back way di AA.VV. a cura di Gianluca Costantini

Voce al mare

Recensione di Elvira Rossi

back way
Back way – viaggio di sola andata con ritorno di AA.VV, a cura di Gianluca Costantini, prefazione di Igiaba Scego, è una graphic novel edita da Mesogea nel 2020.

Di cosa tratta back way – viaggio di sola andata con ritorno?

Back way- viaggio di solo andata con ritorno riserva piacevoli sorprese, al di sopra di quelle che potrebbero essere le aspettative rispetto a una narrazione per immagini.

La parola, pur apparendo con parsimonia, associata al disegno grafico assume una potenza comunicativa notevole, tanto da trasferire il lettore nella vita dei personaggi.

Il non detto, che si lascia indovinare dietro i disegni, ci riporta a un mare tempestoso, che si presume di conoscere. I

l mare in burrasca è popolato dai migranti provenienti dal Sud del mondo.

Il mare esige di essere esplorato in tutta la sua estensione e lo sguardo non può limitarsi all’approdo, pertanto ci si deve disporre a compiere una traversata a ritroso, per raggiungere l’altra sponda del Mediterraneo, dove uomini, donne, bambini sono pronti per avventurarsi su vecchi barconi.

Non è opportuno lasciare alla immaginazione le ragioni dell’allontanamento e le tappe che precedono l’imbarco. Nel caos di luoghi comuni, fame e guerra, si rischia di perdere di vista il dolore del singolo e annegare in una realtà astratta e indistinta, che percepita come lontana non turba la tranquillità altrui.

Per uscire dall’approssimazione, gli sceneggiatori di back way si fanno largo tra la folla, cedono la parola a questa umanità in fuga e si pongono in ascolto delle singole persone, per conoscere le vere storie, che poi vanno a rappresentare ricorrendo al linguaggio grafico.

Il viaggio dei migranti richiama alla nostra mente barconi alla deriva, scene di panico, salvataggi, approdi riusciti, approdi mancati, ma soltanto chi è protagonista di un viaggio di solo andata con ritorno può raccontare gli antecedenti di una traversata, che a noi si svela solo nella parte finale.

Back way viaggio di solo andata con ritorno racchiude tante cose messe assieme: il tema della migrazione, l’arte per immagini, la parola che racconta, emoziona, sconvolge, turba, fa riflettere, indigna. Illustrazioni incisive come sculture fissate nella pietra dura e parole taglienti, che non si lasciano dimenticare, raccontano una realtà cruda, vissuta dal punto di vista di chi l’ha patita.

Nessuno vorrebbe lasciare la propria casa andando incontro all’ignoto, la decisione dura e generosa, presa per aiutare la famiglia, è determinata dalla volontà di sopravvivere al male.

Di questo libro non si perde nulla, la prefazione, l’introduzione, la commovente dedica, le immagini così vigorose e strazianti.
Nella grafica i disegnatori hanno privilegiato il bianco e il nero, solo di rado compaiono disegni a colori. Il nero pieno nel prevalere sul bianco disegna atmosfere drammatiche che preludono al lutto e alla improbabilità di una soluzione felice. Il colore, quando compare, crea istanti di distensione, senza interferire con la espressività dei tratti.

In pochi racconti si ricorre a frammenti di dialogo, mentre in altri ci si limita a brevi espressioni, che sintetizzano un pensiero. I disegnatori si sono avvalsi di stili diversi, tutti ugualmente coinvolgenti. Il percorso di lettura è facilitato dalla disposizione lineare delle scene figurate, ben lontane da ogni forma di stereotipia.

Le parole poetiche vivono in simbiosi con disegni densi di allusioni a una realtà connotata dal dolore e dalla speranza.

Le aspettative di chi parte e l’assenza di chi non giunge a destinazione.

Il disorientamento di chi arriva e resta deluso nel sentirsi discriminato e sfruttato e, vedendo svanire le promesse di benessere fatte alla famiglia, prova un senso di sconfitta e di mortificazione. Sarebbe tentato di tornare indietro, ma un senso di colpa glielo impedisce, le promesse vanno mantenute e non si può assistere impotenti alla sofferenza delle persone amate. I migranti talvolta conducono con sé la famiglia per salvarla, soprattutto dai luoghi di combattimento, altre volte si avventurano da soli sempre con l’idea di tutelarla.

Si resiste a tutte le intemperie, confidando in un futuro di luce.

Lasciati andare

Guarda avanti

C’è una nuova speranza

Occorre coraggio per andare avanti; occorre coraggio per ritornare indietro.

In una delle prime pagine del libro, parole disseminate tra figure umane esprimono l’esitazione e l’ansia, che accompagnano il conflitto interiore di chi sta per risolversi a partire.

