Gabriella garofano e cannella – di Jorge Amado

recensione di Anna Ferriero

garofano cannella

 

Gabriella garofano e cannella è un romanzo di Jorge Amado edito da Einaudi nel 2013 e pubblicato in Brasile per la prima volta nel 1958.

Di cosa tratta Gabriella garofano e cannella?

Amado è talmente stregato dal suo Brasile, a tal punto da considerarlo una “donna ammaliatrice”, una donna della quale tutti si innamorano, tutti la sognano, tutti voglio amarla ma che al contempo soffre, piange. Proprio così… Perché il Brasile di Amado è quella donna forte e fragile allo stesso tempo.

Quella donna che sa essere spensierata danzando a piedi nudi durante il carnevale ma anche quella donna forte che sa scrivere, da sola, un nuovo capitolo della propria vita dopo un improvviso tradimento e lutto (Dona Flor e seus dois maridos).

Il Brasile amadiano è quella donna che sa accettare il matrimonio comportandosi da donna rispettosa, che esegue le regole ma che non le ama (Gabriela, clavo y canela).

Il Brasile di Amado è quella donna costretta a prostituirsi per guadagnare, ma rappresenta anche quella donna libera, che prima o poi sente l’esigenza di allontanarsi e volare senza catene.

È possibile dire che lo spirito di Amado è donna. La sua penna è donna. Egli vive in un contesto femminile (lo è il suo stesso Brasile).

Questa è una vera rivoluzione per l’epoca, un’epoca durante la quale vige il paradosso, dove la maggior parte della sua gente vive nel sertão, e dove la maggior parte delle famiglie lavora come fazendeiro.

Lo stesso Amado proviene da una famiglia di fazendeiros. Una dimensione all’interno della quale vige la lotta, il lavoro degli schiavi negri è il comandamento, il sangue dell’orrore, ancora oggi, grida pietà e salvezza per essere stato versato ingiustamente.

E Amado cerca di “sporcare” con l’inchiostro pagine di vita remota per contribuire al suo ricordo, un ricordo che deve evitare ciò che in passato si è verificato.

Un ricordo che deve portare il lettore alla riflessione per fare in modo, che non ci sia un nuovo Pelourinho.

Come tutte le opere letterarie di Amado, Gabriella garofano e cannella  ha come protagonista una donna. In copertina c’è la raffigurazione di una donna. Un percorso avvincente, unico, straordinario, forte che riesce a far capire la delicatezza e al contempo la grande forza femminile.

Una donna intelligente e piena di cultura ma che non ha avuto la possibilità di studiare e, per questo, costretta a guadagnare di lavoro duro. Di Gabriella non sentiremo parlarne subito ma dalla pagina 109. E ciò non dispiace affatto! Gabriella è la classica ragazza lavoratrice instancabile che mai si lamenta:

“La fama di Ilhéus correva ripida, i ciechi cantavano le sue meraviglie sulle chitarre, i commessi viaggiatori parlavano di quelle terre fertili e coraggiose. Li, un uomo, realizzava il suo destino in un batter d’occhi, non esisteva più redditizia del cacao. I gruppi di emigranti abbandonavano il sertão inseguiti dalla siccità.

Molti non sopportavano quel viaggio di orrori. Altri morivano arrivando alla stagione delle piogge, dove tifo e malaria aspettavano in agguato. Arrivavano decimati brandelli di famiglie, morti di stanchezza, ma i quali cuori battevano allegramente in quell’ultimo giorno di calvario […]

Solo Gabriella sembrava non risentire del lungo cammino: i suoi piedi scivolavano leggeri sui sentieri aperti a colpi di taglienti, la polvere la ricopriva da testa a piedi, il pettine non scorreva più fra i capelli.”

Così, Gabriella, inizia il suo ingresso nella penna di Amado. Una Gabriella irriconoscibile, sporca, stanca ma felice, dolorante ma che mai si lamenta, matura ma al contempo, una ragazzina che ha bisogno di amore. Una donna che riesce a conquistare tutti con i profumi e i colori dell’amato Brasile. Una Gabriella che diventerà una cuoca, della quale, tutti si innamorano. Una Gabriella che riesce a sprigionare, nonostante i tanti profumi delle pietanze, un inconfondibile profumo di garofano e, nonostante i colori del cibo, riesce a colorare con quella particolare sfumatura di cannella. Gabriella è la bellezza della natura: i capelli scuri ed ondulati personificanti le onde del mare notturno, il colore del sertão sparso sulla sua pelle color cannella e il profumo inconfondibile di garofano, sprigionante dalla sua chioma lunghissima e morbidissima al pari della salsedine marina.

“Quel suo colore di cannella rifletteva la luna in tutto il suo splendore e quel profumo strano era rimasto nella stanza. Quel profumo di garofano.”

Perché leggere Gabriella garofano e cannella?

 

Quando ho iniziato questo percorso, ignara e allo oscuro di tutto, mai mi sarei immaginata, un giorno, di sentirmi una vera Bahiana; mai avrei pensato di riscoprire me stessa; mai avrei  immaginato per un solo istante, di vivere d’amore – piangere d’amore – sorridere d’amore – sognare d’amore…

Sì. Sì perché ciò che noi Occidentali (soprattutto noi italiani) conosciamo, è soltanto una piccolissima parte della medaglia, e forse, quella più superficiale.

Ciò che si tende a minimizzare col classico termine Brasile, oggi, io, posso avere la fortuna di dire: Profumo di garofano e aroma di cannella.

Perché il Brasile che si respira attraverso la penna amadiana è un Brasile danzante, pittoresco, movimentato.

Jorge Amado ha la grande abilità di ripercorrere la sua dimensione, portandola nella realtà, senza minimamente alterarla. Fa questo per conservare la vera essenza brasiliana e non lasciarla dimenticare – dimenticata dalle e alle generazioni postume.
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Sinossi

 

«Questa storia d’amore iniziò nello stesso giorno limpido, con sole primaverile, in cui il fazendeiro Jesuino Mendonça uccise a rivoltellate donna Sinhzinha Guedes Mendonça sua legittima sposa…»:

cosí il preludio alla storia di Gabriella dal profumo di garofano e dal colore di cannella, mulatta sinuosa che non cammina ma balla, che non parla ma canta, e che è arrivata con tanti altri emigranti dall’interno del sertão sul litorale, per non morire di fame.

È arrivata a piedi, danzando sulla terra riarsa fino a Ilhéus per la gioia e la dannazione dell’arabo Nacib.

Selvatica e spontanea, incapace di tutto fuorché d’amare e cucinare, la scalza Gabriella assiste senza molto capire agli intrighi della cittadina, ai mutamenti sociali, all’evoluzione della mentalità, alle beghe che scoppiano tra i fazendeiros per la supremazia nel mercato del cacao.

 

Titolo: Gabriella garofano e cannella
Autore: Jorge Amado
Edizione: Einaudi, 2013