Le impure di Kim Liggett
Voce alle Donne
recensione di Emma Fenu
Le impure è un romanzo di di Kim Liggett edito da Mondadori nel 2022.
Di cosa tratta Le impure?
Le impure è un fantasy distopico ambientato in un passato non ben definito, quello del C’era una volta. Del resto, questa è una fiaba nera.
Nella contea di Garney c’è un albero di metallo preposto per la forca di donne ritenute eretiche. Sotto la tale costruzione campeggia la scritta: Occhi al cielo. Un’ennesima umiliazione per chi ha il collo torto per sempre nella morte inflitta con un processo sommario, tramite delazione , pregiudizio e sospetto.
E con gli occhi al cielo e gli arti disposti a stella ci si prepara all’amplesso, da maritate.
La prima a subire l’onta del femminicidio in piazza fu Eva e le sue eredi ne portano la colpa: quella di essere donne, di indurre al peccato, di sottrarre i mariti dai loro letti, di essere inclini alla maledizione, di avere un potere occulo che devia dalla condotta decisa dagli uomini, che solo la forza bruta possono opporre alla sacralità dell’essere donne.
Il momento in cui le ragazze manifestano la propria magia è il compimento del sedicesimo compleanno: allora, con una treccia in cui spicca un nastro rosso, simbolo del menarca, sono condotte in un bosco per un anno, detto anno di grazia, di cui è vietato parlare. Di quante partono, circa la metà tornano vive.
Sono in balia dei bracconieri, i figli bastardi e assassini delle donne dei sobborghi, le esiliate per loro colpa e delle loro sorelle. Una ragazza può tornare dall’anno di grazia viva, o in flaconcini che ne sono un distillato di magia o squoiata e smembrata con il massimo dolore, in modo che la magia possa essere più forte e raccolta, quale elisir.
Chi non riporta il proprio corpo, condanna le sorelle minori alla prostituzione nei sobborghi: così si demotiva ogni tentativo di fuga.
Come di tutte le cose segrete, dell’anno di grazia le ragazze sanno molto.
Sanno che si riportano danni fisici, sanno che si può morire, sanno che devono trovare la propria magia e purificarsi di essa, soprattutto coloro che, prima di partire, hanno ricevuto il velo, cioè sono state scelte come mogli e uteri per figli maschi dai ragazzi e uomini della contea.
Coloro che non hanno ricevuto il velo, saranno impiegate nel lavoro come domestiche, nelle fattorie o, nei casi più sfortunati, nella promisquità dei campi.
La nostra protagonista, Tierney, non si sente magica e non aspira al matrimonio. Il padre la ha cresciuta come un figlio maschio, portandola con sé nei boschi. Ribelle, solitaria, “diversa”, non ha costruito relazioni di amicizia e dipendenza prima dell’anno di grazia, ma ha un velo, quello del suo migliore amico.
Arivate all’accampamento, le ragazze notano che tutte le misere comodità delle ragazze dell’anno precedente sono state bruciate, in modo che non abbiano facilitazioni, e che è ben visibile l’albero da cui pendono treccie, dita di piedi e mani, brandelli di orecchie e denti: sono i resti delle punizioni che le colpevoli hanno subito dalle proprie compagne.
Compagne che, se morte, si aggirano come fantasmi, in compagnia di bracconieri e guardie, questi ultimi due presenti solo all’esterno del recinto.
A questo punto mi fermo con la narrazione e vi induco a riflettere.
Cosa può succedere a ragazze cresciute nella costrizione, educate alla competizione fra donne per un marito e convinte di avere poteri magici che si trovano improvvisamente sole, libere, dee, in un bosco in cui ogni azione resterà segreta?
Quali sentimenti verranno alla luce?
Solidarietà? Collaborazione?
O piuttosto divisione in gruppi, creazione di una leader e delle sue seguaci, rabbia, frustazione, violenza, paura, suggestione collettiva, istinto alla sopravvivenza?
