SNOWHITE di Anna Juana
Voce alle Donne
Recensione di Emma Fenu
Snowhite è una fiaba gotica scritta e illustrata da Ana Juan ed edita da #logosedizioni nel 2011.
Di cosa tratta Snowhite?
Precisiamolo subito, non è una fiaba adatta ai bambini e mi concederò lo spoiler perché questo è un testo che va guardato, vissuto, riletto e perché sento la responsabilità di non consigliarvelo come regalo ai molti piccoli lettori amanti delle storie da brivido studiate per la loro età, per metabolizzare ed esorcizzare in modo sano la paura.
Tutto inizia come sappiamo: la mamma che si punge il dito e sogna una bimba bianca come la neve e rossa come il sangue, la morte prematura della puerpera e l’arrivo in casa di una matrigna.
In un’ambientazione vittoriana, conosciamo una donna ossessionata dalla propria bellezza, ovviamente con uno specchio che ne dà conferma attraverso le parole. E poi si sa, Snowhite (Biancaneve) cresce e supera in bellezza la matrigna che decide di sbarazzarsene cacciandola dal palazzo.
Come ho più volte sottolineato in recensioni di romanzi storici e saggi a tema, una ragazza sola e senza supporto economico era facilmente destinata alla prostituzione: non viene detto espressamente, ma la matrigna vuole uccidere Snowhite nell’anima, rubandole non solo la bellezza, ma mortificando e violandone la femminilità.
La affida a un tipaccio che, prima di svolgere il suo compito, ne approfitta per primo.
Ma lo specchio non mente, la fanciulla resta bella, ossia una persona di buon cuore: non è certo l’imene a cambiare la sostanza di una donna.
Giunge, dopo una fuga disperata, in una taverna di nani, poco affettuosi ma non stupratori, che la accolgono a patto che faccia da cameriera.
Venutolo a sapere, la madrigna si finge una vedova di guerra, si cala una veletta sugli occhi e riesce a far passare un liquido malefico per un medicamento e Snowhite, assumenndolo, cade in una morte vigile.
I nani la espongono come fenomeno da baraccone in osteria, dove si riuniscono un folto numero di avventori mossi da curiosità morbosa.
E un uomo arriva, un Lord. Ma qui mi fermo.
Sappiate che non c’è un lieto fine eppure Snowhite rimane bellissima e piena d’amore.

Perchè leggere Snowhite?
Il testo si esprime in modo velato, senza morbosità, ma non cela una verità che esiste e segue un percorso narrativo che proprio le fiabe originarie avevano come caratteristica: rivolgersi ad un pubblico adulto raccontando storie che infrangono tabù.
Ad aggiungere valore, sotto ogni frase in italiano, è riportata la traduzione in inglese.
E ora arriviamo alle immagini, tutte in bianco e nero. Immagini inquietanti, che parlano, sussurrano, gridano. Immagini anch’esse eleganti, ma il dramma non ha bisogno di parti anatomiche esposte per arrivare al cuore del lettore.
Ana Juan è un’illlustratrice di rara bravura, con vari riferimenti a opere d’arte classiche, rivisitate, e a simboli iconografici, come le perle, che strizzano l’occhio all’osservatore attento: ma qui mi asterrò dallo spolier. Altrimenti che gusto c’è nello scovare gli indizi?
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Sinossi
Tutto in bianco e nero, Ana Juan prende la favola e la stravolge cambiando semplicemente la personalità dei personaggi e dando una diversa chiave di lettura della vita della regina, madre di Biancaneve e della figlia,
regalando una ironica, sordida e spietata visione del classico caramellato dove “il vissero felici e contenti” non vale per tutti, nemmeno nelle fiabe!
Titolo: Snowhite
Recensione:Ana Juan
Edizione: #logosedizioni, 2011







