Bridgerton o Il Duca e io?

Bridgerton o Il Duca e io?

bridgerton il duca e io

Bridgerton o Il Duca e io?

Di Romina Angelici

Serie Tv o libro?

Netflix o Julia Quinn?

Potrei continuare all’infinito.

Una cosa è certa: scegliere non sarebbe per niente facile.

Già, perché scegliere?

Adesso so dove sta il segreto del successo di Bridgerton.

Sicuramente nel budget americano, ma anche nella penna di Julia Quinn.

Di solito si fanno paragoni tra l’adattamento cinematografico e il libro da cui è stato tratto. Perché la maggior parte delle volte si conclude che l’adattamento televisivo non è all’altezza del libro.

Stavolta farò l’inverso.

Perché prima ho visto la serie tv e poi ho letto il romanzo a cui è ispirato.

Tutto sommato Bridgerton mi è piaciuto.

Il romanzo mi ha decisamente convinto.

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Dov’è il Regency

Ho guardato la serie tv facendomi ammaliare dai costumi e dai colori sfavillanti e dalla scelta delle location, una più bella dell’altra, ma ora so che i punti di forza narrativi sono da rintracciare ne Il Duca e io.

In Bridgerton alcuni hanno criticato la non aderenza storica di alcune scelte della produzione che però aveva preavvertito che non si sarebbe trattato né di un documentario né di una ricostruzione.

Certo è che l’atmosfera Regency che adoro è meglio raccontata nel libro dove, anche senza precisi riferimenti, la descrizione di eventi come il debutto, la stagione, i balli (con tutta la loro etichetta) sono a inquadrare un preciso contesto storico senza sfoggio esagerato.

In Bridgerton si è preferito sottolinearlo con la ingombrante presenza di una Regina abbastanza impicciona e appariscente, messa a fare le veci del consorte Giorgio III sull’orlo di una crisi di nervi, sulla scena pubblica.

Parità

La trovata di Lady Whistledown, controcanto alla storia, è molto azzeccata e direi geniale, con una resa cinematografica ottimale.

Parimenti, e la simpatia dei personaggi, esplicitata in dialoghi piacevoli e divertenti è stata ben rispecchiata nel cast.

La coppia dei protagonisti, che ripropone la classica antinomia lei ingenua e inesperta, lui rude e navigato, mi sembra ben rappresentata nell’espressione del fascino da loro sprigionato sulla pagina scritta.

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Qualche compromesso

Una cosa hanno in comune, sia il romanzo sia la serie, e cioè la ricorrenza di scene intime e l’insistenza sui particolari di esse. E questo, per par condicio, è un aspetto che mi ha dato fastidio in entrambe le versioni, scritta e televisiva.

I compromessi a cui è scesa la serie tv dovevano incontrare il gusto moderno e le esigenze di mercato, che richiedono sensazionalismo, eccessi e quindi pubblicità.

Tutto considerato, ecco perché ho apprezzato meglio la scrittura, più sobria e garbata, anche se con uno stile non sempre aderente, ma che spiega con più logica lo svolgersi degli eventi e lo sviluppo della trama.

In attesa della seconda stagione…

Non manca altro quindi che aspettare la seconda stagione di Bridgerton e nel frattempo ingannare l’attesa leggendo il secondo volume della serie: Il Visconte che mi amava.

https://www.netflix.com/it/

Leggi anche: The Crown La serie Neflix che, forse, si è spinta troppo oltre.

 

 

 

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