscenti o addirittura sconosciuti. E in questo sono intensamente appoggiata dal mio sposo.
Nel tuo libro Scuola di cucina… io e le altre tratti della sorellanza e dell’essere donne, nella propria unicità, complessità e interezza. Chi sono le tue protagoniste? Puoi definire ciascuna con un aggettivo?
In questo libro, come del resto in tutti gli altri miei cinque, metto in risalto la sorellanza in quanto credo fortemente in essa.
Credo che le donne abbino una marcia in più e lo dimostro con le svariate storie vere che riporto nelle narrazioni e che poi, intrecciandole, fanno nascere dei romanzi.
In Scuola di cucina … io e le altre, le protagoniste hanno di fondo tutte un’esigenza: confrontarsi e aiutarsi. Consciamente, o inconsciamente, hanno accettato il corso di cucina credendo in esso non tanto per il corso in sé, quanto per il giovamento che ne avrebbero avuto in seguito, appunto, all’incontro terapeutico fra donne che potevano esprimere se stesse e trovare di conseguenza una risposta ognuna al suo personale perché.
Ecco quindi che emergono la fifona perfettina, l’inappagata appassionata delle novità, la pazzerella credulona, l’ossessionata delusa, l’illusa romantica e amorevole.
Esiste, a tuo avviso, una scrittura al femminile?
Credo fermamente in una scrittura al femminile. E credo anche le donne sappiano fare rete: lo sanno fare bene! Sanno aprire il loro animo molto profondamente, mentre l’uomo è incapace, o meglio, restio ad aprirsi spudoratamente. C’è una sorta di pudore nel maschio che lo trattiene fortemente dall’esprimere il suo sentire.
Le donne sono sempre capaci di fare rete? Se falliscono, a chi vanno le colpe?
Le donne sono capaci di fare rete.
Nel momento in cui una rete fra donne fallisce la colpa è semplicemente della fragilità umana da cui non è esente nessuno : anche le donne possono avere degli atteggiamenti negativi e riprovevoli e far fallire qualcosa che qualcun altro ha costruito con amore e dedizione.
Ci lasci con una ricetta che rappresenta Margherita Musella?
Mi piace immensamente una ricetta che mi rappresenta perché mi fa sentire viva e creativa e perché è semplice, come mi sento semplice io; perché è un dolce con il cioccolato, e si sa il cioccolato porta buonumore; perché rappresenta la constatazione che a volte noi ci aspettiamo cose eccessive e poi rimaniamo delusim mentre la vita è fatta di piccole e semplici cose che però possono portare la felicità.
BUDINO AL CIOCCOLATO CON BISCOTTI
Preparare un semplice budino al cioccolato.
Metterlo in una ciotola (o in tante ciotoline) dove si sono precedentemente sbriciolati tanti biscotti secchi.
Aspettare che si raffreddi e mettere in feezer.
Cospargere di diavoletti colorati.
Link d’acquisto
https://www.kimerik.it/libro/1161/scuola-di-cucina-margherita-musella/






