PADOVA JAZZ FESTIVAL: 10 novembre – 21 novembre 2021

PADOVA JAZZ FESTIVAL: 10 novembre – 21 novembre 2021

PADOVA JAZZ FESTIVAL: 10 novembre – 21 novembre 2021

a cura di Gianna Ferro

PADOVA JAZZ

 

L’edizione 2021 del Padova Jazz Festival ha preso il via mercoledì 10 novembre e si concluderà il 21 novembre.

Due edizioni in una quella di quest’anno, che è giunta alla sua 23a, fermatasi l’anno scorso per il lockdown, che conferma quasi tutti gli artisti del 2020 a cui si aggiungono altri prestigiosi quest’anno.

Il Festival padovano come sempre organizzato dall’Associazione Culturale Miles, con la direzione artistica di Gabriella Piccolo Casiraghi, grazie al contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, al sostegno del Ministero della Cultura e alla collaborazione con il Centro d’Arte degli Studenti dell’Università di Padova, è quest’anno un inno all’Europa, con artisti provenienti da Italia, Svezia, Germania, Russia, ma non mancano musicisti statunitensi che dell’Europa hanno fatto la loro seconda casa.

Prima di entrare nel vivo della manifestazione vorrei tornare un po’ indietro nel tempo, quando Gabriella Piccolo Casiraghi, la direttrice aristica del festival, ha voluto creare a Padova, grazie alla sua passione per il jazz, un luogo in cui appassionati del genere musicale e artisti ascoltavano e facevano musica.
Alla sua passione per la Porsche, con la quale corre su pista e su circuiti di tutta Europa, Gabriella si innamora del Jazz ascoltando per la prima volta un disco di Keith Jarret: è il 1978.
Per lavoro, negli anni ’80, si reca spesso a Milano e le capita di andare al famoso locale “Capolinea”, per ascoltare concerti e reunion di musicisti che fanno musica.

Compra un pianoforte nella speranza che sua figlia si appassioni allo strumento. Si ritrova, invece, ad organizzare concerti con amici, ai quali si aggiungono musicisti professionisti.

Così nasce l’idea, con un gruppo di soci, di portare a Padova un po’ di quell’atmosfera che lei respirava al “Capolinea” di Milano.

L’edificio della Fornace di Mestrino, dopo il suo restauro, dal 1995 al 1998, diviene il centro di attrazione di famosi artisti ed appassionati del jazz. Un periodo breve, ma intenso.
Nel 1998 Gabriella vince la Formula Club Porsche Italia e, dopo una conversazione con il Presidente, riesce ad ottenere lo sponsor da Porsche per il primo Festival di Jazz, da lei organizzato con l’Associazione Miles, nome con duplice riferimento a Miles Davis e alle “miglia” percorse nelle gare.

Così sono trascorsi anni di Festival tra concerti, mostre fotografiche e performance artistiche che coinvolgono la citta di Padova e la periferia.
Donna coraggiosa e determinata Gabriella Piccolo Casiraghi che collabora con giovani generazioni, “Perchè da loro si impara sempre”, dice, e ad ogni nuovo Festival l’entusiasmo è sempre quello della prima volta.

Ringrazio Daniele Cecchini, dell’ufficio stampa, che mi ha dato qualche dritta e al quale ho rivolto delle domanda:

Bologna Jazz Festival chiude e Padova apre, c’è continuità tra i due o sono completamente diversi?

Senza nulla togliere all’uno e all’altro. Direi che quest’anno l’unico punto in comune ai due festival sono io, in quanto responsabile er entrambi della comunicazione mediatica.

A parte ciò sono manifestazioni completamente indipendenti che si svolgono nella stessa stagione.
Sono comunque festival esteticamente affini, entrambi di notevole importanza a livello nazionale, tra i quali esiste un rapporto di ottimo vicinato.

Il Padova Jazz Festival è solo musica o tanto altro ancora?

Il Padova Jazz Festival ha sempre riservato un posto di rilievo alla fotografia (ovviamente di contenuto jazzistico) ospitando ogni anno una o più mostre.
Quest’anno ce ne saranno due: una dedicata a Carlo Verri,

https://www.padovajazz.com/festival/2021-11-05-carlo-verri/

l’altra a Giuseppe Craca.

https://www.padovajazz.com/festival/2021-11-09-giuseppe-craca/

Il festival ha spesso ospitato anche presentazioni editoriali e così farà anche quest’anno.

Detto ciò, sottolineo comunque che in un festival musicale è giusto che l’elemento più rilevante sia…la musica. E non lo dico come cosa scontata, visto che per necessità spesso le amministrazioni e gli enti pubblici tendono a dare risalto più agli eventi secondari di contorno che ai contenuti principali.

