Le stanze del tempo di Piera Ventre
Voce alle Donne
recensione di Emma Fenu
Le stanze del tempo è un romanzo di Piera Ventre edito da Neri Pozza nel 2021.
Di cosa tratta Le stanze del tempo?
Le stanze del tempo è un alternarsi di capitoli, un saliscendi fra cantine e soffitte, un entrare nel cuore della cucina e un uscire nei piedi dei giardini, sentedosi non Alice stretta fra le mura, ma la casa stessa, con sangue che scorre nei tubi e pareti di carne.
La protagonista dei racconti sembra essere sempre la stessa: una voce narrante che ci conduce nella planimetria della propria esistenza e nella costruzione per livelli con un mix di sabbia di clessidra, di ghiaia di presepio, di cemento di pressioni e pesi.
È sempre lei, nelle varie fasi della crescita e nell’evolversi delle relazioni, o a scriverci, con una prosa particolare, talvolta descrittiva all’eccesso e talvolta evasiva nel dettaglio ultimo, è una sovrapposizione di voci, quasi corale?
Perché leggere Le stanze del tempo?
Le stanze del tempo è un libro molto particolare, fin dallo stile, che crea un’osmosi di quotidianità e inquetudine e che ci denuda.
Posso guardarmi allo specchio, posso mostrarmi in pubblico, ma saranno le stanze abitate o possedute per serate o istanti a svelare quali paure mi attraversano, quali contraddizioni non mi fanno prendere sonno, quali immagini mi fanno compagnia, e come sogno e cosa.
Basta salire in soffitta della casa che non c’è, quella che vorremmo ci fosse, ma in fondo no: deve restare un progetto senza fondamenta, deve restare il luogo del possibile, deve restare la baita nel bosco, quella in cui tirare il catenaccio, per entrare, quando si dorme. O si finge di dormire.
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Sinossi
Cosa significa raccontare delle stanze?
Entrare in luoghi privati, nascosti, discreti e cercare tra pareti e corridoi, camere e luci che passano dalle finestre i fili di tante storie? È Piera Ventre a dircelo, nel suo modo, con la sua scrittura densa e precisa.
E allora cosa accade se in una casa si accende un fuoco? Oppure se va via la luce, ed entrano insetti e briganti? E se in una casa si smarriscono gli oggetti, saremmo capaci di ritrovarli o dovremmo rassegnarci alla loro misteriosa sparizione?
La vita che abita le stanze è quasi sempre segreta e inviolabile giacché le case, in fondo, altro non sono che tane nelle quali ciascuno rivela sé stesso.
La donna che dice «io» in queste pagine in realtà dice «noi» e il suo sguardo, che setaccia le abitazioni in cui ha vissuto e le case degli altri, non si posa unicamente sugli oggetti, sulle pareti – e sui corpi che tra quelle pareti si muovono – ma sul quotidiano che talora emerge dalle cose che ci appaiono più innocue e familiari.
Nel raccontare questi interni, come nei tableaux vivants, le inesattezze trovano corrispondenze esistenziali.
E i dettagli sono specchio di qualcosa di profondo, sedimento del tempo, delle innumerevoli ore che ciascuno di noi trascorre nel luogo che ci ostiniamo a chiamare «casa».
In queste trame coerenti di storie che si aprono una sull’altra come fossero stanze sconosciute, Piera Ventre conferma il suo grande talento di scrittrice.
Ci fa immergere in quel battito del tempo che le case portano con sé. Dentro memorie e vite distanti che rinunciamo a conoscere del tutto, per lasciare alla nostra coscienza un intervallo, un’attesa, una lieve imprecisione in cui poter liberamente inciampare.
Titolo: Le stanze del tempo
Autore: Piera Ventre
Edizione: Neri Pozza, 2021







