Il coraggio del male di Sebastiano Ardita
Recensione di Gianna Ferro
Il coraggio del male è un romanzo di Sebastiano Ardita edito da Bonfirraro nel 2024

“Ci sono storie in cui i protagonisti sono modellati sul cliché eroico della perfezione, mentre in altre i personaggi sono agiti dalle emozioni, come può accadere nella vita reale. Anche se costretti a lottare con le loro insicurezze, trovano la forza per sfide impensabili per poi rinnegare se stessi un istante dopo nel gioco d’azzardo dell’esistenza, dove la vera sfida è il controllo di sé” scrive l’autore nel suo incipit
Di cosa tratta Il coraggio del male?
È la storia di vita e di amore di due giovani che si muovono sullo sfondo dell’Italia degli anni di piombo, in cui gruppi terroristici e criminalità organizzata entrano in conflitto con lo Stato e le sue istituzioni. Anni che hanno segnato tragicamente le vicende storiche del nostro paese, lasciando tracce indelebili.
Stella, giovane studentessa romana fuorisede a Trento, e Domenico, agente di custodia presso il Ministero della Giustizia, si incontrano e si scontrano sul loro modo di essere e di pensare. La partecipazione ai collettivi, ai cortei studenteschi innescano in Stella quella voglia di ribellione, repressa da tempo, fino a sfociare nell’eversione. Domenico, dal canto suo, è un giovane che confida nel suo giuramento, l’essere fedele allo Stato, perché crede nei propri principi e nella propria morale. Due personalità perfettamente incompatibili, ma che l’amore ha voluto mettere alla prova.
“Maschio o femmina, conformismo e ribellione, si trovarono uno difronte all’altro, richiamando all’azione altri schieramenti che si agitavano all’interno di ognuno di loro: istinto contro ragione; sottomissione contro rivalsa, fede contro materialismo. Un impulso naturale spingeva Stella verso un coglione conformista così diverso da sé.”
Tra i due si inserisce un terzo personaggio, Sergio, che proverà ad usare e a destabilizzare un rapporto mai decollato, quello tra Domenico e Stella. Lei in preda al suo cataclisma interiore è affascinata, da questa specie di Dio antistato, tanto da riuscire a carpire informazioni riservate a Domenico, per entrare nelle grazie di Sergio.
Le vicende si svolgono soprattutto nel mondo carcerario, quando i detenuti misero a ferro e fuoco gli istituti di pena, spesso solo per eguagliare gli eventi terroristici che avvenivano al difuori di essi. Tanti giovani agenti, come Domenico, venivano mandati nelle carceri più infuocate per arginarne le conseguenze.
Fuori, celle terroristiche si preparavano, invece, a colpire al cuore lo Stato, con rapimenti e vere e proprie esecuzioni nei confronti di alte cariche istituzionali.
Il coinvolgimento di Stella si fa sempre più attivo e più pericoloso. Si ritrova in una spirale malefica dalla quale non può più uscirne e Domenico ne era diventata la vittima inconsapevole.
“Era tornata al punto da cui era partita per il contrario di ciò che aveva voluto.”
Perché leggere Il coraggio del male?
Seppur la storia del libro ci riporta indietro nel tempo, quando ideali perversi e violenti hanno dato luogo a stragi ingiustificate e inumane, il fulcro del romanzo ruota intorno alle decisioni umane e al coraggio di percorrere la via del bene o del male.
Il personaggio di Stella ne è la prova. La sua rabbia, la sua frustrazione, i suoi rapporti non risolti con i suoi genitori, il covare una sorta di rivalsa la inducono sulla strada più semplice da percorrere: quella della ribellione, quella del dissenso e di unirsi alla massa, alla scìa del momento. Difronte a lei c’è Domenico che invece pur preso da un nascente sentimento di amore non mette mai in dubbio i valori in cui crede.
Il palcoscenico sul quale si muovono i due giovani e i sentimenti che li agitano è l’atmosfera bollente degli anni ottanta, in cui il bene e il male, il buono e il cattivo, spesso non erano dalla parte giusta.