 

PADOVA JAZZ

Eccoci all’ampia ed interessante programmazione.
Nel concerto di apertura del Festival, il 10 novembre alla Sala dei Giganti, si sono esibiti gli svedesi Angles 7, che daranno prova della loro capacità di improvvisare spregiudicatamente.La loro musica si deve al sassofonista Martin Küchen, che trae ispirazione da fonti disparate: dal jazz più intellettuale, sia britannico che statunitense, alla musica balcanica, il folklore svedese ai ritmi di danza africani.

L’11 novembre è stata la volta del pianista Fabrizio Puglisi con i suoi Guantanamo, gruppo dedito al grande patrimonio ritmico della tradizione afro-cubana, rivisitato con un tocco di alterata lucidità, preceduto dalle sonorità mistiche del sassofonista Dimitri Grechi Espinoza.

Il 13 novembre due fenomenali pianisti come Dado Moroni e Danny Grissett si sono confrontati sul repertorio di Charlie Parker, preceduti dal vibrafonista Pasquale Mirra.
Dopo l’apertura della contrabbassista Federica Michisanti, in duo con il sassofonista Errico De Fabritiis; il 15 sarà la volta dei Monk’s Casino, quintetto tedesco nel quale spicca la presenza del pianista Alexander von Schlippenbach, il loro programma sarà frenetico e incalzante dalla propensione free della band.
Il 17, il sassofonista statunitense David Murray si presenterà alla testa di un trio per esaltare il suo percorso stilistico, partito dal free e poi approdato a un jazz più “ecumenico”, concerto anticipato dall’esibizione dei fiati di Marco Colonna e il basso di Silvia Bolognesi.
Le serate al Teatro Verdi saranno inaugurate, il 18, unica data italiana del sassofonista Charles Lloyd, mito del jazz anni Sessanta, uno dei solisti dalla più intensa carica espressiva tra quelli in attività.
Il trombettista Enrico Rava e il pianista Fred Hersch, che è uno dei momenti più poetici dell’attuale panorama jazzistico, suoneranno il 19 e si assisterà ad un faccia a faccia tra jazz statunitense e italiano.
Il 20 si esibirà la Fire! Orchestra CBA. Il concerto, frutto di una produzione originale del Centro d’Arte in collaborazione con Padova Jazz Festival e Università degli Studi di Padova, sarà la prima assoluta di questa formazione, una compagine di quindici strumentisti che coinvolge artisti scandinavi ,guidati dal trio Fire!, nucleo dell’ensemble allargato, e un gruppo di “spericolati” musicisti italiani.
Le serate in stile jazz club si svolgeranno al Caffè Pedrocchi, in cui tra artisti e pubblico non esiste la barriera del palcoscenico.

Caffè d’arte di giorno, lo storico locale del centro cittadino si trasformerà per tre sere in live music club: il 12 novembre con la cantautrice Lucy Woodward, che con la sua band propone una personale miscela R&B dal groove molto marcato e venato di jazz;

il 14 con l’Expanding Trio del pianista Greg Burk, fautore di un modernismo che mantiene un profondo rapporto con la tradizione;

il 16 con il sassofonista Maurizio Giammarco, il cui quintetto Halfplugged Syncotribe strizza l’occhio al crossover tra classico e moderno.

Come la tradizione vuole, i principali concerti del Padova Jazz Festival saranno affiancati dagli appuntamenti di Jazz@Bar, che porteranno la musica dal vivo in numerosi locali del centro e della periferia.
Nella Chiesa di San Gaetano, il 21 novembre ci sarà il Concerto di chiusura del Festival, concerto sotto il segno dell’intimismo e del chiaroscuro, con il duo formato dal chitarrista Ermanno Maria Signorelli e il contrabbassista Ares Tavolazzi.

PADOVA JAZZ

 

Come accennava Daniele Cecchini, Padova Jazz Festival conferma il profondo legame tra programmazione concertistica e arti visive, imprescindibili come documentazione storica, maanche capaci di definire l’estetica del jazz: le mostre fotografiche dedicate agli scatti di Carlo Verri e di Giuseppe Craca (di cui sopra) e la presentazione del libro fotografico di Alessandra Freguja.

Il nostro paese ha bisogno di “questo”: di donne e di uomini che, come in questo caso, con la passione, la tenacia e l’impegno fanno della musica un momento di socialità, cultura, prestigio e crescita collettiva.

Speriamo che di eventi come il Padova Jazz Festival in Italia se ne vedano sempre di più. Grazie! Attendiamo la 24a edizione.

“Prima lascia che io suoni, poi più tardi te la spiegherò” Miles Davis

 

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