Se il pericolo di morte è fuori dal cancello, cosa le spinge a uscire?
Chi alimenta, come cliente, il mercato nero dei loro corpi sezionati?
Cosa accade se un gruppo una ragazzina esaltata crede che lei e soprattutto le altre sono impure e tutto è lecito in nome di Dio per mondarsi e mondare il mondo?
Che frutti dà un’educazione patriarcale alla modestia, al silenzio, all’obbedienza, alla preparazione a diventare un oggetto o un animale da compagnia per l’uomo che le sposerà, se ne saranno degne e non saranno prima salite sulla forca?
Perchè leggere Le impure?
Iniziato con un ritmo un po’ lento e troppo fantastico per i miei gusti totalmente soggettivi, Le impure mi ha conquistato: il tema del distopico sull’abuso sulle donne non è nuovo e l’autrice si è dovuta confrontare con precedenti illustri riusacendo a trovare la sua strada.
Questo libro non è spiccatamente femminista, o meglio lo è, ma nell’accezione più inclusiva.
Gli uomini non sono tutti mostri e le eroine si salvano da sole ma non sempre. A volte salvano se stesse, a volte le compagne, a volte gli uomini di cui sono innamorate; a volte da tali uomini sono salvate.
Il messaggio è che nessuno si salva da solo se si vuole costruire un mondo nuovo, fondato sulla parità dei sessi, sul rispetto delle diversità, sulla accoglienza che elimina la violenza, sul profumo dei fiori che copre quello del sangue passato.
Fiumi di sangue femminile su cui camminare tutti, in cordoglio, ma con la volontà di aver compreso, di aver davvero superato l’anno di grazia e di essere uscite dal bosco iniziate non a a essere madri, ma grandi madri, Dee della pace, donne non impure ma potenti, donne che possono dare vita e morte e che scelgono il proprio destino.
Un’ultima considerazione: interessanti i colpi di scena, alcuni un po’ scontati, ma uno talmente inatteso ma esplicativo da rendere Le impure un libro valido, che stimola la riflessione, amaramente. E ci risveglia sopiti ricordi che mai andrebbero rimossi.
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Sinossi
Nessuno parla mai dell’anno di grazia. È proibito.
Nella Garner County, tutte le ragazze, al compimento del loro sedicesimo anno, vengono bandite dalla comunità e obbligate a vivere nella foresta per un anno, affinché sfoghino la loro magia nella natura selvaggia per poi tornare nella civiltà, sempre che sopravvivano, purificate e pronte per il matrimonio.
Nella società patriarcale in cui sono cresciute, infatti, si è convinti che a quell’età le ragazze abbiano il potere di persuadere gli uomini ad abbandonare i loro letti coniugali, di far perdere la testa ai coetanei e di far impazzire di gelosia le mogli.
Si crede che la loro stessa pelle emani un forte afrodisiaco, l’essenza potente della gioventù, delle ragazze sul punto di diventare donne.
Tierney James, però, non si sente potente. Né si sente magica.
Ma, questo sì, sente che dietro l’esperienza che la attende si cela qualcosa di più spaventoso dei pericoli nascosti nella foresta o dei bracconieri pronti a rapire lei e le altre ragazze per ucciderle, farle a pezzi e venderle al mercato nero.
La minaccia più grande e terribile potrebbe arrivare proprio dalle sue compagne di sventura, ma Tierney non è disposta a subire passivamente la sorte che le è stata assegnata…
Con prosa tagliente e crudo realismo, “Le impure” racconta i complessi legami che uniscono tra loro le ragazze – e le donne che saranno – e la necessità di opporsi con forza a una società troppo spesso ancora misogina e patriarcale che impedisce loro di esprimere in totale libertà i propri talenti.
Titolo: Le impure
Autore: Kim Liggett
Edizione: Mondadori, 2022







