Alessia Pizzi e il progetto poetessedonne

Voce alle Donne

intervista a cura di Emma Fenu

 

 

Alessia Pizzi

Intelligente, sensibile, spudorata, libera. Questa è Alessia Pizzi, romana, che lavora in vari settori e in tutti eccelle.  Inoltre è una mia grande e stimata amica, come le anime di poetesse grandi sanno essere.

Ha dieci anni in meno di me, l’ho vista crescere: discorre di poesia, forza, fragilità, uguaglianza, differenza.

Benvenuta nel salotto di Cultura al Femminile. Chi è Alessia Pizzi?

 

Bella domanda, la più difficile.

Attualmente un foglio bianco che sto provando a riempire con la poesia e, se riesco, con la scrittura della mia prima opera di narrativa.

Chi è la poetessa del tormento, del dolore e del potere?

 

La poetessa del tormento è Sylvia Plath, quella del dolore è Anne Sexton e quella del potere è Anna Achmatova. Le trovate tutte sul mio sito poetessedonne.it dove effettuo il censimento delle poetesse assenti dai libri di scuola, sia storiche che contemporanee. 

Chi sono gli uomini? Eroi, martiri, dei, fantasmi… O solo persone?

 

Nel mio libro “La poesia non può ferirmi” sono antagonisti, nel bene e nel male.

Questo penso capiti a molte poetesse. 

In cosa gli uomini sono diversi?

Arrivata a 38 anni, penso che siano diversi in tutto. Ma non dovrebbe essere questo il bello?

 

In cosa poeti e poetesse sono diversi?

 

I poeti sono diversi solo perché il canone li ha resi gli unici. In generale, nonostante certa critica abbia tentato di costruire una tradizione letteraria delle donne, io credo che la poesia abbia un genere solo per il fatto di essere scritta sia da uomini che da donne. 

 

E torniamo alla prima domanda. In cosa è diversa Alessia da Alessia poetessa?

 

Alessia poetessa ha meno paura di mostrarsi fragile. Rimane la mia voce più autentica. 

 

Esiste una poesia al femminile?

 

Non credo. Sicuramente esiste un sentire al femminile e uno al maschile. 

Ci regali due poesie? Una tua e una di una poetessa dimenticata.

 

La mia:

 

Fantasmi dell’universo

 

Scoperta la sorgente dei neutrini cosmici

E penso al tuo pene nella sua vagina

Messaggeri nello spazio

E penso al tuo pene nella sua vagina

Fantasmi dell’universo

E penso al tuo pene nella sua vagina

Si tratta di particelle originate da un buco nero in una galassia che dista a 4,5 miliardi di anni luce dalla terra.

È una grande scoperta, come il tuo pene

nella sua vagina.

Cambierà le sorti dell’astrofisica,

non come il tuo pene nella sua vagina.

Squallido e arrabbiato, irrilevante

e io sono qui a pensare al tuo pene

nella sua vagina.

Sprofondo nella mia insicurezza

è un vortice di paura

che affoga la mia mente,

labile mente.

 

Ada negri – Addio alla luna

 

La luna stilla il suo pianto d’oro nel mar di viola:

tacite lacrime d’alba, tristezza di partir sola.

Ad una ad una le stelle sono scomparse lontano:

tristezza d’aver camminato tutta la notte invano.

Si piega, sempre più stanca; affonda: sempre più smorta:

tristezza innanzi alla vita, sparire senza esser morta.

Pur le conviene obbedire al Sommo che la governa:

Nel vuoto che non perdona, tristezza d’essere eterna

 

Alessia Pizzi – La poesia non può ferirmi