L’autore riesce con scrupolosa semplicità e sensibilità, senza mai essere crudo, a raccontare le terribili vicende terroristiche che hanno attraversato quegli anni e quante vittime ci sono state tra uomini impegnati nella lotta alla mafia e tra le forze dell’ordine, in cui si rispecchia la figura di Domenico.
Sebastiano Ardita attualmente è procuratore aggiunto e componente della Dda di Catania È stato membro del Csm, procuratore aggiunto di Messina e direttore generale detenuti e trattamento al Dipartimento amministrazione penitenziaria. Il Magistrato, quindi, attinge, per questo romanzo, dalle sue esperienze, qui di fantasia ovviamente, non per raccontarci gli accadimenti, noti a tutti purtroppo, ma quanto c’è dietro a tanto “male” e quali possono essere i meccanismi emotivi che li animano.
Il percorso introspettivo di Stella traccia un’idea, non giustificata, delle scelte di una persona fragile e facilmente manipolabile. Ma si evince anche la cattiveria e la freddezza di un personaggio come Sergio che disegna perfettamente il quadro violento delle azioni eversive di quel tempo. Domenico spicca in questa storia non perché sia dalla parte del giusto, ma per la sua integrità interiore, perché rinunciando a un forte sentimento ha scelto “il coraggio del bene”.
“Il vero coraggio non è non temere il male, ma affrontarlo quando sembra invincibile.”
Un romanzo immenso che necessita la lettura per entrare nella mente e nell’animo di chi si è trovato a un passo dal precipizio, di chi invece quel passo lo ha valicato macchiando un’epoca di sangue innocente.
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Sinossi
Il coraggio del male è un romanzo avvincente che si immerge nelle dinamiche complesse e affascinanti del mondo giovanile italiano durante un periodo storico cruciale, in un‘Italia degli anni ’80, segnata dalle rivolte terroristiche, dalla trasformazione degli agenti di Custodia in Polizia penitenziaria e dalla crescente influenza della mafia sulle istituzioni.
Stella, una giovane donna in bilico tra la ribellione e il terrorismo, incarna la lotta contro un sistema che percepisce come oppressivo e ingiusto. Dinnanzi a lei, Domenico, un agente di custodia che vive una pressione costante tra il suo dovere istituzionale e il sentimento nascente per Stella. I due protagonisti rappresentano il cuore pulsante di una storia in cui le loro scelte si intrecciano con le dinamiche di potere, corruzione e giustizia. In un crescendo di tensioni personali e politiche, Stella e Domenico si trovano a lottare su fronti opposti, legati da un destino che li porta a confrontarsi con la propria identità e le proprie paure più profonde.
Mentre le rivolte esplodono e la mafia stringe la sua morsa sulle istituzioni, i protagonisti affrontano scelte impossibili, in bilico tra il tradimento di se stessi e il desiderio di libertà.
Con uno stile incisivo e coinvolgente, Sebastiano Ardita ci offre una panoramica sulla triste realtà dei reclusi e il difficile equilibrio tra lo Stato, la mafia e il sistema carcerario. Il romanzo svela le complessità del rapporto tra legge e ribellione, mostrando quanto sia sottile il confine tra il bene e il male. Attraverso una narrazione che non lascia respiro, il lettore è trascinato in un crescendo di colpi di scena e dilemmi morali che mettono a dura prova l’integrità dei personaggi.
In un’epoca in cui le rivolte e la questione penitenziaria tornano al centro dell’attenzione pubblica, Il coraggio del male offre un’opportunità unica per esplorare da vicino un mondo complesso, fatto di sofferenza, coraggio e scelte drammatiche. È un invito a riflettere sul significato della giustizia e del potere, in un contesto dove spesso i valori si confondono.
Titolo: Il coraggio del male
Autore: Sebastiano Ardita
Edizioni: Bonfirraro, 2024






