Cara Alina di Cristina Casillo
Lettere al Femminile
A cura di Maria Cristina Sferra
Care amiche e cari amici di Cultura al Femminile, per la rubrica quindicinale Lettere al Femminile pubblichiamo oggi una missiva di Cristina Casillo, una lettera dedicata all’amica di giovinezza con la quale ha condiviso la passione per Grease, i protagonisti, la mitica colonna sonora. Una lettera nostalgica che intreccia i ricordi dell’adolescenza alla consapevolezza della distanza che il tempo ha messo tra loro.
Cara Alina,
ieri sera ti ho pensata quando per la milionesima volta hanno trasmesso Grease in tv. Sin dalla sigla iniziale ho percepito che non sarebbe stato come sempre. Non avevo il sorriso sulle labbra ma lo sguardo fisso sulle immagini: Olivia Newton-John è deceduta e il film era in programmazione per l’ultimo saluto.
Da ragazzine abbiamo ascoltato all’infinito l’audiocassetta contenente i brani della colonna sonora, che s’inceppava nel vecchio mangianastri e il nastro veniva rigurgitato davvero, soprattutto se usurato e, guarda caso, sempre quando ascoltavamo Sandy cantata da John Travolta.
Pagherei per srotolare la pellicola della mia vita come si fa con i vecchi film e ripercorrere quei momenti spensierati quando vivevo nell’illusione di un’amicizia eterna nonostante le nostre diversità.
Io adoravo Sandy, romantica, con fiocco di raso e coda di cavallo, e tu preferivi quella con il chiodo di pelle e il rossetto rosso carminio. A me piaceva Danny perché non era poi così tanto dannato. Tu impazzivi per Kenichie, sicuramente più ribelle.
Mi prendevi in giro intonando “Look at me, I’m Sandra Dee” ma io ne andavo fiera perché spesso mi sentivo proprio come Sandy, quando tu con le amiche fumavi, mentre io odiavo l’odore della nicotina sulle dita.
A entrambe non piaceva un pezzo, forse troppo melodico, cantato da Frankie Avalon: Beauty school dropout. Non ci crederai, ma ora che ho superato abbondantemente gli ‘anta’ è tra i miei preferiti. Con il tasto contrassegnato dalla doppia F, facevamo scorrere per qualche secondo e si andava avanti con l’ascolto. L’aria sempre sognante ci accompagnava sulle note di Hopelessly devoted to you. Ci piaceva lo stesso ragazzo, o così sembrava, senza chiederci cosa ne sarebbe stato di noi se lui avesse scelto.
Con il tempo ho capito che quando perdiamo qualcuno d’immortale nel nostro immaginario, come un’attrice di fama mondiale, una parte di noi muore e la nostalgia entra nella pelle fino ad accarezzare il cuore per poi dargli un pizzicotto quando non riusciamo a trattenere le lacrime.
Sono andata sul tuo profilo Facebook anche se non condividiamo l’amicizia. Ho curiosato, affamata del passato, senza trovarne alcuna traccia: non un solo pensiero legato a quegli anni o al film. Mi sono sentita come al supermercato alla ricerca di un prodotto fuori moda ma che si vorrebbe custodire per non dimenticare, come la brillantina per capelli.
Io avevo paura di salire sul motorino e tu ora hai una Harley Davidson e, da quanto leggo, ti piacerebbe fare il giro del mondo.
In questo momento sto ascoltando Physical. Olivia quasi mi scioccò con il nuovo look, come mi stravolgono tutti i cambiamenti, mentre tu li rincorrevi con la voracità di chi ama il pericolo. La emulai e mi feci lo stesso taglio di capelli indossando una fascia sulla fronte. Anche noi andavamo in palestra ma la più brava eri tu e io con piacere ti ammiravo nel volteggiare in ruote e perfette verticali.
Carissima Alina, vorrei inviarti questa missiva ma ormai siamo troppo distanti. Siamo due donne che hanno intrapreso strade diverse, adolescenti che non hanno mai litigato ma che si sono pian piano allontanate.
Forse in me ci sarà sempre una parte di Sandy con camicette candide e gonne che fanno la ruota, e tu con capello biondo mosso e il chiodo di pelle, sarai pronta per un altro viaggio.
Abbi cura di te e lo dico come amica di due anni più grande, due anni che facevano la differenza quando venivi affidata a me per partecipare alle feste.
Concludo con un ultimo ricordo. Eravamo diverse ma il diario scolastico sempre uguale nello zainetto o nella shopper di plastica della prestigiosa boutique, perché a quei tempi si usava così. Ne conservo ancora alcuni a casa dei miei. Prima o poi avrò il coraggio di sfogliarli. Accarezzerò la tua firma fino a quella stella che impreziosiva il nome. La margheritina che fungeva da punto alla fine della mia, vorrei che ti arrivasse con un afflato d’autunno.
Per partecipare alla rubrica quindicinale Lettere al Femminile sul sito Cultura al Femminile, inviate la vostra lettera allegata in formato Word a letterealfemminile@gmail.com