Rinnega

lotta

persevera

arrenditi

Prevale il coraggio di partire

L’essenzialità di uno spazio vuoto lascia intravedere la solitudine di chi lascia la propria terra. I migranti soli e indifesi durante il viaggio subiscono vessazioni e ricatti, ai quali cercano di resistere, pur di raggiungere la sponda opposta del Mediterraneo.

Nelle popolazioni dell’Africa, l’attaccamento agli affetti familiari è forte, eppure non si desiste dal partire, perché non ci si vuole arrendere alla miseria e alla morte.

Si parte con una valigia vuota, con il nulla che si possiede, portando con sé un sogno che non di rado sprofonda negli abissi marini.

Con la parola back way si indica la rotta migratoria, la più battuta e anche la più pericolosa, che prevede l’attraversamento del deserto che, secondo diverse testimonianze, è ancora più temibile e rischioso del mare.

Durante il viaggio si è in balia di criminali, per lo più nigeriani, che esigono somme cospicue di denaro e sono pronti a commettere ogni genere di abuso, in modo particolare nei confronti delle donne.

Le giovani donne, attratte dalla prospettiva di trovare un lavoro, senza volerlo si trovano invischiate in una rete di prostituzione e quando se ne rendono conto non hanno la possibilità di tornare indietro, giacché il mancato pagamento del debito contratto con i loro aguzzini comporterebbe una vendetta che ricadrebbe sui familiari.

La criminalità nigeriana gestisce quello che viene definito traffico umano, che la polizia degli stati europei stenta a debellare, perché incontra delle resistenze nella complicità accordata ai criminali dei paesi di provenienza.

Perché leggere back way-viaggio di solo andata con ritorno?

Leggere back way- viaggio di solo andata con ritorno per tenere viva l’attenzione sulle morti che si succedono nell’indifferenza generale, come se si trattasse di un male inevitabile, che rischia di generare una sorta di assuefazione.

È bene che si parli di migrazione, utilizzando tutti i canali e ricorrendo a tutti linguaggi, con la speranza di smuovere le coscienze sopite e sollecitare una classe dirigente incapace di concordare, a livello europeo, soluzioni efficaci, per fermare stragi intollerabili.

L’immigrazione incontra barriere fisiche e morali, si scontra con la diffidenza e l’ostilità, rendendo difficile l’incontro di culture differenti, che al contrario andrebbe considerato un elemento favorevole al progresso umano e civile.

In back way-viaggio di solo andata con ritorno, gli sceneggiatori Chiara Abastanotti, Erica Andreula, Majid Bita, BBraio, Antonio Cammareri, Chiara Cesalli, Letizia Depredi, Helpi, Giuseppe Lenzone, Gabriele Melgari, e il curatore Gianluca Costantini, pur restando aderenti alla realtà, la interpretano in forma poetica, confermando che la poesia non è una costruzione artificiosa, ha in sé qualcosa di naturale, è viva dentro di noi e fuori di noi e la si riconosce nella potenza dei sentimenti, che l’artista in virtù della propria sensibilità porta alla luce.

In back way-viaggio di solo andata con ritorno, i disegnatori attraverso il proprio talento artistico esprimono il sogno di un nuovo umanesimo, fondato sulla giustizia e sulla fratellanza dei popoli.

 

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Back way

Sinossi

Un libro potente e generoso di immagini ed emozioni: pagina dopo pagina, appare tragicamente e poeticamente evidente quanta disumanità accompagna una delle azioni più antiche al mondo, la migrazione.

Quando spostarsi è l’inevitabile reazione alla pressione di povertà, di regimi tirannici o di catastrofi, questa azione naturale e culturale si tinge del lutto e dell’abbandono.

Per coloro che scelgono di lasciare il proprio paese, il viaggio comincia da una back way – come usano dire i gambiani – una uscita sul retro, una strada verso l’ignoto e spesso di sola andata, che tuttavia custodisce il pensiero del ritorno.

Le opere contenute in questa raccolta sono il frutto del felice incontro tra dieci giovani fumettisti – coordinati dal disegnatore e artista Gianluca Costantini – e il Gruppo Umana Solidarietà (GUS), che ha scelto il fumetto come mezzo di sensibilizzazione e contrasto alle forme di violenza e di discriminazione. Back way non è un saggio e non è solo un’opera di denuncia, ma è un’opera creativa, è poesia visiva: immagini e parole che s’intrecciano alle trame delle vite di chi racconta e di chi ascolta.

Prefazione di Igiaba Scego.

Titolo: back way-viaggi di sola andata con ritorno
Autori Vari  a cura di Gianluca Costantini
Edizione: Mesogea, 2020