Maria Grazia Miraggi: intervista alla pittrice

Voce alla poesia e Voce alla carta

A cura di Ilaria Negrini e Cristina Casillo

 

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Dal 1 al 17 dicembre 2023 in Piazza Maggiore a Bologna, presso Palazzo D’Accursio, si è tenuta una mostra intitolata L’amore è un’altra cosa.

L’evento vedeva uniti artisti che si sono impegnati utilizzando diverse tecniche per raffigurare un unico tema, quello della violenza di genere.

Nella sala chiamata Manica Lunga, ci accoglie Maria Grazia Miraggi, autrice dell’opera Non oltrepassare la linea rossa, realizzata con la tecnica dell’acrilico su tela.

Siamo state catturate dalla varietà di rappresentazioni dal messaggio suggestivo e Maria Grazia ci ha guidato e ascoltato nei nostri commenti ai dipinti.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Maria Grazia Miraggi per un’intervista nel salotto virtuale di Cultura al femminile.

Buongiorno Maria Grazia Miraggi e benvenuta. Vuoi parlarci di come è nata in te la passione per la pittura?

Buongiorno Ilaria e Cristina, grazie per l’invito.

Ero in quarta elementare, amavo disegnare e dipingere. La maestra notò questa mia inclinazione.

Un giorno feci un disegno che rappresentava dei chierichetti impegnati nel canto. Partecipai a un concorso e me lo pubblicarono su un libro per bambini.

Da ragazza ho studiato storia dell’arte, ma per la pittura ho dovuto un po’ arrangiarmi e cominciai a realizzare quadri a olio per scoprire in seguito di essere più attratta da altre tecniche.

 

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

 

I paesaggi, soprattutto il mare. Amo la pittura figurativa, copiare le fotografie con paesaggi.

 

A chi come noi scrive e vorrebbe realizzarsi nella scrittura, viene consigliata la lettura di qualsiasi genere. Cosa impara un pittore osservando le opere di grandi artisti?

 

Copiando i grandi maestri, si impara sicuramente la tecnica.

Come probabilmente insegneranno ai corsi di scrittura, ci si deve confrontare con i grandi senza copiarli.

Dobbiamo apprendere e ispirarci.

 

Quali sono i tuoi artisti preferiti?

 

Per un periodo ho amato molto De Chirico, successivamente non più. Amo molto la pittura medioevale, perché la trovo sincera, spontanea.

I miei artisti preferiti sono Cimabue e Vitale da Bologna. Un altro artista che ammiro tanto è Klimt.

 

Dalla quarta elementare ad oggi, hai sempre avuto il tempo per dedicarti alla tua passione o hai avuto momenti se così si possono definire, morti, nei quali ti sei dovuta fermare?

 

La nascita della prima figlia ha sicuramente portato cambiamenti nella gestione delle mie passioni. La stanza che usavo per dipingere è diventata la sua. Mi sono dedicata alla ceramica per un periodo.

La vita spesso mette alla prova con periodi difficili in cui non è semplice pensare agli hobbies.

La perdita dei genitori mi ha fatto allontanare ulteriormente per poi riprendere a studiare. Grazie ai corsi ho potuto perfezionarmi.

Ora ho più tempo anche per partecipare a concorsi. Uno dei miei preferiti è quello organizzato, ogni anno a giugno, da Punta Marina Terme e porta il nome di Punta all’arte e arrivi su Marte. Siamo in tanti a cimentarci su dipinti realizzati su ombrelloni. La prossima edizione sarà la settima.

 

 

Ti va di parlarci delle sensazioni che provi dipingendo?

Non so se parlare di emozioni. Mi isolo e trovo serenità nella pittura.

È un modo per trovare tranquillità nei momenti di forte stress.

Abbiamo apprezzato l’espressività dei volti che hai realizzato per l’opera Non oltrepassare la linea rossa. Ce ne parli?

 

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È un acrilico su tela. Ho impiegato parecchio tempo nella realizzazione.

L’opera è divisa in due parti: una casa, una famiglia perfetta, almeno all’apparenza e una linea che non va oltrepassata.

Uno dei volti rappresentati non è frutto della mia fantasia ma è figlia di un amico, ma l’ho raffigurato solo perché mi piacciono i suoi tratti.

 

Dall’8 al 17 marzo, sempre a Bologna e nello specifico a Castenaso in Via Gramsci 21\D, si terrà la seconda edizione di ART’IDICE, una esposizione collettiva che porta il nome di Cuore di donne – Donne di cuori. Sarai presente con tre opere: Sibilla Aleramo, Mimosa e il coraggio della staffetta. Parlaci di questo evento e dei dipinti.

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Cuore di donne – Donne di cuori è un  evento già proposto l’anno scorso alla sala Rosa di Budrio, e riproposto quest’anno a Castenaso.
Cogliendo l’occasione dell’otto marzo, si vogliono evidenziare figure diverse di donne, nell’arte, nel pensiero, nella cultura, nella società, uno specchio di anime differenti, tra sogni ed emozioni.

 

Sibilla Aleramo, scrittrice del secolo scorso, nota per aver scritto Una donna, libro in cui per prima denuncia la condizione tradizionale della donna del suo tempo. È un lavoro all’acquarello, il suo ritratto con in primo piano il suo libro.
Mimosa, tipico fiore riferito alla festa della donna, qui accostato a un viso di donna.
Il coraggio della staffetta, realizzato per la festa della liberazione dell’anno scorso, la donna in bicicletta, coraggiosa, vede la luce in fondo al tunnel.

 

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Cosa stai dipingendo in questo periodo?

 

Sto illustrando un libro per bambini.

Un progetto un po’ difficile perché la realizzazione non dipende soltanto da me ma anche dagli autori del testo. Sicuramente a lavoro finito sarà una grande soddisfazione.

Ringraziamo Maria Grazia Miraggi per averci dato occasione di parlare di donne e di arte.

Concludiamo la nostra intervista citando alcune frasi toccanti della brochure di presentazione alla mostra:

“… Se le farfalle non vogliono rimanere chiuse nella gabbia, devi aprire lo sportello e lasciarle volare in libertà

perché Amore è desiderare il loro bene, anche quando per la tua piccolezza, non è il tuo bene.

Ah, l’Amore, quante cose si sono dette e scritte su questa parola,

ma quando si trasforma in possesso e violenza non è più Amore.
L’Amore è un’altra cosa”.